Categoria: Disinformazione e bugie

L'alimentazione scolastica del Dott. Berrino, e la sconcertante affermazione di Roberto La Pira (che sembra lavorare per qualche marca di merendine).

  

Per chi, come me, da più di un anno fa divulgazione sulla teoria del dott. Franco Berrino, teoria che a seguito di studi ormai trentennali, dimostrano l'influenza dell'alimentazione sull'insorgenza delle malattie più gravi, l'articolo di Roberto La Pira, che credevo esperto in materia di alimentazione e cibo salutare, beh, a dir poco mi ha lasciato interdetta.

Sostiene, La Pira, che la dieta proposta dal dott. Berrino, per i 70.000 bambini delle scuole di Milano, sia un'anomalia da risolvere.

In un mondo che sta cercando di affrontare l'obesità infantile, ove ci siano genitori che (fortunatamente) hanno deciso di "cambiare" l'alimentazione dei propri figli, non mi sembra opportuno fare questo tipo di proclami, che rischierebbero di far fare passi indietro ad un progetto così importante.

Carne, Tonno e tortellini nell'alimentazione dei bambini

In sostanza, la critica per niente velata, al nuovo tipo di alimentazione, sostiene che limitare l'uso della carne, del tonno e dei tortellini, che non si capisce bene cosa contengano, sia un errore e che sostituire questi alimenti con zuppe di farro, verdure e pesce fresco, non sia gradito ai bambini.

Ma se non cominciamo mai ad educare i nostri figli ad assumere cibi più sani, a considerare il proprio corpo come un santuario e non come un immondezzaio, come possiamo pensare al loro futuro con serenità, considerando l'offerta massiccia di cibo spazzatura quali patatine fritte, hamburger pasticciati con salse assurde e via ingurgitando. E' stato oramai dimostrato che la Nutella fa male, e che anche lo zucchero fa male, considerando che è raffinato con agenti chimici. E' quindi inutile pensare che l'idea del Dott. Berrino, di portare alimentazione macrobiotica nelle scuole, possa essere sbagliata.

Tutto il mio appoggio a quei genitori che, incuranti dei messaggi televisivi e subliminali che bombardano i nostri occhi giornalmente, continueranno sulla strada del cambiamento, proseguendo nelle proprie case l'opera di educazione alimentare che purtroppo altri, per il proprio tornaconto tendono ad ostacolare.

Mammut


   

  
  


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Lo scopritore del virus HIV Luc Montagner ritratta: "SE SEI IN FORMA ELIMINI DA SOLO HIV" !

  

Ecco cosa viene detto nel documentario sull'AIDS "House of Numbers" da colui che ha dato vita alla storia HIV/AIDS. Audio e sottotitoli sono in inglese, anche se potete trovare questa parte sottotitolata in italiano nel link House of numbers.

Eccovi qui di sotto il testo trascritto dal video:

"I believe we can be exposed to HIV many times without being chronically infected, our immune system will get rid of the virus within a few weeks, if you have a good immune system."
"Credo che si può essere esposti all'HIV molte volte senza essere infetti cronicamente, il nostro sistema immunitario si libererà del virus in poche settimane se avete un buon sistema immunitario".

Una dichiarazione importantissima nella lotta all'AIDS, che sposta nettamente il peso verso l'opzione Duesberg, ossia la teoria per cui l'AIDS non è causato dall'HIV.

Di seguito il video contenente la dichiarazione dello scopritore del virus.



Credete pure ai vostri occhi, e proseguite il vostro viaggio sulle bugie che ci sono state raccontate dai governi e dalle case farmaceutiche in merito alla questione AIDS, proseguendo la lettura qui



L'HIV può essere ucciso dal corpo umano naturalmente.


   

  
  


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Il Mais OGM uccide come un veleno. E' cancerogeno?

  

Che gli OGM facessero male l'avevamo sospettato tutti, ma la scienza è sempre sopra a tutte le dicerie, rassicurando dall'alto la popolazione del fatto che si può star tranquilli. O meglio... parte della scienza. Quella deviata, che come nel caso dell'aspartame, sapeva del fatto che non sarebbe stata una sostanza delicata sul corpo umano, ma per interessi commerciali, ha deciso di passare sopra all'etica arrivando ad affermare che gli OGM sono sicuri.

Ecco un nuovo studio Made in France sugli OGM, che riceve replica dall'UE, che chiede verifica dello studio per prendere le dovute precauzioni in merito.

Forse è ora di dare retta a chi parla da decenni di dieta macrobiotica? O di recarsi a comprare da mangiare esvcusivamente ai negozi che offrono prodotti biologici che costano quel qualcosa in più ma che assicurano una maggior probabilità di trovare cibo di qualità?

