L’uomo non è mai stato sulla luna.

Nota come “moon hoax”, o “truffa lunare”, o “man on the moon fake”, oramai le prove inconfutabili del fatto che l’uomo non sia mai davvero andato sulla luna sono diventate ingestibili per la NASA e sono oggetto di documentari di durata interminabile (anche fino a 4 ore):

  1. Le fasce di Van Allen
    Gli astronauti della NASA, ad oggi (2018) non dispongono della tecnologia per schermare l’uomo e le strumentazioni dalla fortissima radiazione cosmica sita nelle “fasce di Van Allen”, due ciambelle radioattive situate tra la terra e la luna, impossibili da oltrepassare per l’uomo, come dimostrato e affermato recentemente (2018) dagli scienziati NASA.
    SPIEGAZIONE DEL PERCHE’ LA NAVICELLA NON POTEVA SUPERARE LE FASCE DI VAN ALLEN.
  2. Se sei stato sulla luna, perché ti rifiuti di giurarlo sulla Bibbia?
    Tutti gli astronauti delle missioni Apollo (la sequenza di missioni sulla luna che si sono susseguite dal 1969 al 1972) si sono rifiutati di giurare sulla bibbia, davanti alle telecamere, di essere stati sulla luna, incluso Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins (i primi tre della prima missione).
    VIDEO INTERVISTA AGLI ASTRONAUTI CHE RIFIUTANO IL GIURAMENTO.
  3. Le fotografie mostrate dalla NASA sono false
    Le fotografie dell’allunaggio sono ritenute completamente false, realizzate in uno studio cinematografico, come affermano il noto fotografo Oliviero Toscani, e altri 5 fotografi di fama internazionale, intervistati da Massimo Mazzucco nel documentario “American Moon”. Tutti hanno evidenziato criticità importanti nel materiale fotografico ufficiale della NASA. I fotografi dimostrano inequivocabilmente che le foto sono state realizzate su un set, e non sulla luna.
    Tale analisi fotografica ha sostanzialmente rivelato che la luce che illumina tutte le fotografie non può in alcun modo essere quella del sole, e tutti i sintomi rilevati nelle foto, si spiegano perfettamente con la presenza di una fonte luminosa stile “riflettore” che proviene da pochi metri di distanza dagli astronauti.
    Per quale motivo realizzare foto in studio, se l’uomo è davvero andato sulla luna?
    Maggiori informazioni su “FOTO FALSE DELL’ALLUNAGGIO”.
  4. La navicella si sarebbe squagliata nell’esosfera
    La temperatura dell’esosfera (la parte più alta dell’atmosfera, tocca i 2000 gradi celsius. La temperatura di fusione di tutti i metalli di cui era costruito il LEM (modulo lunare) e il resto della strumentazione di volo, va dai 500 gradi celsius dei metalli più “fusibili”, ai 1.500 gradi celsius dei metalli più termoresistenti. Nessuna navicella avrebbe potuto superare tali temperature senza liquefarsi o comunque riportare danni importanti, altro motivo per cui oggi gli scienziati della NASA dicono che “le sfide per uscire dall’orbita terrestre richiedono ancora molti passi avanti da fare in termini di tecnologia”, prima di portare un uomo fuori dalla LEO (low earth orbit, ossia bassa orbita terrestre).
    Maggiori informazioni su “SPIEGAZIONE DEL PERCHE’ LA NAVICELLA SI SAREBBE FUSA ANDANDO SULLA LUNA”.
  5. La storia della corsa alla luna fa acqua da tutte le parti
    Il presidente JFK dichiarò al mondo nei primi anni ’60, che prima della fine del decennio (1970) l’America avrebbe inviato l’uomo sulla luna. I 10 anni che seguirono furono frustranti a dir poco. Razzi esplosi, crepe nelle strutture dei moduli lunari, test in cabina con astronauti bruciati vivi e uccisi nella cabina di comando, radiocomunicazioni che non funzionavano neanche tra i palazzi della NASA durante le fasi di test, relazioni di centinaia di pagine dei supervisori che sottolineavano a più riprese l’inadeguatezza del personale specializzato, e ovviamente… costi oltre ogni budget prefissato, con il risultato di ritardi, e ri-progettazioni continue. A -2 anni dalla data di scadenza, ancora l’America non era stata in grado di lanciare un uomo in orbita per una qualsiasi fase di test preliminare. Le dimissioni, a pochi mesi dal “primo uomo sulla luna”, del direttore della NASA, Dott. Web, e  di alcuni astronauti di punta, rende chiaro lo stato di disfatta in cui la NASA si trovava a pochissimo tempo dalla data X.
    Continua su IL DISASTRO NASA: L’IMPOSSIBILE MISSIONE SULLA LUNA
  6. Le incongruenze audio nei tempi di risposta troppo brevi, impossibile che provengano dalla luna
    Nei video ufficiali della NASA, in cui la NASA stessa dichiara di non aver apportato alcuna modifica o editing audio/video, e in cui dichiara che il girato è integrale e senza tagli, vi sono alcune sequenze audio con tempi di risposta dagli astronauti che sono decisamente al di sotto del tempo minimo fisiologico con cui le onde si propagano nello spazio che divide terra e luna. La risposta degli astronauti, alle domande del centro di controllo, in sostanza, risulta troppo breve, impossibile che provenga dalla luna.
    Approfondisci “L’audio troppo veloce tra la terra e la luna”
  7. La conferenza degli astronauti
    Dopo il rientro dalla luna, i tre astronauti furono tenuti alcune settimane in quarantena, dopodiché si presentarono alla prima vera conferenza stampa, acclamati dai giornalisti di tutto il mondo. I tre però tutto sembravano, eccetto che eroi trionfanti, e alcuni passaggi della conferenza, sono decisamente “imbarazzanti” per la NASA.
    Approfondisci su “La conferenza dei morti viventi”
  8. L’assenza di un cratere sul luogo dell’atterraggio
    Un razzo motore come quello presente sotto al modulo LEM, nell’atterrare sulla luna, avrebbe dovuto lasciare segni sul suolo (un cratere), come avviene sulla terra, ma del cratere non vi è traccia alcuna.
    Approfondisci “Il cratere mancante”
  9. L’umidità che sulla luna non dovrebbe in alcun modo esistere
    Eppure in moltissime immagini ufficiali della NASA, si vede polvere lunare che si attacca agli oggetti, cosa impossibile senza umidità. Si tratta quindi al 100% di immagini scattate sulla terra, dove l’umidità è invece presente.
    Approfondisci “la luna umida”.
  10. I video ufficiali della NASA e le bandiere che sventolano quando non dovrebbero
  11. I video ufficiali della NASA e i cavi di acciaio
  12. Le confessioni continue degli astronauti recenti della NASA
  13. Le confessioni di Rumsfeld
  14. I tentativi falliti dei debunkers di difendere la versione ufficiale ricca di bugie
  15. Altri taroccamenti recenti nelle missioni della NASA ed ESA
  16. Libri ed approfondimenti

