Come si realizza un'inferriata con grate a spirale

  

Questo video tecnico è illuminante e spiega infatti quanto sia semplice e meraviglioso il processo di creazione di barre a spirale nella costruzione di inferriate, cancelli e grate.

Il fabbro surriscalda un gruppo di quattro barre a sezione quadrata, già saldate tra loro alle estremità ma non per l'intera lunghezza delle barre.

Successivamente tramite un mandrino si applica una torsione che, oltre a "sfogliare" il ferro nella sua parte esterna, realizza una prima torsione a spirale che poi, tramite una direzione contraria di rotazione, porta le barre a separarsi tra loro, aumentando lo spazio tra le barre e realizzando così la spirale completa.

Il lavoro del fabbro è davvero interessante e cercando su Youtube troverete decine di video di come vengono realizzate la maggior parte delle caratteristiche barocche dei lavori in ferro battuto.

Il video è realizzato da un fabbro professionista e ci raccomandiamo di non tentare di mettere in pratica un'operazione simile in casa vostra!

Una meraviglia di semplicità.



   

  
  


Informazione libera online.
Resta aggiornato cliccando su Mi Piace

Arriva il PLA, l'Acido Lattico Polimerizzato. Buste di simil-plastica biodegradabili al 100%

  

Ogni tanto una buona notizia. Arriva il PLA, l'acido lattico polimerizzato che permette la costruzione di confezioni di un materiale simile alla plastica, con le stesse proprietà degli involucri tradizionali, senza la caratteristica inquinante del derivato del petrolio.

A distribuirla, dal 2012 vi sono molti grandi produttori di prodotti e linee biologiche. Qui un interessante approfondimento sulla struttura molecolare del PLA.

Tali sacchetti possono essere tranquillamente smaltiti nella raccolta indifferenziata (o con l'umido), poiché si "sciolgono con l'umidità" con il passare degli anni. La tecnologia alla base di questo prodotto è "stranamente" una tecnologia che poteva essere messa in opera già dagli anni '90, grazie alla semplicità di sintesi che richiede studi decisamente meno approfonditi di quelli che sono stati necessari all'uomo per andare a passeggiare sulla luna.

Se solo si fosse impiegata maggiore dedizione nella realizzazione di plastica biodegradabile, invece di portare le automobili a oltre 300 chilometri orari nelle piste di formula 1 di mezzo mondo, avremmo risparmiato oltre 20 anni di sacchetti di plastica al pianeta terra.

Maggiori approfondimenti sulla pagina Wikipedia del PLA.



PLA Acido Lattico Polimerizzato - Confezioni 100% biodegradabili


PLA Acido Lattico Polimerizzato - Confezioni 100% biodegradabili


   

  
  


Informazione libera online.
Resta aggiornato cliccando su Mi Piace

Dropbox o We Transfer? Una nuova piattaforma di condivisione file di grandi dimensioni: OpenDocument.

  

Parliamo oggi di OpenDOCUMENT, un sistema di cloud-storage offerto dall'italiana 2open, azienda nota nel settore dei servizi informatici alle imprese. Il progetto OpenDocument nasce per la condivisione e la distribuzione di file di grandi dimensioni, immesso sul mercato per sopperire alle lacune presenti nell'offerta relativa ai sistemi di condivisione file e creazione di aree per il co-working.

Risulta strano credere che nell'era in cui dominano Dropbox e WeTransfer, possa inserirsi un servizio caratterizzato da un profilo funzionale semplice, e che al contempo possa anche soddisfare le esigenze di una porzione di utenti delle due note piattaforme.

A dire il vero, OpenDOCUMENT introduce alcune caratteristiche che identificano il servizio offerto in modo fortemente innovativo rispetto ai sistemi di big-file-sharing.

Dropbox ha per molti aspetti rivisitato il modo in cui sono smistati in rete i file pesanti (dalla decina di megabyte fino ai file di qualche gigabyte di ampiezza), offrendo una profonda fusione con i sistemi operativi che ospitano l'applicativo, portando l'utente a dimenticarsi della locazione cloud delle informazioni contenuti nella cartella Dropbox. L'evoluzione di Dropbox che maggiormente ha contribuito alla sua fama è stata quella di offrire una URL pubblica con cui permettere a terzi di scaricare i file presenti nel proprio folder Dropbox. Anche la logica commerciale con cui Dropbox è stato lanciato è stata efficace; veniva infatti regalato spazio aggiuntivo (3 GB) per ciascun nuovo utente portato nella piattaforma.

Dropbox è offerto in due modalità: gratuita e a pagamento. In entrambi i casi, il servizio offerto è identico. La differenza tra le due versioni è esclusivamente relativa allo spazio web reso disponibile all'utente finale.