Pensate che gli OGM nascono per diminuire il costo dei cibi, modificando mais per renderlo più resistente a parassiti ecc... e quindi più fruttuoso per le case produttrici, che ne possono abbassare il prezzo rendendolo competitivo.

La cosa ridicola è che noi oggi dobbiamo invece andare a cercare negozi in cui spendere di più, per non trovare i prodotti OGM.

Non è un contro senso? Informarsi e scegliere di non comprare prodotti di questo tipo può permetterci di dare i nostri soldi solo a chi li merita. E ricordate che non c'è RE senza popolo, e se il popolo si incazza, il RE viene decapitato. E noi siamo il popolo, che pensando a calcio, veline e gossip, non si informa su quel che potrebbe salvargli la vita.


Mais OGM fa male e uccide come un veleno.

In questo studio scandalo, pubblicato dai francesi, e al vaglio della commissione della comunità europea, si parla di mais OGM dedicato al bestiame, ma che differenza c'è?

Se se ne deve accorgere uno studio indipendente di ricercatori, vuoldire che la casa produttrice non si è mai curata di portare avanti studi in tal senso per conto proprio. E se non l'ha fatto sul bestiame, perché dovrebbe farlo sul mais destinato agli esseri umani?

Meditate gente meditate.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/20/mais-ogm-uccide-studio-choc-in-francia-allarme-del-governo-e-della-commissione-ue/357857/

A quanto pare il Mais OGM ha causato la mortalità x5 di animali alimentati con MAIS OGM per tumori, quindi è ipotizzato l'effetto cancerogeno di questo prodotto.


   

  
  


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Cos'è l'AZT: un farmaco in cerca di una malattia.

  

Nel documentario AIDS Fatti o frode, Peter Duesberg spiega la storia del farmaco usato per curare l'hiv e l'aids.

L'AZT non è un farmaco antivirale ma un chemioterapico immunodepressivo

(e anche un potente topicida)

L'AZT non è un farmaco nuovo nella storia dell'AIDS e non fu creato appositamente per trattare l'AIDS, e soprattutto, non è un farmaco con capacità ativirale.

L'AZT è un composto chimico che fu progettato, testato e abbandonato oltre 30 anni fa per i suoi effetti tossici. Fu creato durante la ricerca disperata di nuovi composti da brevettare contro il cancro, e fu messo in cantina perché uccideva le cavie decine di volte prima di quanto il cancro le avrebbe uccise per decorso naturale.

Come si è arrivati a questa leggittimazione dell'AZT

Facciamo un passo indietro, quando nel 1977 divenne possibile applicare brevetti anche ai composti chimici destinati al mondo farmaceutico. Prima di questa data, qualsiasi azienda avrebbe potuto produrre una medicina basata ad esempio su Nimesulide, senza pagare percentuali alte di guadagno alle case farmaceutiche che per prime avevano creato o individuato un nuovo composto chimico in grado di risolvere problemi dell'organismo.

I composti chimici utili a produrre medicine erano in qualche modo "liberi". Chiunque ne poteva fare uso, semplicemente partendo dalla splendida concezione che la storia della scienza, gli sforzi di tutti i ricercatori che hanno lavorato sul nostro pianeta nei secoli scorsi, fossero serviti a rendere un servigio gratuito e etico alla comunità.

Il 1977 segna l'anno di svolta nella decadenza della medicina mondiale.

Da allora, tutte le case farmaceutiche hanno messo in piedi vere e proprie batterie di chimici, pronti a creare composti senza scopi precisi, solo per "patentarli" (da "patent", ossia brevetto), e metterli nel cassetto. In questo modo, qualsiasi ulteriore futura scoperta da parte di altri scienziati relativa a quel particolare composto, sarebbe stata di proprietà della farmaceutica brevettante.

Il concetto è semplice nella testa della casa farmaceutica di turno: "Brevetto a caso qualsiasi composto nuovo riesco a creare, sia mai che un giorno qualcuno scoprisse che serve a curare la diarrea. Allora avrò guadagni milionari."

Il mondo miliardario della farmaceutica ha ancora una volta stravolto la ricerca scientifica per meri fini di lucro.

La vera storia dell'AZT

Fu creato come potente chemioterapico per il cancro ma troppo tossico per essere utilizzato. Prima che fosse eseguito il primo test come "farmaco per l'AIDS" nel 1986, l'AZT non era mai stato sperimentato sugli esseri umani.

