Categoria: Cinema

Non succederà più, un film di Emanuele Bartolini. Perticano 2009

da squid Email


La presentazione ufficiale del cortometraggio di Emanuele Bartolini, intitolato "Non succederà più", è avvenuta a Perticano (comune di Sassoferrato) in data 31 Ottobre 2009 presso il laghetto di pesca sportiva di Perticano, nella sala proiezioni.

Girato interamente nell'area limitrofa al paese di Perticano, dal Parco del Monte Cucco ai prati che circondano le case del paese, la storia surreale vede protagonisti e comparse scelti tra i villeggianti estivi del piccolo paese umbro marchigiano.

Nella tranquillità estiva si smuove qualcosa. Si ferma l'orologio che regola la vita del paese, rapito dalle forze del male. Una rapida quanto intensa lotta tra le forze del salvataggio e quelle distruttive si conclude con una soluzione narrativa divertente quanto inaspettata, per un celere ritorno della normalità.

Molti i momenti di commozione tra gli anziani del paese nel rivedersi per la prima volta filmati in una sequenza professionale.

Complimenti per il lavoro svolto da Emanuele Bartolini, e per l'impegno di tutto lo staff che ha ruotato attorno a questa originale produzione, e un grazie sentito a tutti coloro che in giro per l'Italia immortalano momenti, storie e situazioni che "non succederanno mai più".


Maggiori informazioni sul paese di Perticano.


Segnali dal futuro con Nicolas Cage. Film da perdere assolutamente. RESTATE A CASA !

da Piergiorgio Email

Il film sconsigliato segnali dal futuro con Nicolas Cage.

Prologo:
State guardando perplessi e annoiati il soffitto. Vi voltate, sbuffando; la vostra attenzione si ferma sul giornale piegato malamente alla pagina degli spettacoli. Una locandina in bianco e nero vi fa l’occhiolino. Repentina e arrogante si fa largo l’idea del giorno: «Vado al cinema!». Allora, in preda ad un delirio mistico, agguantate quel quotidiano e cominciate a scorrere, famelici, i titoli dei film. Ma le stelle si allineano subito in modo perfetto: la locandina, quella locandina, vi promette "Segnali dal futuro". Il cerchio si chiude, il destino ha scelto la sua strada.

Azione:
Le luci scendono e la sala si fa buia.

Provincia americana, anno 1959. In una scuola elementare, gli insegnanti chiedono ai loro giovani studenti di immaginare il futuro e disegnarlo: i loro lavori saranno custoditi in una capsula del tempo per cinquant’anni e poi consegnati ai loro "futuri" coetanei. Passa mezzo secolo e finalmente il contenuto della capsula viene consegnato ai legittimi destinatari: tra tutti il più enigmatico - un foglio fitto di numeri scritto da Lucinda una altrettanto enigmatica e misteriosa ragazzina - finisce nelle mani del giovane Caleb Koestler.

Breve digressione:
Secondo la bibbia Caleb, fu uno dei due ebrei, assieme a Giosuè, ad attraversare il mar Rosso e a vedere, dopo lunghi anni, il compimento della parola di Dio, ossia entrare nella terra promessa.

Che c’entra questo? C’entra, c’entra...

Il padre di Caleb, il professore di astrofisica John Koestler (il mono espressivo Nicholas Cage), scopre che quella serie di cifre indica il giorno, il mese, l’anno, il numero di vittime e le coordinate GPS (!) di tutti i disastri verificatisi negli ultimi 50 anni e che, l'ultima di queste - 10192009EE dove EE sta per "everyone else", tutti gli altri - annuncerebbe per il 19 ottobre 2009 – udite udite - la fine del mondo!

Non voglio annoiarvi più di quanto il regista Alex Proyas (quanto sono lontani i fasti de "Il corvo"...) abbia fatto con me e allora tiriamo velocemente le somme: la sceneggiatura è per lo meno frammentaria; i dialoghi, spesso banali, virano verso l’aridità di un certo insopportabile teatro sperimentale; la regia finisce per essere talmente bloccata da ricordare in alcune inquadrature le strip dei fumetti Marvel o Dc Comics degli anni ’50; non si salva nemmeno il commento musicale, accademico e ridondante.

