Quanto pesa un birillo da bowling?

  

Il peso ufficiale ammesso nel regolamento è tra 1500 grammi (un chilogrammo e mezzo) e 1600 grammi (un chilogrammo e seicento grammi).

La pesatura del birillo è infatti un'operazione molto importante per la certificazione e l'immissione sul mercato dei prodotti.

I birilli sono realizzati necessariamente in legno partendo dall'incollaggio e asciugatura per 24 ore di blocchi di legno che vengono così piallate. Il pezzo di legno delle dimensioni del birillo viene processato mediante tornitura meccanica dei prismi uniti tra loro con il collante.

Nel fondo della base del birillo viene applicato un anello di nylon dopo di ché si passa alla verniciatura mediante stampo ad iniezione di nylon liquido, raffreddato all'istante.

Si passa poi alla macchina stampatrice per l'applicazione delle due strisce orizzontali (anelli) che vengono applicate sul collo del birillo. L'asciugatura è un processo che dura solo qualche minuto.

La tornitura dura in tutto 20 secondi. Il procedimento è raccontato in una famosa puntata di "Come è fatto", programma offerto da anni nei canali 400 di Sky. Al termine della tornitura il birillo è laccato e verniciato.


   

  
  


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Curiosità sui Teletubbies

  

Eccovi i retroscena dello show per bambini più famoso ed innovativo degli anni '90: i teletubbies.

Per chi non ne avesse sentito parlare, si tratta di pupazzi stile "Gabibbo", che vivono in una sorta di parco naturale futuristico e che svolgono quotidianamente operazioni basilari (da contare gli oggetti o elencare i colori) e permettendo al pubblico dei più piccoli (1-3 anni) di apprendere le nozioni di base e le prime parole.

I pupazzi sono noti per comportarsi in modo ipnotico, lentamente per far percepire i propri movimenti agli occhi lenti dei bambini, con grandi occhi e dei colori chiaramente riconoscibili dai bambini.

Di seguito vi forniremo le risposte alle domande più comuni dei genitori che si trovano a passare le serate con i teletubbies, affezionandosi a questi strani pupazzi dalle fattezze aliene, proprio per far piacere ai propri figli.

Dov'è Teletubbyland, la location in cui è ambientato il programma?

Teletubbyland (teletubbielandia) è composta dalla casa dei teletubbies, una specie di gigante tenda da campeggio a campana larga ricoperta di vegetazione.

Si percepisce chiaramente nel telefilm che tale location non è stata realizzata con il computer (negli anni 90 sarebbe stato un costo troppo alto da sostenere), e che non è all'interno di uno studio di registrazione, bensì all'aperto. Si vedono infatti molti alberi sugli sfondi e un cielo con nuvole reale.

Teletubbyland

La location in cui è stata creata Teletubbielandia è in Inghilterra, precisamente nel Warwickshire, nel centro sud dell'Inghilterra.

La location è stata costruita da zero in un campo privato negli anni '90 e purtroppo una volta resa nota la sua locazione fisica, l'area è stata letteralmente invasa dai fan intenzionati a farsi fotografie nella casa dei teletubbies, scavalcando le reti di confine del campo.

Il proprietario ha quindi deciso di demolire la casa dei simpatici alieni, trasformandola in un lago.

Teletubbyland oggi, con il lago Teletubbyland originaria prima della distruzione

Qui di seguito trovate la mappa completa di Google che vi porterà direttamente in veduta aerea sulla location originale, in cui però è già visibile il lago artificiale che ha rimpiazzato la casa dei 4 personaggi.



Prima di essere rasa al suolo e trasformata in un laghetto, Teletubbielandia è stata per un periodo lasciata a sé stessa senza manutenzione (periodo successivo al 2001, dopo il termine delle riprese). La seguente immagine mostra una particolare visuale della landa incolta e sigillata negli accessi alla casa, proprio prima che venisse rasa al suolo per la volontà del proprietario della terra.


Teletubbyland incolta prima della demolizione

Come si vede dall'immagine, il tetto della casa è di erba sintetica (è l'unica area in cui non ricresce l'erba spontaneamente), mentre il prato esterno è oramai alla mercé delle erbe infestanti.