Il concetto che è alla base della chemioterapia è quello di uccidere tutte le cellule del corpo in fase di crescita, devastando così quelle cancerose. Molti pazienti di cancro però non sopravvivono alla chemioterapia per colpa degli effetti devastanti di tale aggressione, che distrugge il sistema immunitario e gli intestini.

Proprio a causa di questi effetti pericolosissimi, la chemioterapia NON E' MAI USATA PER PREVENIRE, ma solo per il tentativo di cura, e per brevi periodi.

Poiché il Cancro è una condizione di crescita continua e di moltiplicazione delle cellule maligne, l'AZT fu messo in campo per evitare la replicazione cellulare del cancro. Nel lontano 1964 tutti gli esperimenti condotti sulle cavie ammalate di cancro dimostrarono che l'AZT era talmente in grado di bloccare la replicazione cellulare, da mandare in fallimento immediato l'intero organismo, uccidendo tutte le cavie a causa dell'elevata tossicità.

L'AZT fu quindi messo in un cassetto e non fu mai più usato né per esperimenti, né per ulteriori sviluppi.

Nel 1984 la compagnia farmaceutica Burroughs Wellcome (ora nota con il nome di Glaxo-Wellcome) diede il via ad una massiccia campagna politica per recuperare l'AZT riciclandolo come ipotetico farmaco anti HIV, sfruttando la logica distruttrice del farmaco, e convincendo le istituzioni che l'AZT avrebbe bloccato la creazione delle catene del DNA dell'HIV.

La Glaxo-Wellcome ricevette in tempi da record l'approvazione da parte della Food And Drug Administration (Ministero per l'alimentazione e le medicine) FDA come trattamento autorizzato per l'AIDS. La concessione arrivò dopo un breve periodo di studi che il professor Duesberg e molti altri medici mondiali hanno reputato "poco affidabile", anche per il fatto che la sperimentazione fosse durata solo quattro mesi.

L'approvazione da parte di FDA di questa chemioterapia mortalmente tossica si basò su un'informazione che indicava che l'AZT facesse crescere il livello dei linfociti T (ossia rigenerare le cellule che in teoria sono uccise dal virus) e quindi riuscisse a ritardare il verificarsi delle condizioni che aprono ufficialmente il caso clinico di AIDS, quando la conta delle cellule T scendeva sotto alla soglia di allerta. L'aumento notato nelle cellule T fu interpretato come un'evidenza che l'AZT eliminasse l'HIV dai linfociti T. Questo concetto, non ha una prova scientifica ed è stato a lungo contestato dalla comunità degli scienziati di tutto il mondo, che afferma che è sufficiente prendere l'AZT e somministrarlo a qualsiasi essere umano non infetto da virus, per vedere lo stesso tipo di reazione. La reazione di aumento delle cellule T è spiegato in modo molto semplice come reazione dell'organismo all'introduzione di un veleno (l'AZT).



Etichetta farmaco AZT mortale.


La grande truffa dell'AZT

Sebbene lo studio fosse fermato prima che ogni effetto a lungo termine dell'AZT fosse noto, venne stabilito che il trattamento standard con l'AZT fosse continuo e che durasse per tutta la vita del paziente. Il problema di fondo è che la maggior parte dei morti di "AIDS" muoiono in realtà per fallimento epatico "liver failure", e quindi per una morte dovuta esclusivamente al farmaco.

Una grandissima quantità di studi indipendenti condotti prima e dopo l'introduzione del farmaco da parte della FDA, incluso lo studio Concorde - il più vasto (1.749 soggetti) e lungo (tre anni di durata) studio sull'AZT - dimostrarono che l'AZT fa aumentare il conteggio dei linfociti T solo per un breve tempo e senza con questo aumentare il benessere del paziente, ma soprattutto, dimostrando che tale farmaco non ritarda assolutamente il verificarsi delle condizioni che indicano l'insorgenza dell'AIDS, soprattutto perché la condizione generale di AIDS non sembra essere legata al virus individuato con i test HIV (approfondimenti a riguardo).

Rimane il fatto che il breve rialzo del numero dei linfociti T notato all'inizio del trattamento è dovuto alla natura tossica del farmaco stesso e alla risposta del sistema immunitaria alla distruzione del midollo spinale.
E rimane il fatto che questa tesi (dimostrata falsa) è stata quella che ha permesso la messa in circolazione del farmaco. Ora che la tesi è stata scientificamente screditata, il farmaco STRANAMENTE non viene ritirato dal mercato.

Perché?

  • Perché produce vendite miliardarie.
  • Perché non si può tornare indietro ora e dire "ci siamo sbagliati", perché qualcuno dovrebbe pagare per i milioni di morti causati da un trattamento che non sarebbe servito a niente.