E poi uno spruzzo di horror gotico, religione, fantascienza, un tocco di undicisettembrismo sempre attuale, delle tracce di new age, e chi più ne ha più ne metta. Menzione d’onore per gli alieni (eh si, ci sono anche gli alieni) che se non lo sono, ricordano molto da vicino i Rammstein, la band industrial-rock-techno-gothic tedesca.

Passiamo direttamente al finale.
Delle astronavi (che ricordano i cristalli del pianeta Krypton in Superman I) lasciano la terra prima della fine e... No, davvero non posso. Ve lo devo risparmiare; non fosse altro perché magari qualcuno si lascia irretire dal trailer e, giustamente, non si fida di me.

Epilogo:
State guardando perplessi e annoiati il soffitto? Vi voltate, sbuffando? la vostra attenzione si ferma sul giornale piegato malamente alla pagina delle previsioni astrologiche:

Toro: Mettete da parte tutti i vostri deliri mistici, il vostro senso di onnipotenza, l’allineamento degli astri: qualcuno ha avuto quella visione prima di voi, i "segnali dal futuro" non sono davvero un granché; a volte guardare il soffitto può rivelarsi un piacevole impegno pomeridiano, lo svago migliore per la vostra mente in tumulto. La luna consiglia: statevene a casa!

Baarìa di Giuseppe tornatore con Francesco Scianna e Margareth Madè

da Roby Email

BAARìA

Il film Baarìa di Giuseppe Tornatore nella recensione di Neversleep.



"Un tempo località di villeggiatura per le classi agiate di Palermo, oggi è poco più di un quartiere satellitare(...). Il paese è stato rovinato dallo sviluppo urbanistico moderno, ma se volete ammirare un edificio veramente straordinario, dirigetevi a villa Pelagonia".

Una frase, o poco più, è quello che si dice di Bagheria in una guida turistica del 2002.
Forse per questo nel corso dei miei viaggi in Sicilia,è stata sempre scartata tra le varie tappe. Peccato davvero!

Perchè adesso, se fosse estate e se fossi in Sicilia, correrei veloce lungo quel corso
che porta alla piazza dove una chiesa regna sovrana, chiuderei gli occhi e proverei ad immaginare quello che non c'è più, ma che è stato rievocato magistalmente da Tornatore.

Baarìa è il film che il regista avrebbe voluto girare compiuti i 60 anni, ma che alla fine, ha presentato allo scorso festival del cinema di Venezia (non vincendo nessun premio!) e racconta la vita del paese e dei suoi abitanti, a partire dagli anni '30 fino agli anni '60.

Le case erano poco più che stalle, le condizioni igieniche ed il cibo scarsi, eppure la dignità era enorme:
"Morti sì ma sparlati MAI!". Proprio dalla bis-nonna del regista inizia il racconto, disoccupata vedova, con una figlia da crescere. In reatà la situazione di quasi tutti i compaesani.

La figlia troverà lavoro, si sposerà e darà alla luce la madre del regista, Mannina, rappresentata in tutto il suo splendore ( e in tutta la sua magrezza!!) dall'attrice Margareth Madè. La sua bellezza sarà presto notata da Peppino, pastore con forti aspirazioni politiche. Peppino è un personaggio chiave: ragazzo e uomo dal carattere docile, si sforzerà per tutta la vita di ottenere dei riconoscimenti in ambito politico che arriveranno
solo sul finire della sua esistenza (diventerà sindacalista della CGIL). Dall'unione della coppia nasceranno 4 figli.

Francesco Scianna veste il ruolo di Peppino rendendolo molto credibile, crescendo con lui nel corso degli anni, mostrandosi stanco, deluso e disilluso attraverso sguardi e parole catturati e conservati dal futuro regista della sua vita, suo figlio.

Ogni immagine di Baarìa è, per me, un quadro.

E' così difficile pensare che in realtà, la sabbia che avvolge i protagonisti per gran parte del film, sia una sabbia africana! Il set infatti è stato completamente ricostruito a 20 km da Tunisi.
Ogni singolo mattone, ogni oggetto in casa, tutto ciò che si vede, è stato preso da foto dell'epoca.
Anche gli scorci di vita sono tipici di quegli anni ed è questa la forza del film.