Come è stata costruita?

L'area è stata completamente rasa al suolo rispetto al precedente utilizzo (pascolo) ed è stata spianata e successivamente modellata con la costruzione delle famose collinette che si vedono nel telefilm sormontate da chiazze di fiori (di plastica applicati dagli arredatori secondo necessità).

Teletubbyland durante la costruzione Teletubbyland durante la costruzione

Gli attori sotto ai costumi

Un'altra grande curiosità è quella di capire chi si cela sotto alle maschere. Le piccole dimensioni dei personaggi lascia presagire a dei bambini o a dei nani alla guida di ciascun pupazzo. In realtà si tratta di un trucco da regista.

Ciascun teletubby è guidato da un adulto, che nel caso del pupazzo più alto (Tinky Winky) è vestito da un uomo alto circa 1,80 metri e nel caso più piccolino (Po), da una ragazza asiatica di circa 1,40 metri.

Qualcuno direbbe: Ma le dimensioni dei pupazzi è chiaramente ridotta, visto che gli camminano spesso intorno dei coniglietti che lasciano evincere la stazza dei costumi. In realtà la scenografia è stata molto attenta a procurarsi dei conigli giganti, noti anche con il nome di Flemis Giant Rabbits, che possono essere in alcuni casi più grandi di un labrador e pesare anche 20 chilogrammi. Un esempio è rappresentato nella fotografia qui accanto.

I conigli giganti dei Teletubbies, i Flemish Giant Rabbit.

Si racconta inoltre che molte scene sono state girate più volte a causa dei conigli, che molto spesso davano il via a pratiche di accoppiamento proprio durante le riprese. Non viene quindi difficile credere che i costumi siano di dimensioni reali, con dentro uomini di stazza anche elevata.

Simon Shelton nei panni di Tinky Winky, con il volto scoperto


Gli attori

Qui sopra possiamo vedere gli attori all'opera nei costumi e le modalità di apertura del volto con zip.
Di seguito gli attori con i loro volti svelati:

Simon Shelton
(Tinky Winky)


Simon Shelton - Attore dei teletubby (Tinky winky)
Jonny Simmit
(Dipsy)


Jonny Simmit - Attore dei teletubby (Dipsy)
Nikky Smedley
(Laa Laa)


Nikky Smedley - Attrice dei teletubby (Laa Laa)
Pui Fan Lee
(Po)


Pui Fan Lee - Attrice dei teletubby (Po)


In realtà nelle foto qui sopra manca l'attore Dave Thompson che per il primo anno impersonificò Tinky Winky, lasciando il posto all'attore che seguirà il ruolo per i seguenti 3 anni.

Di seguito un'immagine che ritrae gli attori con gli oggetti dei personaggi mostrati nel telefilm, con una posizione invertita rispetto alla classica scaletta Viola, Verde, Giallo, Rosso del telefilm. Qui sotto infatti gli attori sono invertiti (Dipsy, Lala, Tinky Winky, Po).



Attori dei Teletubbies con gli oggetti dei personatti (Cappello, Palla, Borsa e Monopattino)


I problemi con Tinky Winky

Il primo attore Dave Thompson che impersonificò il teletubby viola nella prima stagione, lasciò il ruolo a causa di importanti divergenze con la compagnia di produzione Ragdoll che gli imputò l'interpretazione errata del personaggio, che sarebbe risultata secondo la produzione "gay". Lo stesso personaggio, negli anni seguenti, fu condannato in molti talk show americani, e non in ultimo dal reverendo Jerry Falwell, a causa della sua borsa spesso frequente negli episodi della serie e del colore viola, in quanto promotrici di omosessualità e di comportamenti non convenzionali trans-gender.

In realtà la produzione rispose giustificando la necessità di utilizzare la borsa (più grande all'interno che all'esterno) per motivi didattici, ossia per spiegare il senso del "volume" degli oggetti, così come Dipsy ha il ruolo di interpretare gli umani (cappello, ma anche chitarra ecc...), Laa Laa di riflettere il fascino dei bambini per le sfere e gli oggetti sferici (palla), e Po di esplorare le direzioni di movimento.