Quando l'AZT annienta il midollo spinale, il sistema immunitario prova a riparare a tale danno iniziando una massiccia produzione di cellule T, in modo tale che spesso si trovano più cellule di quante ne fossero presenti prima del trattamento col farmaco. Ma quando la fonte di produzione di queste nuove cellule T (ossia il midollo spinale) viene eliminata dall'AZT, il livello dei linfociti scende a livelli più bassi, e alla fine si giunge alla competa distruzione del sistema immunitario.

Questa repentina diminuzione delle cellule T dopo le prime somministrazioni dell'AZT è stata giustificata dall'elite medica favorevole all'uso del farmaco con la ridicola teoria della "mutazione dell'HIV", che lo rende resistente all'AZT. Non c'è tuttavia nessuna evidenza scientifica a sostengo di una simile affermazione.

Seguendo le raccomandazioni di un "intervento precoce" molti pazienti assumono l'AZT dopo aver ricevuto la diagnosi di sieropositività, e una parte di questa popolazione, che va da un terzo alla metà dei sieropositivi che sviluppano l'AIDS lo vedono comparire solo dopo aver preso farmaci come l'AZT. Studi indipendenti hanno mostrato che l'AZT in realtà accelera il declino del quadro clinico e peggiora la qualità della vita, a volte addirittura provocando la morte stessa del paziente prima che appaia qualsiasi malattia di quelle che definiscono il quadro clinico dell'AIDS - un evento che vine ufficialmente descritto come "morte non preceduta da alcun evento che definisce l'AIDS."

Oltre a distruggere le cellule T, le cellule B, e i globuli rossi che trasportano l'ossigeno in tutto il corpo, l'AZT e gli altri farmaci della stessa famiglia dei nucleosidi distruggono i reni, il fegato, gli intestini, il tessuto muscolare ed il sistema nervoso centrale e periferico, interferendo anche con le attività dei mitocondri, le zone della cellula in cui si produce energia destinata alle attività della cellula.

Epivir (3TC), Zerit (D4T), Hivid (ddC) e Videx (ddI) sono tutti farmaci analoghi dei nucleosidi prescritti ai sieropositivi come "antivirali." Agiscono tutti secondo lo stesso schema dell'AZT.

Vuoi saperne di più? Approfondimenti su AIDS e AZT

Eccoti tanti altri approfondimenti interessanti sulla più grande truffa medica di tutti i tempi:

CAPITOLO 11: L'AZT, un farmaco in cerca di una malattia. Tratto da http://digilander.libero.it/scienzamarcia/11_cm.htm


   

  
  


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Il Test HIV Elisa Positivo? Cosa fare? Leggete le istruzioni!

  

Un incredibile articolo che svela quanto i test dello screening del virus HIV non siano attendibili. Le stesse case farmaceutiche che li producono aggiungono un apposito disclaimer a riguardo. Eppure vengono usati per diagnosi di sviluppo dell'immunodeficienza e di sentenza di morte.

Qui si apre un capitolo lungo e interessante di quella che viene normalmente chiamata DISINFORMAZIONE, ossia di informazione alternativa (e spesso considerata anche errata) rispetto a quella proposta dai media tradizionali o dalla scienza ortodossa.

Esiste un gruppo nutrito di migliaia di dottori, medici e premi Nobel che combattono, con studi scientifici alla mano, il dogma dell'HIV come causa della malattia dell' Immunodeficienza umana.

Tra le tante affermazioni che i dissidenti mettono sul tavolo della discussione per contrastare la visione acquisita a livello mondiale, vi è il sistema di test di screening che viene applicato alla popolazione mondiale e che è il punto di partenza da cui l'intera truffa mondiale è partita.

Il sistema di diagnostica ufficiale funziona come di seguito:

Si svolge un primo test con la metodica Elisa, ossia la metodica che va alla ricerca di alcune proteine e anticorpi del virus HIV. Una volta fatto questo, se il test è positivo, si passa a fare un secondo test con un'altra metodica, il famoso test Western Blot, che viene usato per confermare l'eventuale positività del primo test.

Non entriamo nel merito tecnico, ma non possiamo NON riportarvi ciò che è scritto nei kit di analisi che vengono forniti ai laboratori di analisi.

Elisa Test

"Elisa testing alone cannot be used to diagnose AIDS, even if the recommended investigation of reactive specimens suggests a high probability that the antibody to HIV-1 is present" (Abbott 1997).

Tradotto: Il test Elisa da solo non può essere usato per diagnosticare l'AIDS,anche se la ricerca di elementi reattivi suggeriscono un'alta probabilità che l'anticorpo dell'HIV è presente (Abbott, casa produttrice del testkit Elisa, 1997).