Storia di medicinali ritirati dal mercato dopo 40 anni di commercializzazione

E INVECE FACEVA MALE…
 
Settembre 2015: La Food And Drug Administration emana un documento che mette in guardia il mondo sulla pericolosità di tutti gli antidolorifici della categoria NSAIDS.
 
La FDA è l’ente controllo farmaci più importante al mondo.
 
La FDA ha dichiarato che recentemente è stato scoperto che i “non-aspirin nonsteroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs)” provocano attacchi cardiaci e infarto mortale, anche nei casi di uso moderato.
 
Farmaci che per decenni sono stati somministrati e pubblicizzati come “senza rischi gravi”.
 
Qui il documento originale
 
“NSAIDs can increase the risk of heart attack or stroke in patients with or without heart disease or risk factors for heart disease. A large number of studies support this finding, with varying estimates of how much the risk is increased, depending on the drugs and the doses studied.”
 
“un gran numero di studi supporta questa scoperta. La stima del rischio aumenta in funzione del tipo di medicinale, e del tempo di utilizzo”.
 
In altri passaggi del documento della Food and drug administration si può leggere del fatto che gli studi condotti evidenzino attacchi cardiaci e infarti anche in persone con un perfetto stato di salute e senza patologie cardiache pregresse.
 
Viene affermato che tutti i farmaci (farmaco più farmaco meno), contribuiscono all’aumento di infarti e patologie cardiache.
 
In italia i NSAIDS li chiamiamo FANS (farmaci antidolorifici non steroidei).
 
Ma di quali farmaci si tratta?
 
Ecco l’elenco dei principali FANS presenti nel prontuario farmaceutico nazionale.
 
Acido acetisalicilico: Asprina (Bayer);
Cemirit (Bayer)
Celecoxib: Celebrex (Pfizer)
Diclofenac: Voltaren (Novartis)
Etoricoxib: Arcoxia (Merck Sharp & Dohme)
Fluriprofene: Froben (Abbott)
Ibuprofene: Antalgil (McNeil);
Moment 200 (Angelini)
Indometacina: Indoxen (Sigma-Tau);
Liometacen (Promedica)
Ketorolac: Toradol (Recordati)
Ketoprofene: Artosilene (Dompé Farmaceutici); Oki (Dompé)
Naprossene: Aleve (Bayer); Synflex (Recordati)
Nimesulide: Aulin (Recordati)
Paracetamolo: Efferalgan (Bristol Myers Squibb-F);
Parecoxib: Dynastat (Pfizer Healt-S)
 
Tutti questi farmaci hanno effetti collaterali gravi come mostrato nell’immagine ricavata da una delle slide dell’università di Napoli (info presenti anche in molti altri centri nazionali di ricerca).
 
 
La maggior parte dei farmaci sopra indicati hanno il nuovo effetto collaterale 2015 inserito correttamente nel bugiardino.
 
Questa è l’ennesima dimostrazione che la scienza farmaceutica mondiale anche nel recente passato (2015) commette errori grossolani sulla valutazione dei danni da medicinali che ha prima ritenuto “sicuri” per decenni.
 
Nel 2004 il farmaco NSAIDs noto con il nome Vioxx è stato ritirato dal mercato dopo 5 anni di impiego, per aver causato, si stima, 500.000 morti.
 
Si tratta di pazienti cui era somministrato “senza rischi”.
 
Il farmaco era infatti declamato come “ultra-sperimentato” sia dalle istituzioni che dalla stessa farmaceutica Merck (la stessa che produce molti farmaci di uso comune, nonché ovviamente vaccini pediatrici e per adulti dichiarati ancora una volta “iper-sicuri”).
 
 
Il documentario “Prescription for a Disaster”, narra del fallimento totale di tutti gli enti regolatori dei farmaci e di come sia una prassi consolidata quella di dichiarare i farmaci sicuri per poi invece sperimentarli sulla popolazione con esiti devastanti.
 