Come si chiama il bambino/a del sole che ride

Si tratta di una bambina, il cui nome è Jessica Smith e che ai tempi delle riprese aveva 7 mesi. Ovviamente, sono state eseguite centinaia di riprese nello stesso mese di età, per renderle disponibili negli anni a venire.



Jessica Smith, la bambina del sole che ride nel telefilm Teletubbies


Quanti episodi esistono?

Sono stati prodotti 365 episodi, uno per ciascun giorno dell'anno. L'intera produzione fu girata dal 1997 al 2001.


   

  
  


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Come si realizza un'inferriata con grate a spirale

  

Questo video tecnico è illuminante e spiega infatti quanto sia semplice e meraviglioso il processo di creazione di barre a spirale nella costruzione di inferriate, cancelli e grate.

Il fabbro surriscalda un gruppo di quattro barre a sezione quadrata, già saldate tra loro alle estremità ma non per l'intera lunghezza delle barre.

Successivamente tramite un mandrino si applica una torsione che, oltre a "sfogliare" il ferro nella sua parte esterna, realizza una prima torsione a spirale che poi, tramite una direzione contraria di rotazione, porta le barre a separarsi tra loro, aumentando lo spazio tra le barre e realizzando così la spirale completa.

Il lavoro del fabbro è davvero interessante e cercando su Youtube troverete decine di video di come vengono realizzate la maggior parte delle caratteristiche barocche dei lavori in ferro battuto.

Il video è realizzato da un fabbro professionista e ci raccomandiamo di non tentare di mettere in pratica un'operazione simile in casa vostra!

Una meraviglia di semplicità.



   

  
  


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Arriva il PLA, l'Acido Lattico Polimerizzato. Buste di simil-plastica biodegradabili al 100%

  

Ogni tanto una buona notizia. Arriva il PLA, l'acido lattico polimerizzato che permette la costruzione di confezioni di un materiale simile alla plastica, con le stesse proprietà degli involucri tradizionali, senza la caratteristica inquinante del derivato del petrolio.

A distribuirla, dal 2012 vi sono molti grandi produttori di prodotti e linee biologiche. Qui un interessante approfondimento sulla struttura molecolare del PLA.

Tali sacchetti possono essere tranquillamente smaltiti nella raccolta indifferenziata (o con l'umido), poiché si "sciolgono con l'umidità" con il passare degli anni. La tecnologia alla base di questo prodotto è "stranamente" una tecnologia che poteva essere messa in opera già dagli anni '90, grazie alla semplicità di sintesi che richiede studi decisamente meno approfonditi di quelli che sono stati necessari all'uomo per andare a passeggiare sulla luna.

Se solo si fosse impiegata maggiore dedizione nella realizzazione di plastica biodegradabile, invece di portare le automobili a oltre 300 chilometri orari nelle piste di formula 1 di mezzo mondo, avremmo risparmiato oltre 20 anni di sacchetti di plastica al pianeta terra.

Maggiori approfondimenti sulla pagina Wikipedia del PLA.



PLA Acido Lattico Polimerizzato - Confezioni 100% biodegradabili


PLA Acido Lattico Polimerizzato - Confezioni 100% biodegradabili


   

  
  


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Dropbox o We Transfer? Una nuova piattaforma di condivisione file di grandi dimensioni: OpenDocument.

  

Parliamo oggi di OpenDOCUMENT, un sistema di cloud-storage offerto dall'italiana 2open, azienda nota nel settore dei servizi informatici alle imprese. Il progetto OpenDocument nasce per la condivisione e la distribuzione di file di grandi dimensioni, immesso sul mercato per sopperire alle lacune presenti nell'offerta relativa ai sistemi di condivisione file e creazione di aree per il co-working.

Risulta strano credere che nell'era in cui dominano Dropbox e WeTransfer, possa inserirsi un servizio caratterizzato da un profilo funzionale semplice, e che al contempo possa anche soddisfare le esigenze di una porzione di utenti delle due note piattaforme.