Situazioni quali: un cinema muto ed uno "speaker" in sala capace di interpretare le frasi scritte sullo schermo che NESSUNO, altrimenti, saprebbe leggere!

L'intera famiglia che si sdraia nuda sul pavimento (pulitissimo) per trovare un po' di sollievo dalla calura estiva! La mancanza di coraggio di Peppino che lo porta a chiudersi nella casa della sua amata, invece di organizzare la più comune fuitina, aspettando l'aiuto del padre! La loro prima notte d'amore in una camera bordo strada con l'acqua che penetra da ogni minima fessura del tetto! La soluzione? Aprire l'ombrello sopra il letto!

Geniale poi e veramente emozionante, l'incrocio finale nella loro corsa di padre e figlio ancora bambini.
Una corsa nel tempo che perde la sua cronologia e li fa incontrare a pari livello, solo per un istante.
Mentre l'orribile Bagheria di adesso chiassosa, violentata e grigia, torna nel suo color sabbia delle case basse, della terra senza asfalto alzata da gente che dà VITA alla STRADA.

Non so se questo film meriti l'Oscar o no. So che la fotografia lascia senza parole e che il regista ci ha messo il cuore: un bambino che cresce in tale povertà e riesce a credere che dentro una trottola possa sopravvivere una mosca viva, per me, ha già vinto!

P.S. Bravissimi e davvero non l'avrei mai detto, Ficarra e Picone. Non mancano camei di diversi attori famosi e la SISA della Bellucci, senza la quale non potremmo vivere!

NOTE STRETTAMENTE PERSONALI

- So di una polemica riguardo la cruenta scena di un bovino sgozzato realmente e ripreso durante il film. Ovviamente mi dissocio da questa decisione. Durante certe scene porto sempre le mani agli occhi quindi non so dire altro!

- Mi chiedo se un giorno un film italiano "esportato" potrà essere un po' più internazionale e originale, o dovrà SEMPRE parlare del tempo di guerra, di Mussolini e di povertà (vv Ciociara, La vita è bella etc.)

- Una triste consapevolezza mi ha assalita dopo qualche ora: i nonni contemporanei e quelli futuri (non tutti ovvio) frequentano palestre, hanno i SUV o le Smart, vanno in vacanza in Sardegna e si sforzano di rimanere giovani. Cosa ne sarà della figura che la parola NONNI ci evoca? Chi porterà avanti i ricordi negli anni futuri? QUALI saranno le cose da ricordare?
Chi si sdraierà per terra invece di accendere l'aria condizionata? Chi ci dirà che un tempo si andava dal macellaio per chiedere gli avanzi per il gatto che invece erano destinati a saziare una famiglia intera? Dove finiranno queste voci? Come possiamo tenerle con noi?
Come abbiamo fatto ad arrivare a questo vuoto emotivo?


Il film Baarìa di Giuseppe Tornatore nella recensione di Neversleep a cura di Roby.

I Goonies, scene tagliate dal lontano 1985. Il grande film di Richard Donner

da squid Email

Leggete qui sotto soltanto dopo aver visto il video.

Per tutti i nostalgici dell'avventura The Goonies, mitico film degli anni '80, ecco gli inediti spezzoni sottotitolati in italiano, del grande film che avremmo voluto non finisse mai. Ecco quindi qualche scena in più.

Si tratta in particolare di tre momenti, uno dei quali (l'ultimo) è decisamente poco credibile, sia nella plastica usata per l'animazione del pupazzo della piovra, sia per come i ragazzi l'allontanano salvando alcuni elementi del gruppo, ossia facendola ballare con un mangiacassette infilatogli in bocca (tra l'altro sott'acqua, dove si sà che i mangiacassette funzionano meglio).