 
E allora proseguiamo con le inciampate della scienza che ancora nel 2017, si accorge di aver fatto gli stessi errori di valutazione dei tempi lontani, quando medici e scienziati suggerivano i sigari per curare l’asma, l’eroina per curare la tosse dei bambini, e i cancerogeni raggi X per curare le infezioni batteriche.
 
Tanto per citarne due o tre a caso:
 
1) Il Muscoril si scopre cancerogeno dopo decenni di commercializzazione
 
2) L’IBUPROFENE può causare sterilità tra i giovani (proprio quei due giovani della pubblicità che vanno in farmacia in motorino a comprarsi il moment)
Il composto è in commercio da poco: 30 anni.
 
https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=57728
 
3) VOLTAREN
Il foglietto illustrativo recita:
 
“Sperimentazioni cliniche e dati epidemiologici indicano in modo coerente un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per
esempio, infarto miocardico o ictus) associati all’uso di diclofenac, soprattutto ad alte dosi (150 mg/dì) e al trattamento a lungo termine”
 
 
La storia di cui sopra si ripete identica per centinaia di farmaci.
 
Tutto ciò, facilmente verificabile nei bugiardini delle farmaceutiche, è oggetto di tentativo di “minimizzazione del rischio” da parte dei siti web che si auto-definidcono come “anti-bufale” (vedasi Butac e compagnia bella).
 
Questi siti sono colmi di pagine che cercano di sdrammatizzare, utilizzando titoli come “La grande bufala che il voltaren faccia venire l’infarto”.
 
Peccato che ad ammettere che lo provoca è lo stesso produttore.
 
Del resto Butac è famoso per aver assunto il ruolo di sagra della cantonata… ma “non ti curar di lor, ma guarda e passa”.
 
Tornando al Voltaren, anche per questo composto, tranquilli, è in commercio da soli 40 anni.
 
Ma vogliamo davvero criminalizzare la scienza e fare ritorno al medio-evo?
 
La realtà è che la scienza onesta e critica con sé stessa fa progressi e crea benessere.
 
Qui non siamo di fronte a scienza onesta.
 
Siamo di fronte a una politica di valutazione del profilo di sicurezza dei farmaci, che fa acqua da tutte le parti in nome del profitto o dell’incompetenza (e francamente la prima ipotesi sembra decisamente la più probabile)
 
Basti pensare ad alcune regole FOLLI della sperimentazione farmacologica.
 
Se una farmaceutica svolge un test di un nuovo composto su cavie, o sulla popolazione (clinical trials), ed il test si rivela dannoso, la farmaceutica non è obbligata da alcuna legge a pubblicare i risultati di tali test negativi relativamente al suo prodotto.
 
Questo in cosa si traduce?
 
Che se sono morte 100 persone nei trial clinici per un nuovo composto in sperimentazione, si può tacere affinché dall’altra parte del mondo, l’anno dopo, un’altra farmaceutica si trovi a sperimentare lo stesso composto provocando altri 100 morti, ignara del risultato del trial di qualche anno prima.
 
In sostanza non si impara mai dai propri errori. Il contrario del concetto di progresso scientifico che invece dovrebbe permettere agli uomini di essere “nani sulle spalle dei giganti”.
 
Alla faccia della scienza intesa come progresso dell’umanità.
 
Questa non è scienza. E’ crimine. E’ profitto commerciale. E’ nascondere gli esiti infausti sapendo che morirà altra gente per fare nuovamente da cavia qualche anno dopo, con il solo obiettivo di proteggere il marchio della casa farmaceutica dall’onta di aver sperimentato, uccidendo.
 
La regolamentazione internazionale non pone limiti a questo scempio.
 
https://www.theguardian.com/science/2013/sep/17/medical-trial-results-withheld-mps-report
 
La storia del Tamiflu, davvero uma delle tante, insegna proprio come i dati nascosti abbiano provocato una catastrofe sanitaria.
 
 
Diversi osservatori criticano il modello farmaceutico e regolatorio che consentono alle farmaceutiche di sperimentare sulla popolazione nascondendo gli studi negativi
 
 
Svariati articoli dei principali quotidiani mondiali riportano la prassi per cui gli studi negativi vengono taciuti e raramente recuperati grazie a whistleblowers, (dipendenti che sono a conoscenza di tali dati e per etica li rendono pubblici denunciando la propria azienda), cosa che poi porta a sentenze di tribunali i quali stabiliscono maxirisarcimenti tramite class-action alle vittime, e multe ingenti alle farmaceutiche criminali.
 
 
Centinaia di class-action hanno vinto risarcimenti ultra miliardari contro condotte nefaste delle farmaceutiche, ma dopo pochi anni, la storia si ripete di continuo, semplicemente per il fatto che una multa da 3 miliardi di dollari (come quella inflitta alla Glaxo nel 2012 per frode sanitaria) viene assorbita con un comunicato stampa che dice “con 2 mesi di operatività del nostro colosso, la multa è bella e pagata”.
 
Della serie: finché ci fate multe ridicole, a noi conviene infrangere le regole.
 
E per questi colossi, 3 miliardi di dollari, sono una multa ridicola in confronto a quanto gli permette di guadagnare un farmaco immesso illegalmente sul mercato.
 
Dubitare è un dovere.