A dire il vero, OpenDOCUMENT introduce alcune caratteristiche che identificano il servizio offerto in modo fortemente innovativo rispetto ai sistemi di big-file-sharing.

Dropbox ha per molti aspetti rivisitato il modo in cui sono smistati in rete i file pesanti (dalla decina di megabyte fino ai file di qualche gigabyte di ampiezza), offrendo una profonda fusione con i sistemi operativi che ospitano l'applicativo, portando l'utente a dimenticarsi della locazione cloud delle informazioni contenuti nella cartella Dropbox. L'evoluzione di Dropbox che maggiormente ha contribuito alla sua fama è stata quella di offrire una URL pubblica con cui permettere a terzi di scaricare i file presenti nel proprio folder Dropbox. Anche la logica commerciale con cui Dropbox è stato lanciato è stata efficace; veniva infatti regalato spazio aggiuntivo (3 GB) per ciascun nuovo utente portato nella piattaforma.

Dropbox è offerto in due modalità: gratuita e a pagamento. In entrambi i casi, il servizio offerto è identico. La differenza tra le due versioni è esclusivamente relativa allo spazio web reso disponibile all'utente finale.

WeTransfer, introdotto sul mercato dalla WeTransfer BV pochi anni dopo Dropbox si è subito attestato grazie alla sostanziale differenza di utilizzo, riuscendo a fornire una soluzione rapida per il file-sharing di grandi dimensioni, senza richiedere la registrazione, senza dover attivare legami di amicizia con altri utenti con cui condividere i file, permettendo di inviare anche 300 MB di allegato da un utente all'altro semplicemente specificando l'e-mail del mittente e l'indirizzo e-mail del destinatario in un'interfaccia web semplice e graficamente accattivante. Ad oggi We Transfer offre soluzioni gratuite ed a pagamento per le aziende e i Team che effettuano scambi di file di grandi dimensioni con soluzioni white label, senza però disporre di tutto il sistema di gestione dei permessi utente (opzionale), caratteristica obbligatoria di Dropbox.


Dropbox logo

We Transfer ha ridotto notevolmente i tempi per la condivisione file, diminuendo di conseguenza anche le possibilità di interoperabilità tra gli utenti. Inoltre, We Transfer non è riuscita ancora oggi ad offrire funzioni di Resume in caso di interruzione dell'upload, costringendo, in caso di perdita di connettività, a reiniziare l'upload da zero (caratteristica invece presente in Dropbox, che sfrutta il protocollo FTP)


We Transfer logo

OpenDOCUMENT è stato ideato per offrire i vantaggi di entrambi i sistemi, tagliando fuori le pecche di ciascuno dei suddetti applicativi, con un sistema semplice quanto We Transfer ma dotato di tutti gli accorgimenti (opzionali) per una condivisione avanzata dei file o delle aree di lavoro, portando con sé tutti i vantaggi del protocollo FTP, consentendo l'upload sia via FTP che via interfaccia web (non disponibile in resume in questo ultimo caso).


OpenDocument logo

La rapidità con cui è possibile attivare l'ambiente di condivisione, e la versatilità del sistema nella creazione di strutture ad albero per organizzare i contenuti e condividerli fanno della web app OpenDocument uno strumento ideale per studi di architettura, agenzie di video editing, ed in generale, per tutte le imprese che necessitano di inviare ai propri Clienti o collaboratori file di grandi dimensioni (Video, CAD, ecc...). Grazie alla gestione delle utenze (con pochi click è possibile delegare terzi all'accesso al sistema, o a porzione di esso), non vi è limite alla distribuzione e conservazione di file nel cloud-storage italiano di OpenDocument.

Proprio pensando alle aziende, nasce la versione "white-label" (ossia senza marchio) grazie alla quale è possibile offrire una versione brandizzata della piattaforma, per condividere i file con i propri Clienti in modo professionale e rafforzando la propria immagine.

Grazie anche ai costi contenuti è chiaro quanto sia vantaggioso dotarsi di un front-end professionale per trasmettere affidabilità e professionalità nell'organizzazione della comunicazione verso la propria Clientela.

Per maggiori informazioni sul servizio visitate: www.opendocument.it


   

  
  


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