Il saluto al grande Emiliano Terzoni di San Felice (Sassoferrato) da parte degli amici e parenti affezionatissimi

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Attendevo con angoscia la notizia e questa è arrivata: Emiliano, non ci sei più e con te scompare un pezzo della mia memoria. L'hai portata via con te e questo mi disorienta. Per molti anni hai voluto contribuire alla ricostruzione della mia storia e quella di chi mi ha dato la vita, trovando nei tuoi racconti ricchi dettagli che formano il mosaico delle mie origini.

Ma più di ogni altra cosa sei stato il grandissimo e degno divulgatore delle poesie del grande Cesare Terzoni, tuo padre, conosciuto per le sue opere dal sapore antico, nelle sere accanto al fuoco ci deliziavi declamando i suoi scritti con l'enfasi che sapevi mettere nei tuoi racconti, per catturare e tenere viva l'attenzione di chi, come me, non perdeva una parola che usciva dallo scrigno dei tuoi ricordi.

Hai conquistato anche i miei figli, che piangono la tua perdita, loro no, non se l'aspettavano, come se con gente come te la morte non potesse prevalere, non si può seppellire la sorgente dei ricordi, ed allora, per quanto abbiamo ricevuto, ti saremo sempre grati ed il tuo ricordo resterà vivido in noi, anche quando non saremo lì, a San Felice, tra le nostre montagne, seduti davanti alla tua casa, ad ascoltarti nelle sere d'estate.

So che l'ultimo respiro l'hai voluto dedicare a tutti quelli che hai lasciato qui a piangerti, regalandoci un addio consapevole e questo è proprio delle persone grandi, come un consumato attore sei uscito di scena ringraziando il pubblico, ma a me che ti conoscevo piuttosto bene, par di scorgere la tua ironia, quella che ci accomunava e ci rendeva molto simili, questione di ereditarietà?

Affettuosamente,

Elisa Terzoni


   
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Dolce e Gabbana evadono il fisco perché non pagano le tasse? Multati per 229 milioni di euro.

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Boicottare Dolce e Gabbana evadono il fisco e non pagano le tasse.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/21/dolce-gabbana-pagano-229-milioni-a-equitalia/185423/

A quanto pare emerge un nuovo possibile candidato per il mittente degli attentati ad Equitalia. E sono proprio loro. Dolce e Gabbana.

Dolce e Gabbana evadono il fisco italiano?

Non proprio, però non l'hanno comunque fatta limpida. La colpa è stata quella di aver venduto il marchio dalla società italiana SRL alla società lussemburghese (sempre di loro proprietà), ma ad un prezzo non congruo per il reale valore del marchio (venduto per circa 350 milioni di euro, invece dei 730 milioni stimati dalla corte). Quando si apre però una società in Lussemburgo, dove le tasse sono al 4% e non al 43% come i due giovincelli si trovavano a pagare in Italia, allora è lecito pensare ad un abbandono della patria.

Ecco quindi che il made in Italy, oltre a non esserlo più per la produzione dei vestiti in Cina, diventa anche un furto di tasse, per proventi portati all'estero, un po come ci ha abituato il nostro ITALIANISSIMO Valentino Rossi, che per non pagare le tasse come noi tutti italiani, ha preso una bella cittadinanza inglese (o così almeno dai media fu raccontato qualche anno fa).

Boicottare Dolce e Gabbana

E tu cittadino italiano, che te la passi male, perché i ricconi evadono il fisco, e tu che paghi le tasse onestamente sei schiacciato dalla situazione economica di una nazione devastata dalla furbizia di gentaglia come questa... indignati e fai boicottaggio!

Non comprare mai più un prodotto Dolce e Gabbana.


   
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Costa Crociere, Navighiamo per Seppellirvi. Il mix Costa Concordia, Terra e Schettino. L'amministratore piange. Qualcuno grida "Vada a bordo", ma i colpevoli sono tutti.

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E' più ipocrita Schettino che abbandona la nave, o l'amministratore delegato della Costa Crociere, che piange in conferenza dicendo che il resto dei marinai ha dato la vita per aiutare i passeggeri (ricucire... ricucire...) visto il fatto che sono anni che quei dementi dei suoi dipendenti si avvicinano con tonnellate di navi alle coste in modo così ridicolo e pericoloso?

L'amministratore di Costa Crociere piange in diretta per il coraggio dei marinai

Vogliono dire che non sapevano? L'amministratore delegato di Costa Crociere deve sapere se da diversi anni c'è l'usanza di infrangere i limiti di navigazione.

Colpa di Schettino, ma colpa di tutti coloro che per profitto hanno taciuto per anni gli illegali avvicinamenti alle coste del Giglio. Tutto è tracciato e i PM non avranno problemi a revocare le licenze alla compagnia, una volta appurato che quanto è stato fatto (e probabilmente da più comandanti, non solo da Schettino) è violazione delle norme di sicurezza.

11 morti accertati, che sicuramente saliranno.
Altro che "vada a bordo c..."

Boicottare Costa Crociere è un ordine morale

Quello che conta è sempre il profitto economico, in barba alla sicurezza. Porta più soldi? Fa scena? Porta attrazione verso i turisti dell'isola e quindi il sindaco ne autorizza l'incaglio per far contenti i ristoratori che lo voteranno di nuovo perché da prestigio all'isola?

Tutti sapevano. Nessuno ha fatto nulla per evitare la tragedia. Neanche colui che il "c...." l'ha gridato con il "Vada a bordo". Dove erano con i loro radar portuali quando per chissà quante centinaia di volte la Costa Concordia si è avvicinata irregolarmente alle spiagge dell'isola del Giglio?