Western Blot


"Do not use this kit as the sole basis of diagnosis of HIV-1 infection" (Epitope Organon Teknika)."

Tradotto: non usare questo kit come unica base della diagnosi dell'infezione da HIV-1.

Simpatico no? Ricorda la coppia in cui il marito dice alla moglie: "Le chiavi le avevi prese tu", e in cui lei per tutta risposta, "pensavo le avessi tu invece". Risultato: nessuno ha le chiavi.

Le diciture dei kit riportate in questo articolo sono tratte dallo studio dettagliato http://www.robertogiraldo.com/eng/papers/Farber_Reply_April_2006.html

Approfondisci la più grande truffa del secolo

NeverSleep continua a produrre informazione utile in rete per aprire gli occhi a tutti coloro che non vogliono diventare carne da macello alla mercé delle multinazionali. Questa di HIV e AIDS sembra essere la più grande truffa all'umanità; consigliamo a chiunque di approfondire l'argomento sulla pagina HIV/AIDS in cui potrete conoscere nel dettaglio le teorie dei "dissidenti", tra cui spuntano personaggi illustri come il premio Nobel Kary Mullis, o il microbiologo virologo Peter Duesberg, colui che scoprì i retrovirus prima ancora di Robert Gallo e Luc Montagnier.

Tra i vari approfondimenti utili è interessantissima la marcia indietro sulla resistenza dell'HIV alle cure (motivo per cui ancora ad oggi secondo la scienza tradizionale si muore di AIDS senza possibilità di salvezza). L'affermazione della possibilità di sconfiggere il virus è uscita proprio dalla bocca di colui che ha dato vita nel 1983 all'associazione HIV=AIDS, ossia il dottor Luc Montagnier, che ha affermato che l'HIV può essere sconfitto con una dieta sana. Non è un pochino differente da quanto vi hanno insegnato a scuola e in televisione negli ultimi 20 anni?

Per chi volesse ulteriormente approfondire la questione, esistono grandi quantità di documentari consigliati, anche sottotitolati, su HIV e AIDS, come i seguenti:


Hiv test positivo? Leggi come funziona l'Elisa e il Western Blot.


   

  
  


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Come curare l'AIDS? Come curare l'HIV?

  

Chiunque abbia un minimo di sale in zucca saprebbe da solo che non è possibile curare l'AIDS.

Perché?
Perché così ci è stato detto.
Tutto qui?
Si.

E invece no!
O meglio... siamo sicuri che ci sia qualcosa da curare?
Benvenuti nella più grande truffa della storia dell'umanità!

Esiste un modo per curare l'AIDS e l'HIV

Lo scopritore del virus HIV Luc Montagnier spiega come è possibile debellare il virus. A distanza di circa 30 anni dalla presunta scoperta del virus dell'AID, lo scienziato ritratta.

TV, Media, Associazioni come l'ANLAIDS, e tutti coloro che vivono, sostenuti dai grassi finanziamenti della raccolta fondi per la "ricerca sull'AIDS", non si azzarderanno mai a minare le fondamenta di un'introito economico sicuro, in crescita, e che non richiede nulla in cambio. Avete mai visto un finanziamento eterno a una malattia che non sembra aver ricevuto negli anni attenzione alcuna al punto incui oggi neanche si intravede da lontano una possibilità di cura?

Un finanziamento d'oro, basato su una malattia ancora totalmente apparentemente ignota. Malattia ancora non curata = finanziamenti miliardari alla ricerca assicurati anche per il prossimo anno.

Stando così le cose, chi avrebbe intenzione di trovare una cura all'AIDS?

  • Le case farmaceutiche? No di certo. Perderebbero miliardi di rimborsi per i farmaci tossici come l'AZT (che tra l'altro causano guarda caso proprio la distruzione del sistema immunitario).
  • Gli individuatori del virus, che hanno fatto miliardi con i test brevettati (e sul retro dei quali c'è scritto che "non sono da intendersi come prova dell'avvenuto contagio")? No di certo.
  • I ricercatori che ogni anno ricevono stipendi d'oro per continuare a cercare la soluzione al problema AIDS? No di certo!

Stando così le cose (e non a caso sono passati 35 anni dalla "scoperta dell'AIDS"), nessuno ha interesse a che il virus venga debellato.

Dov'è quindi la verita sull'AIDS?

La verità è nel documentario "AIDS verità o bugie"?
La verità è nel documentario "AIDS House of Numbers"?
La verità è nel documentario "Aids la scienza del panico"?