Ora posso finalmente capire per quale motivo Chunk alla fine del viaggio, sulla spiaggia di Astoria di fronte a polizia e genitori felici per aver ritrovato i loro figli scomparsi, dica la frase "La provra era terribile", con la risposta di uno dei genitori "La piovra?". Per anni mi sono chiesto a cosa cavolo alludesse il ciccione del gruppo e la mia mente ha dovuto lavorare molto per trovare alcune singolari soluzioni a tale quesito, come ad esempio quella che "la piovra" era la mafia della Banda Fratelli.

Rimane uno dei più geniali e affascinanti films di avventura per bambini e per ragazzi che siano mai stati prodotti... soprattutto senza la scena della piovra!

In Bruges - La coscienza dell'assassino con Colin Farrell, Ralph Fiennes

da Roby Email

In Brouges, coscienza dell'assassino con Colin Farrell e Ralph Fiennes.

Girato interamente in questa deliziosa cittadina medievale del Belgio, il film racconta la vacanza forzata e, apparentemente immotivata, di due sicari.

L'uno (Brendan Gleeson), delicato, uomo di spessore e cultura, si
innamora immediatamente della città. L'altro (Colin Farrell), un irlandese in piena crisi esistenziale, ha una reazione decisamente opposta: l'atmosfera fiabesca risveglia infatti in lui pensieri pesanti e colpe non espiate.

In realtà i due protagonisti non hanno l'aspetto nè i modi, dei tipici killer: un uomo pacioccone e gay il primo, il classico bello e dannato il secondo. In ogni caso, entrambi gli attori, credibili nei loro ruoli.

La situazione si fa più tesa quando il boss ordina al primo uomo, Ken di far fuori l'amico, Ray.

Nonostante le sparatorie, il sangue ed i morti, questo film risulta molto piacevole e, paradossalmente, più vicino ad una commedia che ad una spystory. Non mancano infatti siparietti simpatici, situazioni assurde e persino un incontro d'amore.
Il boss cattivo Harry, è Ralph Fiennes, perfetto in questo ruolo glaciale.

Bruges appare in ogni scena del film, è la terza protagonista. Viene studiata e ripresa in ogni chiesa o museo e scrutata da ogni angolo, persino dall'alto di un campanile. La sua atmosfera nebbiosa e "color ruggine" è perfetta per un viaggio anche mentale, quasi onorico.

Insomma, un film da domenica pomeriggio sul divano di casa !

Happy go lucky - La felicità porta bene di Mike Leight, con Sally Hawkins

da Roby Email

Dopo aver letto entusiastiche recensioni, ho deciso di vedere questo film del regista Mike Leight, lo stesso di "Segreti e bugie" e di "Il segreto di Vera Drake".
Premesso che quest'ultimo film, vincitore del Leone D'oro di Venezia 2004, è stato TERRIBILE per me, prego di prendere quello che scrivo come opinione strettamente personale!!

Pauline, POPPY, per gli amici, ha 30 anni, vive nella zona nord di Londra dove fa la maestra elementare. Divide il suo appartamato con una cara amica e nel week end va a ballare in dicoteca. In seguito al furto della sua bicicletta, decide di prendere finalmente, la patente. A darle lezioni di guida sarà un uomo con evidenti problemi psicologici che si innamorerà di lei. Tutto il resto della giornata invece lo passa RIDENDO!!

RIDE SEMPRE, anche per cose stupidissime e questo dovrebbe essere un messaggio positivo e di grande ottimismo secondo il regista e secondo le persone che hanno apprezzato questo film che, a mio parere, non decolla mai. Assolutamente inutili alla trama, sono le (lente) scene che mostrano

Poppy alle prese con un barbone con il quale prova a stabilire una connessione verbale. Ugualmente inutile è l'ALLEGRIA che accompagnia la protagonista dal fisiatra in seguito ad una contrattura. Nel corso del film Poppy troverà l'amore. Ovviamente questo le porterà grandi gioie e conseguenti grandi RISATE!!

L'attrice in sè è piacevole( anche lei ha vinto un premio come migliore attrice al festival di Berlino, nonchè un Golden Globe PER QUESTO FIML!!!), un po' anonima forse, ma l'abbigliamento che sfoggia in ogni scena (es: calze ricamate tipo centrino che mostrano mutande arancioni abbinate ad un reggiseno fucsia!!), la rende quantomeno eccentrica.
Che altro posso aggiungere: tutti noi sappiamo dove abbonda il riso... :-)

Tris di donne e abiti nuziali con Sergio Castellitto

da Roby Email

Film TRIS DI DONNE E ABITI NUZIALI con Sergio Castellitto.