Ora, sono bravi tutti a fare gli eroi, e a ordinare a Schettino (codardo un comandante che abbandona la nave non per ultimo) di tornare a bordo con fare imperativo, sapendo che la chiamata è anche registrata. Ma dove era lui, che ordina al comandante di tornare a bordo, quando la Guardia Costiera dovrebbe essere la prima a notare la posizione errata di una nave, e segnalarla alle autorità immediatamente.

Morti e affogati con Costa Crociere, navighiamo per seppellirvi!

Complimenti una volta ancora all'Italia che si fa prendere per il culo anche dai paesi del terzo mondo, con nuovi morti ammazzati, affogati, per l'incapacità di controllare con i radar le posizioni di mezzi di centinaia di metri di lunghezza.

Poi ci lamentiamo che entrano migliaia di barchette di clandestini, con la motivazione governativa che "sono difficili da arginare"...

Paese di dementi.


   
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Il calcolo distribuito. Progetti di ricerca scientifica che risolvono compiti difficili grazie alla disponibilità degli utenti internet.

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Il calcolo distribuito. Progetti di ricerca distribuita.

Ecco il problema principale per alcune branchie della ricerca scientifica: far calcolare ai computer delle super complesse funzioni matematiche su basi dati estremamente ampie. Prendiamo uno di questi progetti come esempio.

Il calcolo distribuito per la ricerca degli alieni

Il SETI (Centro di ricerca dell'intelligenza extraterrestre), deve smazzare tonnellate di dati provenienti dal radiotelescopio di Arecibo, che scandaglia quotidianamente il cosmo alla ricerca di informazioni utili a capire dove possano essere vite evolute intelligenti in grado di lanciare un messaggio strutturato. La quantità di dati da analizzare è elevatissima, e per ciascun minuto di scansione, un computer anche molto potente, impiegherebbe giorni per scansionare una piccolissima percentuale del lavoro complessivo. Ecco quindi che nasce il progetto seti@home (seti at home, ossia "seti a casa tua"), che permette a tutti i possessori di un computer al mondo, di mettere il proprio computer a disposizione per il calcolo distribuito, e farsi carico di parte del lavoro dell'elaborazione.

Il calcolo distribuito per la ricerca dei grandi numeri primi di Mersenne

Un'altra applicazione pratica del calcolo distribuito è la ricerca di grandi numeri primi alla ricerca dei numeri primi di Mersenne. Ciascun numero della sequenza dei numeri naturali va analizzato e fattorizzato, con algoritmi di analisi complessi che richiedono elevatissima potenza di calcolo. Ecco quindi che la distribuzione delle operazioni sulle migliaia di computer connessi al progetto mersenne@home, permette di fare parte della grane ricerca che nel 2008 ha portato, proprio grazie al calcolo distribuito, alla scoperta di un numero composto da oltre dodici milioni di cifre, il più grande numero di Mersenne mai conosciuto.

Altri progetti di calcolo distribuito

Scaricando il software BOINC, sviluppato dall'università di Berkley, dove lavora anche il Dott. Peter Duesberg, si può scegliere di dare supporto a uno dei tantissimi progetti di calcolo distribuito, da calcoli di astronomia, progetti di controllo delle epidemiologie di malaria, alla ricerca su cancro e AIDS, fino alle ricerche sulle proteine del corpo umano, o calcoli di enigmi storici come la stele di rosetta.

Il software BOINC per il calcolo distribuito

Il software BOINC può essere scaricato all'indirizzo web http://boinc.berkeley.edu/, gratuitamente, nella sua versione per Linux o Windows, e uò essere anche installato su macchine in Hosting Linux per permettere al sistema di eseguire calcoli h24 utilizzando la CPU delle server farm (meglio se su server virtuali).

BOINC può anche essere installato sul proprio computer, in modo semplice e rapido. Nell'installazione vi verrà richiesto di creare un account a cui legare i crediti che maturerete in fase di elaborazione (per ogni calcolo restituito alla sorgente, riceverete dei crediti prestabiliti).


L'analisi grafica del calcolo distribuito.

Approfondimenti:

Il Grid Computing


   
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Libro "Ballando nudi nel campo della mente, di Kary Mullis"

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Ballando nudi nel campo della mente Kary Mullis

Ballando nudi nel campo della mente, libro di Kary Mullis

Tra i tanti libri scientifici letti, questo è sicuramente il libro più curioso, sia in quanto al titolo, che alla copertina, che ai contenuti e la struttura dei capitoli.

Dal titolo "Ballando nudi nel campo della mente. Le idee (e le avventure) del più eccentrico tra gli scienziati moderni", il libro del premio Nobel Kary Mullis spazia tra vari argomenti, dagli alieni, al processo OJ. Simpson, al funzionamento del DNA, fino alla teoria per cui l'AIDS non è causato dal presunto virus HIV. Una serie di approfondimenti scientifici permeati da episodi della vita personale dello scrittore, che è convinto che morirà schiacciato contro una sequoia.

Kary Mullis, chimico premio nobel

Un egocentrico personaggio simpatico, che racconta della propria esperienza nello scoprire il meccanismo della PRC, ossia la reazione a catena della polimerasi, che permette da decenni a tutti i ricercatori di clonare porzioni di DNA per eseguire test ed esperimenti (scoperta che gli è valsa il premio nobel per la chimica).

Una sequenza di geniali ragionamenti, compresa la problematica del clima mondiale, e del riscaldamento globale, visti con una nuova prospettiva. Consigliato a tutti.

Il libro è acquistabile online QUI.


   
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