Rapporto rischio-beneficio della vaccinazione per il morbillo: dati manipolati (male)


Il senatore Piero Aiello (partito NCD) in data 11 luglio 2017 afferma, a sostegno del decreto Lorenzin:

  • rischio encefalite da morbillo 1 caso ogni 1.000
  • rischio da vaccino 1 caso ogni 1.000.000

Detta così è ovvio che solo un genitore irresponsabile non vaccinerebbe il proprio figlio per il morbillo.

Peccato che il raffronto dati è svolto nell’errore matematico più totale.

Se si vuole paragonare il rischio danni nei vaccinati con il rischio danni nei non vaccinati è obbligatorio procedere come di seguito:

Rischio di encefalite da morbillo:
1 caso ogni 1.000 (primo errore: non dire che è 1 caso ogni 1.000 che contraggono la malattia, e non 1 caso ogni 1.000 abitanti come afferma il senatore)

Quanti contraggono la malattia?

Nel focolaio peggiore degli ultimi 10 anni in Italia, 5.000 persone hanno contratto in un anno il morbillo su 65.000.000 di abitanti in Italia. Per il 2017 si prevede un trend che porterà per fine anno a 4500 casi in Italia (facciamo 5.000 per praticità).

  • Se il rischio encefalite è di 1 ogni 1.000, e in Italia abbiamo 5.000 malati di morbillo su 60.000.000 di cittadini, abbiamo quindi un totale di 5 persone colpite da encefalite ogni anno su 60 milioni di italiani.

Il rischio di encefalite da morbillo non è quindi 1 caso su 1.000 ma un caso ogni 12 milioni di abitanti circa.

In Italia in un anno il rischio per un bambino italiano di contrarre un’encefalite da morbillo è di 1 su 12.000.000.

Si grida ai 5 casi di encefalite l’anno.
In Italia muoiono 500 bambini l’anno per soffocamento

In Italia nel 2016 61 bambini morti in incidenti stradali

Leggermente differente no?

Passiamo al secondo calcolo.

Rischio danno da vaccino:

AIFA rilascia proprio a maggio del 2017 lo studio sull’incidenza di danni gravi da vaccino.

I dati dei danni derivati dal vaccino sul morbillo non sono dettagliati. I danni da esavalente però portano un incidenza di 150 danni gravi l’anno su 450.000 nuovi bambini.

Abbiamo quindi un danno grave (solo da esavalente) ogni 3.000 bambini l’anno.

Conclusioni
Mentre il rischio di danno da morbillo per un cittadino italiano (adulto o bambino che sia) è di 1 su 3.000.000, il rischio di danno da vaccino è di 1 su 3.000.

Se invece di fornire i dati falsati in Senato di cui al video sopra riportato, fornissero i dati reali, in piazza si troverebbero milioni di genitori decisamente arrabbiati.

Ecco svelati come vengono ribaltati i dati e generate falsità statistiche, apparentemente coerenti.

Qual’è l’incidenza della poliomielite in Italia e nel mondo?

A maggio 2017 l’organizzazione mondiale della sanità (WHO.int) dichiara sul sito polioeradication.org che l’era della Polio è finita. Il programma di eradicazione della Polio inizia a dismettere le operazioni e sarà chiuso nell’era post-eradicazione.

“As we come closer to achieving eradication, the Global Polio Eradication Initiative (GPEI) will begin to wind down its operations, and will come to a close in the post-eradication era.”

Con un trend che negli ultimi anni è stato il seguente:

2012: 223 casi
2013: 416 casi
2014: 359 casi
2015: 74 casi
2016: 37 casi
2017: fino a luglio 6 casi (nel 2016 fino a luglio 19 casi)

http://polioeradication.org/wp-content/uploads/2017/07/WPV_2012-2017_4Jul17.pdf

Copia file di archivio WPV_2012-2017_4Jul17.pdf

Di seguito un’immagine estratta dal documento di cui sopra.

 

Con 1 caso al mese nel 2017 (6 da virus selvaggio negli ultimi 6 mesi in tutto il mondo), rispetto ai 2 casi al mese dell’anno scorso, il prossimo anno dovremmo trovarci con 0 casi al mese.

Nel 2017 il Ministro Lorenzin ha affermato che il rapporto rischi benefici è ancora a favore della vaccinazione, malgrado vi siano stati nel 2017 ben 28 casi di poliomielite in Siria dovuti al vaccino (cVDPV, ossia circulating-virus-derivated-polio-virus).

L’Italia è polio-free ufficialmente dal 2002, con molto ritardo dall’ultimo caso, registrato in Italia nel 1982.

E’ possibile approfondire i dati relativi all’incidenza della polio causata dal vaccino (sempre con fonti OMS) al seguente link.

Energia infinita e gratuita con i magneti permanenti, è possibile eccome !

Prima di leggere il seguente articolo, consigliamo a tutti di vedere la presentazione del motore magnetico “eterno“.

E’ possibile ottenere energia infinita e gratuita con i magneti permanenti?

Guardando il video sembra sia possibile. Con qualche calamita messa bene su un piatto rotante, sembra sia possibile generare energia infinita per la durata della magnetizzazione dei magneti (stimata in diverse centinaia di anni).

Immaginate cosa possa significare aggiungere a quel rotore una dinamo?

Produrre energia in quantità elevate proporzionalmente alle dimensioni dell’impianto tecnico e alla potenza dei magneti, senza dover bruciare combustibile, senza usare energia atomica, senza usare petrolio, né carbone né altro, ma sfruttando la magnetizzazione che la natura ci ha offerto in grandi quantità imprimendo energia potenziale nelle calamite.