WeTransfer, introdotto sul mercato dalla WeTransfer BV pochi anni dopo Dropbox si è subito attestato grazie alla sostanziale differenza di utilizzo, riuscendo a fornire una soluzione rapida per il file-sharing di grandi dimensioni, senza richiedere la registrazione, senza dover attivare legami di amicizia con altri utenti con cui condividere i file, permettendo di inviare anche 300 MB di allegato da un utente all'altro semplicemente specificando l'e-mail del mittente e l'indirizzo e-mail del destinatario in un'interfaccia web semplice e graficamente accattivante. Ad oggi We Transfer offre soluzioni gratuite ed a pagamento per le aziende e i Team che effettuano scambi di file di grandi dimensioni con soluzioni white label, senza però disporre di tutto il sistema di gestione dei permessi utente (opzionale), caratteristica obbligatoria di Dropbox.


Dropbox logo

We Transfer ha ridotto notevolmente i tempi per la condivisione file, diminuendo di conseguenza anche le possibilità di interoperabilità tra gli utenti. Inoltre, We Transfer non è riuscita ancora oggi ad offrire funzioni di Resume in caso di interruzione dell'upload, costringendo, in caso di perdita di connettività, a reiniziare l'upload da zero (caratteristica invece presente in Dropbox, che sfrutta il protocollo FTP)


We Transfer logo

OpenDOCUMENT è stato ideato per offrire i vantaggi di entrambi i sistemi, tagliando fuori le pecche di ciascuno dei suddetti applicativi, con un sistema semplice quanto We Transfer ma dotato di tutti gli accorgimenti (opzionali) per una condivisione avanzata dei file o delle aree di lavoro, portando con sé tutti i vantaggi del protocollo FTP, consentendo l'upload sia via FTP che via interfaccia web (non disponibile in resume in questo ultimo caso).


OpenDocument logo

La rapidità con cui è possibile attivare l'ambiente di condivisione, e la versatilità del sistema nella creazione di strutture ad albero per organizzare i contenuti e condividerli fanno della web app OpenDocument uno strumento ideale per studi di architettura, agenzie di video editing, ed in generale, per tutte le imprese che necessitano di inviare ai propri Clienti o collaboratori file di grandi dimensioni (Video, CAD, ecc...). Grazie alla gestione delle utenze (con pochi click è possibile delegare terzi all'accesso al sistema, o a porzione di esso), non vi è limite alla distribuzione e conservazione di file nel cloud-storage italiano di OpenDocument.

Proprio pensando alle aziende, nasce la versione "white-label" (ossia senza marchio) grazie alla quale è possibile offrire una versione brandizzata della piattaforma, per condividere i file con i propri Clienti in modo professionale e rafforzando la propria immagine.

Grazie anche ai costi contenuti è chiaro quanto sia vantaggioso dotarsi di un front-end professionale per trasmettere affidabilità e professionalità nell'organizzazione della comunicazione verso la propria Clientela.

Per maggiori informazioni sul servizio visitate: www.opendocument.it


   

  
  


Informazione libera online.
Resta aggiornato cliccando su Mi Piace

Matematica e scommesse: esiste un modo per vincere sempre?

  

Di seguito vi raccontiamo di un metodo che vi potrà offrire una buona probabilità di vincita nel settore delle scommesse sportive (non del 100% ma che molto si approssima a tale risultato nei test statistici)

Premessa sui Bookmaker (o allibratori):

Non esiste una casa di scommesse (Bookmaker) che distribuisca quote su un determinato evento calcistico (quindi 1x2), tali da garantire un guadagno con qualsiasi esito dell'evento. Non è infatti possibile puntare su tutti e tre i risultati (1, x e 2) e vincere una somma maggiore di quella giocata al termine dell'evento. Scegliamo il match Italia - Inghilterra ad esempio e poniamo che la SNAI (casa scommesse più nota in Italia) offra le quote: 1: 3,20 - x: 3,40 - 2: 4,10. In tale caso sarebbe sufficiente giocare 1 euro su ciascun evento per avere la vittoria assicurata, come di seguito spiegato:

Qualora vincesse l'Italia (1) avremmo guadagnato 3,20 euro recuperando l'euro giocato sull'Italia (opzione 1) e perso 1 euro (opzione x) e 1 euro (opzione 2): totale guadagnato: 20 centesimi di euro.



Qualora le due squadre pareggiassero (x) avremmo guadagnato 3,40 euro recuperando l'euro giocato sul pareggio (opzione x) e perso 1 euro (opzione 1) e 1 euro (opzione 2): totale guadagnato = 40 centesimi di euro.



Qualora vincesse l'Inghilterra (2) avremmo guadagnato 4,10 euro recuperando l'euro giocato sull'Inghilterra (opzione 2) e perso 1 euro (opzione 1) e 1 euro (opzione x): totale guadagnato = 1,10 euro.