No.

Questi sono documentari ben fatti, con tanti numeri interessanti da conoscere, e che spiegano la questione come nessuno l'ha mai posta. In questo caso, si tratta di altro. Si tratta del fatto che lo scopritore del presunto virus causa della malattia, dopo essersi arricchito con il brevetto sui test usati per "diagnosticare l'infetto", oggi ritratta dicendo che l'AIDS si cura e l'HIV si debella dal corpo con qualche piccola accortezza.

Dico... Scherziamo?

No!
Nessuno scherzo!

Leggi l'intervista a Luc Montagner su come curare l'HIV eliminandolo dal corpo umano

Guardando un qualsiasi documentario dei dissidenti sulla questione AIDS, scoprirete la grande truffa della scoperta del virus da parte di Robert Gallo e di Luc Montagner, che si contendettero la scoperta a suon di cause, al punto in cui dovettero intervenire i presidenti degli stati d'America e di Francia per porre fine alla questione, riconoscendo fifty/fifty la scoperta a entrambi.

Questa è la chiave di "svolta". Mentre Robert Gallo ancora prosegue a godersi la vita con i soldi fatti alle spalle di gente uccisa da medicine prescritte per un male che non esiste (virus inventato), il vecchietto francese (Montagner) oramai al termine della sua vita da nababbo sembra essersi accorto che prima o poi la grande truffa del virus inventato verrà a galla (chi si informa in rete sa che il tombino è stato scoperchiato, e che la puzza di merda inizia a farsi sentire).

Montagner sa anche che il suo nome sarà unito alla più grande catastrofe e menzogna medica di tutti i tempi, e cerca oggi una via di uscita, trovando un'escamotage che lo slegherà dalla truffa, dicendo "io l'avevo detto che l'HIV non c'entra niente con la morte della gente", così come qualche anno fa si è permesso di dire che "l'HIV è disarmato e non può essere la causa della morte dell'individuo. C'è sicuramente qualche altro fattore" (il famoso co-helper del virus).

Allora forse è vero quanto afferma Peter Duesberg da 10 anni, ossia che l'AIDS è tutta una bufala per deviare fondi miliardari alle case farmaceutiche?

Chi cerca di curare l'HIV sta perdendo tempo. Colui che l'ha scoperto ha dichiarato che per curare l'HIV serve solo una buona alimentazione e del riposo, né più né meno di quando si cura l'influenza.


   

  
  


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Documentario HIV / AIDS, Fatto o frode?

  

Il documentario HIV / AIDS, Fatto o Frode (Fact or Fraud)?

Uno dei video documentari più potenti rivela la moderna industria della medicina e la corruzione economica che si cela dietro il business AIDS e HIV, tutto alle spalle e sulla pelle dei cittadini cavie/carne da macello.

Quando l'AIDS diventa un business economico

Questo lungometraggio spiega esattamente come la frode da 300 miliardi di dollari nominata AID$ è iniziata, perché l'HIV non è la causa dell'AIDS, quali potrebbero essere le vere cause, e chi manipola le buone intenzioni pubbliche mentre avvelena centinaia di migliaia di persone con droghe tossiche, causa della vera malattia che fanno finta di curare.

Questa è una sistematica dissezione della macchina economica HIV/AID$ e di come è stato creato un programma disegnato appositamente per combattere in tutto il mondo una piaga sociale che non esiste, almeno nei termini in cui ci è stata raccontata.

Un filmato DA VEDERE ASSOLUTAMENTE, non tanto per vivere con minor rischio, quanto per capire chi ci sta "curando"; la scienza drogata e assetata di soldi a cui poco importa di guarirci, basta che produciamo reddito nel morire.

I dissidenti della teoria HIV / AIDS

In questo video incontrerete un numero di scienziati con reputazioni eccezionali, che convergono nel concordare che l'HIV non causa l'AIDS, compreso il Dr. Peter Duesberg, che è stato il primo scienziato a mappare la struttura genetica dei retrovirus. Si è unito al Dr. Charles Thomas, al vincitore del Premio Nobel Dr. Kary Mullis e con il Dr. David Rasnick, un esperto nel settore degli inibitori della proteasi.

La teoria HIV/AIDS rappresenta l'idolo della scienza spazzatura? Giudicate da soli. Realizzato in modo estremamente professionale, scritto e ricercato, acclamato da fisici, scienziati e giornalisti di tutto il mondo, questo video enciclopedia sull'HIV/AIDS racconta la frode morale ed economica ai danni di intere generazioni.

http://www.hiv-aids-factorfraud.com/

Il documentario è interamente in lingua inglese, e riporta importantissimi dati scientifici, numeri e considerazioni che mai troverete altrove, né sui giornali, né in televisione su una delle più grandi truffe di tutti i tempi.