Il titolo ingannevole può far pensare che si tratti di una commedia, invece il "tris di donne" non è il classico madre-moglie-suocera ma un tris di carte da gioco. E' il gioco
d'azzardo ed in particolare il poker, il tema principale di questo film che vede scendere in campo attori veramente calati nei loro ruoli.

Peccato quindi che la trama sia più che semplice, SEMPLICIOTTA!! La situazione iniziale di Franco (Sergio Castellitto), il protagonista del film è pessima: 900 euro in banca, una figlia prossima al matrimonio e la grossa bugia riguardo ad un inesistente mutuo accordato.

E come uscire fuori da questo pastrocchio? Con il gioco!
Con le assurde bugie che si susseguono come fiocchi di neve durante una valanga! Il messaggio del film poteva essere amorale, nel caso si fosse trattato di una commedia.
Ma questo film è serio, crudo e senza uscita, come la vita dei ludodipendenti.

Molto tenero ed in un certo senso "risparmiato", è l'affetto tra Franco e sua figlia (Raffaella Rea), mai scalfito dalle azioni a volte deplorevoli del debole padre.
Veramente magnetica, dal mio punto di vista, è l'attrice Martina Gedeck che interpreta la moglie tedesca di Franco: ferita, delusa ma comunque piena di energia e speranza, passa le notti sfogando la sua rabbia sulla macchina da cucire, cercando di svuotare con un bicchiere d'acqua, il mare di debiti che li sommerge.

Mr Nobody di Jaco Van Dormael

da Roby Email

Scenda del film Mr Nobody di Jaco Van Dormael.

La vita prende direzioni diverse a seconda delle nostre scelte.
Imboccata una via non si può tornare indietro. Ma fino all'istante prima di prendere una decisione, quando siamo di fronte al bivio, abbiamo ANCORA tutte le possibilità e tutte le potenzialità che la vita stessa può offrirci. Ma se noi NON DOVESSIMO SCEGLIERE? Se tutte le vie fossero percorribili, potremmo vedere le nostre sorti, potemmo vivere e morire più volte?

Questo è il tema principale del film MR NOBODY di Jaco Van Dormael presentato al festival del cinema di Venezia pochi giorni fa (anche se girato tra il 2001 ed il 2007). O, almeno, è un modo per descrivere questo film che è apparentemente(o forse no?), un mix di film quali "Sliding Doors", "Il curioso caso di Benjamin Button"e "21 grammi"(per quanto riguarda la scomposizione cronologica degli eventi), ma non manca neanche la foglia volante di Forrest Gump!

Il protgonista Nemo Nobody( Jared Leto), prima di nascere si trova in un limbo dove tutti i bambini conoscono quale sarà la loro sorte(situazione già vista
ma forse, dai più dimenticata nella storia "L'uccellino azzurro"): qui, l'Angelo dell'Oblio, sceglie i bambini che devono venire al mondo, toccandoli sulla bocca. In quel momento i bambini rimuovono il loro sapere. L'angelo, si dimentica però di toccare Nemo che da quel momento nascerà, sceglierà i suoi genitori, i MIGLIORI, per lui e prenderà
fin da piccolo, le sue prime terribili decisioni: se solo si potesse non scegliere!

Tutta la storia viene però, raccontata, o, per meglio dire, sognata, da un Nemo di 118 anni: siamo infatti nel 2092 e gli uomini non sono più mortali, eccetto Nemo e vanno in giro attaccati ognuno al proprio maialino che assicura il ricambio cellulare! Ma è anche l'anno in cui l'energia dell'universo cambia direzione rispetto all'entropia che muove tutto verso il disordine (il fumo non torna mai dentro la sigaretta!)e questo cambierà tutto.