Sarebbe il sogno di tutti gli ecologisti. Ma è davvero possibile?

Secondo le norme fisiche per cui l’energia non si crea dal nulla, la risposta è “NO”.

PURA, ENERGIA, INFINITA, GRATIS?

La sfida è aperta. Purtroppo sono anni che con i magneti molti team tecnici stanno cercando di produrre il primo GEIG (Generatore di Energia Infinita Gratis), e attaccarci una bella lampadina.

Purtroppo nessuno ci è ancora riuscito e in rete spopolano i video di dubbia qualità come il seguente, in cui non vi è una spiegazione sul meccanismo utilizzato

Il modello che sembra maggiormente credibile è il Vgate, il motore magnetico permanente che sembra offrire un movimento infinito. Nessuno si è ancora fatto avanti negli ultimi 20 anni reclamando un brevetto per un motore perpetuo basato su magnetismo (non elettromagnetismo), ossia impiegando solo “calamite”.

Energia infinita gratis con i magneti permanenti.

La telefonia TRE oggi non funziona e i cellulari 3 non chiamano.

La telefonia TRE oggi non funziona e i cellulari 3 non chiamano. Errore di connessione da questa mattina su Roma. Qualcuno sta avendo la stessa esperienza di impossibilità ad eseguire chiamate esterne?

Non si ricevono chiamate, non si inviano e non si inviano né ricevono SMS da qualsiasi cellulare con TRE.

Cosa fare se Tre non funziona?

Intanto parliamo delle cause. Può succedere che alcune celle di connessione si rendano temporaneamente indisponibili. Normalmente i guasti durano qualche ora, ma possono in alcuni rari casi protrarsi per giorni interi.

Cosa fare in questi casi?

In tal caso è possibile provare a switchare su TIM entrando in Roaming (non dovrebbero essere previsti dei costi a riguardo, se non per l’utilizzo dei dati, che possono comunque essere disattivati per evitare costi elevati del roaming dati su TIM).

Ricetta fluidi non newtoniani

Un fluido non newtoniano è un fluido (non un liquido, badate bene) in cui gli sforzi sono direttamente proporzionali alla velocità di deformazione applicatagli.

Si tratta più propriamente di fluidi dove la viscosità è costante indipendentemente dalla velocità con cui viene misurata. Per tradurla in un linguaggio ancora più semplice da comprendere: si tratta di fluidi che continuano a scorrere indipendentemente dalla forza che agisce su di essi.

Per meglio capire è sufficiente l’esempio dell’acqua: se la versate in un contenitore, e la girate rapidamente con un cucchiaio, l’acqua non varierà la sua resistenza con l’aumentare della velocità con cui la girate. Un fluido, invece, si definisce non newtoniano quando la sua viscosità varia col variare dello sforzo ad esso applicato. Per conoscere meglio questo tipo di fluidi, vi rimandiamo alla pagina cosa sono i fluidi non newtoniani, video e dimostrazioni.

Fluidi non newtoniani.

come realizzare i fluidi non newtoniani, la ricetta e gli ingredienti

Eccovi una rapida guida in italiano per realizzare, in cucina, un fluido non newtoniano, per divertirsi con i propri figli e/o fidanzati!

Ricetta per fluidi non newtoniani, un gioco da ragazzi

  • Una scatola di Maizena (amido di mais) da 250 grammi, anche la fecola di patate andrà benissimo se non trovate l’amido di mais. Prezzo: 0.90€
  • Una bacinella capiente
  • Due bicchieri di acqua tiepida
  • Un cucchiaio

Versate 1/3 dell’amido di mais (o della fecola di patate se non avete trovato la Maizena) nel contenitore, fino ad ottenere una piccola montagna. Aggiungete pian piano l’acqua tiepida e mescolate lentamente, perché gli amidi normalmente sono composti che assorbiranno velocemente l’acqua.

Non appena otterrete una morbida pastella è il momento di aggiungere un altro 1/3 di amido e potete a questo punto proseguire fino a svuotare tutta la scatola di Maizena.

Giunti a questo punto dovrete provare e collaudare il risultato ottenuto, in molto semplice. Provate a dare un pugno forte alla melma: se il liquido schizza e si disperde avete messo troppa acqua, se invece resta nella bacinella senza neanche macchiarvi le mani, allora avete dosato bene gli ingredienti.
Attenzione, perché, trattandosi di una sospensione di particelle di Maizena nell’acqua, dopo qualche tempo il fluido perderà le sue proprietà non newtoniane e l’amido si depositerà sul fondo e l’acqua resterà nella parte alta del contenitore. Sarà tuttavia sufficiente rimescolare il tutto per riprodurre nuovamente la melma non newtoniana con le proprietà non lineari di cui godeva in precedenza.

Dove vanno le rondini quando migrano in inverno?

Dove vanno a finire le rondini quando decidono di partire per migrare verso climi più caldi?

Dove vanno le rondini in inverno?
Dove vanno le rondini in inverno?

A settembre/ottobre le rondini salutano le nostre case, dove fanno nidi per crescere i piccoli, portandoli con sé verso lidi e spiagge più calde e confortevoli in cui trascorrere l’inverno per poi fare ritorno a fine marzo in Italia a ricominciare lo splendido ciclo della loro vita.