Ulteriori documentari su HIV e AIDS

  • Documentario in italiano su AIDS/HIV House of Numbers
  • Un incredibile documentario sottotitolato in cui si raccolgono decine di testimonianze di medici di tutto il mondo e interviste chiave per scardinare il dogma mondiale economico legato ai farmaci antiretrovirali.
  • Documentario sottotitoli italiani La scienza del Panico
  • Un documentario sviluppato da una ragazza spagnola diagnosticata HIV positiva e una regista italiana che mostra ulteriori documentazioni e pareri di illustri scienziati a supporto della teoria per cui AIDS non sia legato ad un virus.
  • Documentario AIDS House of numbers - la parola ai numeri
  • Un documentario interessantissimo sul mondo dei numeri che la scienza officiale PRO-AIDS nasconde. Informazioni utili e di difficile reperimento sono mostrate in un documentario che ha vinto decine di premi in tutto il mondo nei festival dedicati all'informazione.


Dottor Peter Duesberg, dissidente sulla teoria HIV = AIDS.


   

  
  


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House of numbers - Epidemiologia e Aids - Sottotitoli in italiano

  

Cosa accadrebbe se il mondo scoprisse che ciò che è stato detto fino ad oggi sul rapporto HIV/AIDS è FALSO?

Stiamo per aprire una nuova parentesi nel mondo scientifico. Non noi di NS, ma la rete internet. Come in tutte le aree sociali, economiche e politiche, la verità non viaggia più nei canali di informazione tradizionale. La televisione, i giornali e i media tradizionali, asserviti al potere economico, ben si guardano dal sollevare domande.

Andiamo quindi a cercarci coloro che sono stati emarginati dalla comunità scientifica, per aver messo in discussione un dogma da miliardi di dollari l'anno. Premi nobel e illustri personaggi che hanno contribuito in modo fondamentale al progresso scientifico, messi da parte e privati dei fondi di ricerca perché hanno osato mettere in discussione il modello teorico HIV/AIDS/Medicine, chiedendo alla comunità scientifica di dimostrare quello che per la prima volta nella storia della scienza non è stato ancora dimostrato, ossia che l'HIV sia la causa della malattia AIDS.


Il documentario sull'AIDS e HIV House of numbers in italiano.

House of numbers, il documentario dei numeri sull'AIDS e HIV.




In questo documentario, che ricalca i precedenti documentari sullo stesso argomento, quali ad esempio AIDS Inc. (AIDS S.p.A, per meglio capire il senso del nome), vengono intervistati medici di tutto il mondo, che spiegano che per la prima volta, i normali processi di definizione di una nuova patologia, e le regole che servono ad unificare in modo saldo ed inequivocabile una malattia e il suo agente patogeno (postulato di Koch), sono stati scavalcati e violati.

Inventing the AIDS virus, libro di Peter Duesberg

Regnery USA
Anno 1996
Il libro di 720 pagine è anche disponibile in lingua italiana con il nome "AIDS - Il Virus Inventato", tradotto da Baldini & Castoldi nel 1998.

Tutto inizia con un libro dell'illustre virologo mondiale Peter Duesberg, che ripercorre la nascita dell'AIDS come lo conosciamo oggi, e il modo in cui tale storiella, nata per motivi economici (Dr. Robert Gallo aveva bisogno di trovare uno lavoro cattivo ai suoi anni di ricerca su innocui retrovirus), si è evoluta nella più grande bugia scientifica di tutti i tempi.

Il test dell'AIDS non funziona. Falsi positivi come pioggia.

Il documentario è lungo e porta con sé testimonianze di vario genere, e affronta le ridicolezze del test HIV/AIDS, che se svolto in differenti nazioni, da risultati diversi (si può essere negativi in Australia e in Inghilterra e positivi in America e Africa - RIDICOLO MA VERO!). Lo scandalo è che il test continua ad essere utilizzato. Ascoltate le spiegazioni dei medici a cui viene chiesto come funziona. La cosa più bella? Nel documentario Aids Inc. di Gary Null, viene mostrato chiaramente che sul retro dei kit dei test HIV Elisa e Western Blot per la diagnosi di AIDS, c'è scritto che non deve essere utilizzato come "sistema assoluto di diagnosi dell'infezione da HIV". Non è fantastico?