Insomma una storia complessa, a tratti scontata e a tratti no. Il tutto condito da effetti speciali davvero d'effetto, da una colonna sonora dolce e malinconica e da una vasta gamma di sentimenti(amore, tristezza pena, paura...)che in ogni caso, non lascia indifferente lo spettatore. Gli attori sono tutti belli e bravi, soprattutto Sarah Polley, nel ruolo di una delle mogli con problemi di depressione, ma anche gli attori che interpretano i personaggi da piccoli sono degni di nota.

C'è da dire che il film dura più di 2 ore, durante le quali lo spettatore
cerca di capire il messaggio del regista, non sempre molto chiaro. Il mal di testa all'accensione delle luci è quindi normale...

Transformers il film dei Robot.

da Roby Email

Decisamente un film per maschietti: le auto BRUM BRUM, i robot PUM PUM, le tette della gnocca di turno POPI POPI! Frasi sentite mille volte dalla bocca dei nostri cartoon anni '80: "Gli umani hanno il diritto ad una vita migliore della nostra, c'è del buono in loro" BLEAH!!!

Forse sono io troppo "vecchia" per certi film. Salvo solo le trasformazioni auto/robot e viceversa. Dimenticavo, è un incubo lungo 2 ore e 17 minuti!!!

P.S. DA NOTARE LA FACCIA DA EBETE DEL PROTAGONISTA!!!
P.P.S. Devo proteggere gli umani dalla visione di questo film!!!

Il Postino, ultimo film di Massimo Troisi.

da Roby Email

Film Il postino, con Massimo Troisi, Philippe Noiret, Mariagrazia Cucinotta.

Dopo una vacanza alle isole Eolie, era d'obbligo un "ripasso" di questo film. Girato nel 1994 dal regista Michael Radford e dallo stesso Troisi, il film si ispira al libro "Il postino di Neruda" di Antonio Skármeta, scrittore cileno.

Il paese dove Mario, il protagonista, vive è Pollara, nell'isola di Salina, conosciuta ai più per i capperi e la Malvasia (anche se personalmente di viti ne ho viste veramente poche), dove la gente vive di pesca. Tutti tranne Mario che pare abbia sviluppato una certa "allergia" per le barche!

Impossibile per lui, così diverso, potersi esprimere in un contesto di gente povera che pensa a cose concrete: il poco cibo, la poca acqua. Poche sono anche le parole che gli vengono rivolte e sono vuote come la sua vita, la vita di un inutile figlio disoccupato.
L'arrivo dell'esiliato, comunista, poeta, Pablo Neruda, cambierà la sua vita(e la sua sorte) per sempre; Mario diventa infatti il postino personale del poeta.

Le visite quotidiane fatte prima di gesti, poi sempre più, di piccoli dialoghi, creano un legame fra i due. Poeta forte e consapevole l'uno, poeta di natura ma inconsapevole, l'altro.

Mario trova l'amore e attraverso le poesie, il coraggio di esprimerlo. Si sposerà e avrà Neruda come testimone. La tenerezza che Troisi esprime in questo ruolo è incredibile, sembra un personaggio cucito apposta per lui.

La fine dell'esilio richiama Neruda nella sua terra e per tutti iniziano anni duri, anni nei quali Pollara torna nell'oblio, dimenticata dai giornali e a quanto pare, anche dallo scrittore. Questi, invece, tornerà a far visita al suo caro amico Mario. Troppo tardi. Mario infatti muore nel corso di una celebrazione politica, ucciso dalle forze dell'ordine, a pochi passi dal palco dove stava per recitare la sua prima poesia scritta apposta per il suo maestro comunista.

Alla tristezza del film si aggiunge quella della sorte nota dell'attore protagonista. Forse, per noi che amiamo il lieto fine, il film poteva finire 20 minuti prima, durante la scena del matrimonio...

Nella versione originale Mario Jimenez gira per l'Isla Negra; le registrazioni dei suoni del mare e del vento sono una richiesta del poeta che ha una sorte ben peggiore della versione italiana. Si salva però Mario, figura che tutti noi spettatori avremmo preferito vedere su quella spiaggia, penna in mano, cercando di mettere a parole, la felicità raggiunta con la sua musa Beatrice ed il piccolo Pablito.

-------------

Breve spezzone di Massimo Troisi, lo speciale in dvd.

1 2 >>