La cosa incredibile non è sapere tanto sapere che le rondini vanno in Africa. E’ facile andare in Africa. Si tratta di arrivare in Tunisia, poco sotto la sicilia. Si tratta a tutti gli effetti di continente Africano. Ma non basta.

Le rondini in inverno arrivano nel centro sud dell’Africa, in quella zona che si chiama “Sub Sahariana”, ossia sotto al deserto del Sahara.

Ora, anche volendo applaudire la distanza, la cosa più sconcertante della migrazione delle rondini è che attraversare il deserto del Sahara non è come attraversare l’Italia da Roma ad Agrigento. Si tratta di attraversare un deserto di niente. Niente acqua. Niente Cibo. Niente alberi per poggiarsi.

Complimenti alle rondini, le amiche che ogni anno tornano a casa nostra, portandoci felicità e gioia per l’arrivo della primavera.

Dalla mia infanzia una canzone celebra il ritorno delle rondini:

“Rondinelle pellegrine
siam venute da lontano
per montagne, per colline
traversando il mare e il piano

per venire a questa festa
che la gioia in tutti resta!

Rondinelle rondinelle
della fresca primavera

siam le amate damigelle
rondinelle cip cip cip!”

Come scrivere una lettera formale corretta

A volte si rende necessario saper scrivere in modo corretto una lettera da inviare a destinatari particolari, a cui si vuole dare impressione di massima professionalità.

Come scrivere una lettera formale impeccabile?

Prima di passare alla stesura è fondamentale comprendere gli standard linguistici formali, ma soprattutto, capire quando va impiegata la corrispondenza formale:

  • Lettere destinate al mondo lavorativo, al mondo commerciale (rapporto fornitori – clienti)
  • Lettere indirizzate ad enti statali
  • Lettere destinate a fornitori domestici (Acea, Enel, Gestori telefonici)
  • Tutte le comunicazioni in cui non si conosca di persona il destinatario

Di quali parte è composta una lettera formale?

Prima di tutto è importante capire che c’è struttura tecnica e formale ma che osservarla può non essere sufficiente, se il contenuto non viene sviluppato in modo corretto e chiaro, quindi occhio alla qualità dei contenuti che vi accingete a scrivere (corpo del testo), e in particolare, attenzione agli errori ortografici!

Ciascuna zona della lettera deve essere utilizzata per lo scopo in cui è stata penata, dall’intestazione alla zona di firma.

Vediamo quali sono le aree e il loro perimetro all’interno di una lettera.

Lettera formale e spazi di delimitazione.

Va detto che queste zone devono essere ben spaziate e separate per dare subito leggibilità massima al primo colpo d’occhio permettendo al destinatario di trovare subito ciò che cerca (come nella scrittura dei curriculum Vitae).

Vediamo insieme di quali aree è composta una lettera formale:

Mittente

Il mittente è costituito dal nome di chi sta inviando la lettera. In alcuni casi può essere rappresentato dal nome dell’azienda rappresentata, in altri casi il nome della persona per conto dell’azienda (esempio: “Mario Rossi per conto di Enel S.p.A.”). In alcuni casi vi trova spazio anche il logo dell’azienda mittente. Non sempre invece vi sono riportati i contatti dell’azienda, che spesso vengono aggiunti in fondo a tutta la lettera, su carta intestata preformata, che contiene una riga di dati sociali e contatti societari in fondo a tutto. La buona norma, qualora non si trattasse di troppi dati, vorrebbe che Nome e Cognome, Azienda, E-mail, Numero di telefono, fossero inseriti in questa zona in alto a sinistra della lettera formale.

Luogo e data

Il luogo è quello di scrittura della lettera, così come la data di scrittura. Attenzione perché non si tratta mai né di luogo da cui parte la missiva (spedizione), né della data di spedizione. Queste due informazioni sono invece la data di scrittura e il luogo in cui viene scritta la lettera. La locazione corretta, come mostrato dalla foto, è in alto a destra, anche se è a volte inserita anche in alto a sinistra, a seguito del nome. Le due informazioni vengono sempre poste nella stessa riga. Il formato della data può essere sia quello standard in informatica gg/mm/aaaa (esempio “11/09/2008”) oppure nel formato 11 settembre 2008 (per assicurare la certa comprensione di quale sia il mese e quale il giorno. Nel formato americano infatti scrivere 11/09/2008 significa dire nove novembre 2008, quindi nelle lettere formali in lingua inglese, conviene sempre specificare il formato del mese in testo esteso.

Destinatario

Il destinatario rappresenta ovviamente il nome o nome e azienda a cui è destinata la lettera formale. Questi dati possono essere scritti in alto a destra, immediatamente a seguire la riga della data e luogo di scrittura. In alcuni casi, si può anteporre al nome del destinatario l’acronimo CA (cortese attenzione), anche se per meglio assicurarci che venga compreso tale termine, qualora vi sia spazio a sufficienza, si può scrivere in maniera estesa “Alla cortese attenzione di”, seguito dal nome del destinatario.