Visto così sembra tutto semplice. Il problema è che i bookmakers non producono mai opzioni di pagamento che abbiano come minimo di pagamento sempre un valore maggiore di 3. E' infatti molto più probabile trovarsi di fronte a quote che in un caso pagano meno di 2, in un altro dei casi meno di 3 e nel terzo caso, più di tre, come nell'esempio seguente:

  • 1: 3,20
  • x: 2,40
  • 2: 1,50

In questo caso, puntare su tutti e tre gli esiti non sortirebbe alcun risultato positivo in termini di recupero dell'investimento ed occorre quindi una strategia per riuscire a scardinare questo blocco.


E' possibile "forzare" le quote e portarle tutte a pagare coprendo le altre due?

La risposta è si, e per quanto non sia sempre così semplice, si può arrivare a puntare su tutti e tre i risultati avendo sempre un pagamento maggiore delle perdite.

Come? Cambiando Bookmaker per ogni quota, trovandone uno che offra un valore superiore al 3 per ciascun esito del risultato.

In Italia la SNAI offre le migliori quote del mercato (a parità di risultato paga di più degli altri operatori, ed è questo il motivo per cui nei decenni l'azienda è diventata un'istituzione), ma è vero anche che servono altri 2 bookmakers che offrano quote più alte sugli altri risultati.

Prendiamo quindi SNAI a riferimento per la quota che avrà maggiore possibilità di vittoria, e che quindi sarà pagata con la quota più alta esempio l'1 (e che SNAI pagherà meglio delle altre). A questo punto servono due operatori di profilo più basso, e che spesso sbagliano le quote al punto di fornire payout di x3 (tre volte la puntata) per il risultato X e per il risultato 2. A tale fine conviene tenere in bookmark sul proprio browser web gli indirizzi di tutti i siti che offrono le scommesse on-line e aprirli per consultare le quote dell'evento scelto.

Guardiamo un esempio pratico, analizziamo le quote di ogni singolo Bookmaker per l'evento Juventus - Inter. Quello che dovremo cercare è, per ciascuna opzione (1 x 2), quella di maggior valore economico:

SNAI: Juventus - Inter 1=1.90 X=3.65 2=4.35
IZIplay: Juventus - Inter 1=2.05 X=3.50 2=4.90
Bluebet: Juventus - Inter 1=2.30 X=3.15 2=4.00

Vi accorgerete che tutti e tre i siti sono allineati con la vittoria della squadra che gioca in casa, anche se con quote molto diverse fra loro. Queste ci permetteranno di giocare un sistema unico nel suo genere, che può portare alla vittoria quasi nel 100% dei casi. Analizziamo matematicamente quanto stiamo dicendo per capire meglio.

Sulla base delle quote indicate nel passo precedente, immaginiamo ora di procedere giocando 1.000 euro con le seguenti opzioni (la più alta per ciascun operatore):

  • l'opzione 1 con Blubet che ha la quota a 2.30
  • l'opzione X con SNAI che ha la quota a 3.65
  • l'opzione 2 con IZIplay che ha la quota a 4.90

Potremo distribuire il nostri budget come di seguito:

  • 475 euro sull'opzione 1 di Bet365 (475 * 2.30 = 1.092,5 euro)
  • 300 euro sull'opzione X di SNAI (300 * 3.65 = 1.095 euro)
  • 225 euro sull'opzione 2 di IZIplay (225 * 4,90 = 1102,50 euro)

Qualunque fosse il risultato ottenuto, avremmo vinto dai 92 ai 102 euro senza rischi producendo un ritorno dell'investimento sempre positivo, coprendo le perdite delle due opzioni perse e guadagnando quanto basta con l'unica opzione indovinata per produrre comunque un guadagno positivo.


per riuscire a mettere in pratica questa strategia?

Questa strategia prevede l'utilizzo di tre conti gioco su siti web on-line (non ha senso fare un'operazione simile nelle agenzie di scommesse presenti nel territorio per via dei tempi di piazzamento che aumentano il rischio di variazione quote, e soprattutto, vi obbligherebbero a girare come una trottola).

E' anche chiaro che il guadagno è necessariamente proporzionale all'investimento, quindi giocando anziché 1.000 euro, "solo" 100 euro, si potrà avere la certezza di guadagnare dai 9 ai 10,2 euro. Ovviamente, aumentando la puntata, aumenterà anche il guadagno, che in questo caso sarà praticamente certo.