Riferimenti

Alcuni template di lettere formali che si trovano in rete, inserisco questa voce come zona separata, indicando di utilizzarla per agganciare il testo della lettera formale a eventuali precedenti comunicazioni. E’ quindi un riferimento a precedenti lettere o argomenti, a cui la presente lettera da seguito. La cosa migliore non è citare i riferimenti in una zona apposita, ma introdurli nel testo della lettera, per semplificare il layout della missiva e per fare in modo che eventuali più riferimenti, e commenti agli stessi, trovino il giusto spazio nel testo della lettera. Per meglio intenderci, la lettera contenente i riferimenti potrebbe essere ad esempio la seguente:
“Gentile Dott. Bianchi,
in riferimento alla Vostra precedente del 12/08/2008, in cui mi informava della presenza di possibili problemi ecc…”

Oggetto

L’oggetto, come nelle e-mail, ha lo scopo di riassumere il contenuto della lettera formale. Va inserito in alto a sinistra, prima del corpo della lettera formale. Qualora si stesse scrivendo la lettera al computer, conviene utilizzare il font grassetto per dare risalto a questa parte della lettera, che rappresenta una zona estremamente importante della comunicazione L’oggetto è quello che una volta letto ci fa proseguire o meno nel leggere il resto. Probabilmente non perdereste tempo a leggere una lettera ricevuta nella vostra cassetta postale che abbia per oggetto “Vuoi i capelli viola? Compra lo Spray PinkHair!”.

Formula di apertura

La formula di apertura è l’inizio della missiva e va scritta subito sotto all’oggetto e allineata a sinistra. La tradizionale formula più impiegata è rappresentata da “Gentile”, seguito dal nome del destinatario, che nella maggior parte dei casi viene scritto con il titolo e il cognome (“Dott. Bianchi”). Qualora si fosse inserito precedentemente nell’area del destinatario il testo “Alla cortese attenzione di”, si può evitare di ripetere la formula di apertura, in quanto il nome e cognome della persona con cui si vuole dialogare è stata già specificata in precedenza.

Corpo della lettera formale

Siamo giunti al contenuto vero e proprio della lettera formale, che se scritta con il computer deve essere sviluppata con allineamento giustificato e con tutte le buone norme della scrittura di un testo, quindi introduzioni, paragrafi, spaziature interlinea tra paragrafi e conclusioni (ovviamente il contenuto può essere di qualsiasi genere e non necessariamente deve seguire uno standard predefinito).

Formula di chiusura

In questa parte di lettera formale si possono scrivere ringraziamenti e i saluti di fine lettera. L’espressione usata, che può essere scelta dalla lista seguente, deve essere seguita dal punto.

Esempi per la chiusura della lettera formale.

  • Cordiali saluti.
  • Cordialità.
  • Distinti saluti.
  • In attesa di un Suo (cortese, gentile, puntuale) riscontro, Le invio i miei più cordiali saluti.
  • Nel ringraziarLa per la cortese attenzione Le invio i miei più cordiali saluti.

Firma

Da apporre nella zona in basso a destra ben distanziata dal corpo del testo. In questa area è possibile aggiungere dati di contatto come numero di telefono, e-mail di chi invia la lettera formale e indirizzo. Tali informazioni aggiuntive rispetto alla firma semplice sono chiamate “antefirma”.

Allegati

Qualora la lettera avesse riferimenti ad altri documenti allegati, la lista degli allegati menzionati nella lettera, ed utili alla completa comprensione dell’argomento trattato, va indicata in fondo alla lettera formale, come mostrato nell’immagine sopra riportata.

Con queste poche e semplici regole potrete sviluppare una lettera formale completa e professionale, comprensibile a tutti e conforme agli standard di comunicazione formale.

Curiosità sui Teletubbies

Eccovi i retroscena dello show per bambini più famoso ed innovativo degli anni ’90: i teletubbies.

Per chi non ne avesse sentito parlare, si tratta di pupazzi stile “Gabibbo“, che vivono in una sorta di parco naturale futuristico e che svolgono quotidianamente operazioni basilari (da contare gli oggetti o elencare i colori) e permettendo al pubblico dei più piccoli (1-3 anni) di apprendere le nozioni di base e le prime parole.

I pupazzi sono noti per comportarsi in modo ipnotico, lentamente per far percepire i propri movimenti agli occhi lenti dei bambini, con grandi occhi e dei colori chiaramente riconoscibili dai bambini.

Di seguito vi forniremo le risposte alle domande più comuni dei genitori che si trovano a passare le serate con i teletubbies, affezionandosi a questi strani pupazzi dalle fattezze aliene, proprio per far piacere ai propri figli.

Dov’è Teletubbyland, la location in cui è ambientato il programma?

Teletubbyland (teletubbielandia) è composta dalla casa dei teletubbies, una specie di gigante tenda da campeggio a campana larga ricoperta di vegetazione.

Si percepisce chiaramente nel telefilm che tale location non è stata realizzata con il computer (negli anni 90 sarebbe stato un costo troppo alto da sostenere), e che non è all’interno di uno studio di registrazione, bensì all’aperto. Si vedono infatti molti alberi sugli sfondi e un cielo con nuvole reale.

Teletubbyland

La location in cui è stata creata Teletubbielandia è in Inghilterra, precisamente nel Warwickshire, nel centro sud dell’Inghilterra.

La location è stata costruita da zero in un campo privato negli anni ’90 e purtroppo una volta resa nota la sua locazione fisica, l’area è stata letteralmente invasa dai fan intenzionati a farsi fotografie nella casa dei teletubbies, scavalcando le reti di confine del campo.

Il proprietario ha quindi deciso di demolire la casa dei simpatici alieni, trasformandola in un lago.

Teletubbyland oggi, con il lago Teletubbyland originaria prima della distruzione

Qui di seguito trovate la mappa completa di Google che vi porterà direttamente in veduta aerea sulla location originale, in cui però è già visibile il lago artificiale che ha rimpiazzato la casa dei 4 personaggi.

Prima di essere rasa al suolo e trasformata in un laghetto, Teletubbielandia è stata per un periodo lasciata a sé stessa senza manutenzione (periodo successivo al 2001, dopo il termine delle riprese). La seguente immagine mostra una particolare visuale della landa incolta e sigillata negli accessi alla casa, proprio prima che venisse rasa al suolo per la volontà del proprietario della terra.

Teletubbyland incolta prima della demolizione

Come si vede dall’immagine, il tetto della casa è di erba sintetica (è l’unica area in cui non ricresce l’erba spontaneamente), mentre il prato esterno è oramai alla mercé delle erbe infestanti.

Come è stata costruita?

L’area è stata completamente rasa al suolo rispetto al precedente utilizzo (pascolo) ed è stata spianata e successivamente modellata con la costruzione delle famose collinette che si vedono nel telefilm sormontate da chiazze di fiori (di plastica applicati dagli arredatori secondo necessità).

Teletubbyland durante la costruzione Teletubbyland durante la costruzione

Gli attori sotto ai costumi

Un’altra grande curiosità è quella di capire chi si cela sotto alle maschere. Le piccole dimensioni dei personaggi lascia presagire a dei bambini o a dei nani alla guida di ciascun pupazzo. In realtà si tratta di un trucco da regista.

Ciascun teletubby è guidato da un adulto, che nel caso del pupazzo più alto (Tinky Winky) è vestito da un uomo alto circa 1,80 metri e nel caso più piccolino (Po), da una ragazza asiatica di circa 1,40 metri.

Qualcuno direbbe: Ma le dimensioni dei pupazzi è chiaramente ridotta, visto che gli camminano spesso intorno dei coniglietti che lasciano evincere la stazza dei costumi. In realtà la scenografia è stata molto attenta a procurarsi dei conigli giganti, noti anche con il nome di Flemis Giant Rabbits, che possono essere in alcuni casi più grandi di un labrador e pesare anche 20 chilogrammi. Un esempio è rappresentato nella fotografia qui accanto.

I conigli giganti dei Teletubbies, i Flemish Giant Rabbit.

Si racconta inoltre che molte scene sono state girate più volte a causa dei conigli, che molto spesso davano il via a pratiche di accoppiamento proprio durante le riprese. Non viene quindi difficile credere che i costumi siano di dimensioni reali, con dentro uomini di stazza anche elevata.

Simon Shelton nei panni di Tinky Winky, con il volto scoperto

Gli attori

Qui sopra possiamo vedere gli attori all’opera nei costumi e le modalità di apertura del volto con zip.
Di seguito gli attori con i loro volti svelati:

Simon Shelton
(Tinky Winky)

Simon Shelton - Attore dei teletubby (Tinky winky)
Jonny Simmit
(Dipsy)

Jonny Simmit - Attore dei teletubby (Dipsy)
Nikky Smedley
(Laa Laa)

Nikky Smedley - Attrice dei teletubby (Laa Laa)
Pui Fan Lee
(Po)

Pui Fan Lee - Attrice dei teletubby (Po)

 

In realtà nelle foto qui sopra manca l’attore Dave Thompson che per il primo anno impersonificò Tinky Winky, lasciando il posto all’attore che seguirà il ruolo per i seguenti 3 anni.

Di seguito un’immagine che ritrae gli attori con gli oggetti dei personaggi mostrati nel telefilm, con una posizione invertita rispetto alla classica scaletta Viola, Verde, Giallo, Rosso del telefilm. Qui sotto infatti gli attori sono invertiti (Dipsy, Lala, Tinky Winky, Po).

Attori dei Teletubbies con gli oggetti dei personatti (Cappello, Palla, Borsa e Monopattino)

 

I problemi con Tinky Winky

Il primo attore Dave Thompson che impersonificò il teletubby viola nella prima stagione, lasciò il ruolo a causa di importanti divergenze con la compagnia di produzione Ragdoll che gli imputò l’interpretazione errata del personaggio, che sarebbe risultata secondo la produzione “gay”. Lo stesso personaggio, negli anni seguenti, fu condannato in molti talk show americani, e non in ultimo dal reverendo Jerry Falwell, a causa della sua borsa spesso frequente negli episodi della serie e del colore viola, in quanto promotrici di omosessualità e di comportamenti non convenzionali trans-gender.

In realtà la produzione rispose giustificando la necessità di utilizzare la borsa (più grande all’interno che all’esterno) per motivi didattici, ossia per spiegare il senso del “volume” degli oggetti, così come Dipsy ha il ruolo di interpretare gli umani (cappello, ma anche chitarra ecc…), Laa Laa di riflettere il fascino dei bambini per le sfere e gli oggetti sferici (palla), e Po di esplorare le direzioni di movimento.

Come si chiama il bambino/a del sole che ride

Si tratta di una bambina, il cui nome è Jessica Smith e che ai tempi delle riprese aveva 7 mesi. Ovviamente, sono state eseguite centinaia di riprese nello stesso mese di età, per renderle disponibili negli anni a venire.

Jessica Smith, la bambina del sole che ride nel telefilm Teletubbies

 

Quanti episodi esistono?

Sono stati prodotti 365 episodi, uno per ciascun giorno dell’anno. L’intera produzione fu girata dal 1997 al 2001.