Con gli opportuni calcoli, questo sistema permetterebbe di giocare in contemporanea su tutte le partite settimanali o di campionato. Va inoltre detto che tale strategia aumenta la possibilità di produrre risultati interessanti sotto i campionati mondiali, quando le quote sono "drogate" dai bookmaker internazionali, producendo ancora maggiore squilibrio tra le quote offerte dagli allibratori di tutto il mondo.

Trucchi e metodi matematici per vincere con le scommesse

Attendiamo i vostri pareri, suggerimenti e miglioramento delle strategie proposte.

Perché questo metodo non è così sicuro al 100% ma (come dicevamo ad inizio articolo) quasi?

Per il semplice fatto che non vi è certezza matematica che mentre state piazzando una giocata sul primo dei tre bookmaker, il secondo non vari la quota prima che abbiate il tempo di fare la seconda giocata (avvenimento di probabilità prossime allo zero ma da prendere in considerazione).


   

  
  


Informazione libera online.
Resta aggiornato cliccando su Mi Piace

Riscaldare casa low cost: l' E-cat riscalderà casa green a 15 euro l'anno.

  

Ci sono riusciti!

Li tenevamo d'occhio da tempo qui su NeverSleep. Rossi e Focardi, nel tentativo di creare una fusione nucleare fredda si sono imbattuti in una differente potenziale applicazione pratica e commerciale della loro idea. Se tutto dovesse filare liscio infatti, vi potreste trovare un add-on al vostro riscaldamento centralizzato o indipendente, che riscalderà l'acqua del circuito tubi senza i costi dell'attuale fornitura nazionale di gas.

Come? Collegando l'E-cat, un marchingegno del costo stimato di 400 euro alla rete dei termosifoni, e ricaricandolo annualmente con una bombola riciclabile (cartuccia) contenente polvere di nickel, con un costo di ricarica inferiore ai 15 euro annui.

Il dispositivo ha le dimensioni di una valigetta per il trasporto di un pc portatile, con un processore delle dimensioni di un telecomando. Gli inventori lo hanno già dichiarato estremamente sicuro (sicurezza totale), considerando che il sistema sviluppa quella che viene chiamata una "reazione nucleare a bassa energia, che non emette radiazioni. Questo assicura il Prof. Focardi, dell'Università di Bologna.

Il sistema si appresta a diventare estremamente rivoluzionario, sia perché il nickel sulla Terra è ampiamente disponibile, sia perché il costo sarà decisamente abbordabile per ogni famiglia, considerando il risparmio energetico che produrrà.


La fusione fredda dell'e-cat, di Rossi e Focardi.

Il valore commerciale dell'apparato era stimato inizialmente intorno ai 4.000 dollari, circa 3200 euro. Grazie però alla scelta commerciale del suo progettista (Ing. Andrea Rossi di classe 1950) e della National Instruments (società americana che si occuperò della produzione), sono stati operati investimenti ingenti per un elevatissimo automatismo della produzione per ridurre il prezzo e portarlo a 400 dollari circa per singola unità.

Questa scelta si dimostrerà funzionale ad evitare il reverse engineering dell'oggetto (ingegneria a ritroso per capirne il funzionamento), e scoraggerà altre aziende ad entrare sullo stesso mercato visti gli alti costi di investimento per arrivare a produrre il singolo pezzo con il prezzo con cui sarà distribuito l'E-cat.

L'obiettivo è quello di distribuire il milione di unità entro un anno.


Come funziona l'e-cat

Il nickel è un materiale estremamente abbondante, che non richiede costi di estrazione alti, anche se per contro ha un'elevata tossicità nella sua versione di polvere di nickel.

Il trattamento quindi per la riduzione in polvere richiede misure di sicurezza elevate e qualità negli standard produttivi per fornire le bombole di ricarica senza rischi alla popolazione.



Il nickel trattato può sviluppare circa 23.400 megawatt/ora per un singolo grammo di polvere.

Il sistema interno dell'E-cat processa la polvere di nickel, unitamente a una bassissima parte di idrogeno e ad uno o più catalizzatori (la parte centrale della ricerca degli ultimi anni). L'accensione della macchina richiede un consumo di circa 3000 watt per la durata di un'ora circa (tempo necessario all'accensione). Una volta partito, il sistema procede da solo con un consumo simile a quello di un tablet, producendo una quantità elevatissima di energia termica (calore) che può essere utilizzata per il riscaldamento dell'acqua del circuito di riscaldamento ad una temperatura stabile di 120 gradi celsius. L'arresto del terminale avviene in 30 minuti dallo spegnimento.

Il passo successivo di questa tecnologia, affermano gli ideatori, è quello di portare l'E-cat a produrre energia elettrica, per cui si dovrà riuscire a portare il dispositivo a 400 gradi e non 120.


   

  
  


Informazione libera online.
Resta aggiornato cliccando su Mi Piace

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 ... 207 >>

.