La retromarcia dello scopritore dell'AIDS Luc Montagnier

Per finire... ma preferiamo non rubarvi l'emozione di vedere il video e soprattutto, di continuare a informarvi in rete, e non tramite la televisione criminale e la stampa deficiente, sappiate che lo stesso scopritore del virus HIV (Luc Montagnier) ha affermato, dopo 30 anni di terrorismo sull'AIDS quanto segue:

"I believe we can be exposed to HIV many times without being chronically infected, our immune system will get rid of the virus within a few weeks, if you have a good immune system."

"Credo che si può essere esposti all'HIV molte volte senza essere infetti cronicamente, il nostro sistema immunitario si libererà del virus in poche settimane se avete un buon sistema immunitario".


Il virus "strano" (o inventato?)

HIV/AIDS non rispetta il postulato di koch, perché non tutti i malati di AIDS hanno l'HIV, e i presunti infetti da HIV non sono sempre ammalati di AIDS. Per i primi 20 anni nessuno ha sollevato la questione (ma se ci pensate bene, il partner storico di oltre 10 anni di Freddy Mercury è sieronegativo e ancora in vita dopo altri 20 anni!). Quando qualcuno ha iniziato a dire "Hey, ma non è che vi siete inventati tutto per fare quattrini con test e medicine?", piano piano sono uscite fuori prese di posizione da paraculi, come quella riportata sopra dello scopritore, che dice che il virus da solo non può farcela a uccidere un uomo, e che ha bisogno di un "co-helper" (fattore di aiuto). Allora non è più l'HIV a provocare l'AIDS?

E i giornalisti veri, quelli con le palle, che dovrebbero fare inchiesta, dove sono? Seduti in poltrona pagati dalle case farmaceutiche?

La controprova dell'epidemia che non c'è mai stata

Fermatevi a pensarci un attimo. Quanta gente conoscete che è morta di AIDS? Vicini di casa? Parenti? Amici? Io nessuno. Se fosse vera la storia per cui A va a letto con B che va a letto con C e tutti prima o poi muoiono, come mai dopo quasi 30 anni di AIDS in tutto il mondo, ancora non c'è l'epidemia mortale che tutti si aspettavano?

8 Giugno 2008:
The Indipendent:
"Le statistiche dicono che la minaccia dell'AIDS per gli eterosessuali è finita".

Ma guarda un po. Forse aveva ragione Peter Duesberg nel dire che l'AIDS in quanto morte delle difese immunitarie riguarda drogati e gay perché sono usi devastare le proprie difese immunitarie con droghe (eroina ecc...) e nitrati (sostanze afrodisiache per dilatare il retto come il "popper"), nota come una delle sostanze più immuno-depressive mai studiate dalla medicina?

Tutto va verso il ridicolo.


   

  
  


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Iendi Iannelli e Stefano Siringo sono stati uccisi a Kabul.

  

Un grande saluto all'amico Iendi da Squid, Maya, Presidium, Cecchino, Guardiaa, e tutto il gruppo di Canaleromachat.

Iannelli e Siringo uccisi a Kabul (tratto da dirittiglobali.it) per
aver scoperto un giro di false fatturazioni tra agenzie dell'Onu impegnate in Afghanistan

Stefano Siringo e Iendi Iannelli, uccisi nel 2006 a Kabul da una dose di eroina purissima, sono stati assassinati. A dare una svolta decisiva alle indagini sulla morte dei due cooperanti italiani è stato ieri il gip Rosalba Liso che, dopo aver respinto l'ennesima richiesta di archiviazione avanzata dal pm Luca Palamara, ha ordinato un nuovo supplemento di indagini e l'apertura di un fascicolo contro ignoti in cui si ipotizza appunto il reato di omicidio. Secondo il giudice esistono infatti sufficienti elementi per ritenere che Siringo e Iannelli siano stati assassinati per aver scoperto un giro di false fatturazioni tra agenzie dell'Onu impegnate in Afghanistan. Una decisione, quella del gip, che mette definitivamente fine alla ricostruzione fatta subito dopo il ritrovamento dei due cadaveri, secondo la quale Siringo e Iannelli - descritti come due tossicodipendenti - sarebbero morti dopo essersi iniettati la droga da soli.
A smentire categoricamente che i due giovani fossero consumatori abituali di droghe sono state le testimonianze rese agli inquirenti dai colleghi di lavoro di Iendi e Siringo. Iannelli lavorava come responsabile della contabilità dell'Idlo, mentre Siringo si trovava in Afghanistan per conto del ministero degli Esteri. Proprio svolgendo la suo lavoro Iendi avrebbe scoperto forti ammanchi nei finanziamenti destinati dal governo italiano all'Idlo: 1,5 milioni di dollari che sarebbero spariti nel nulla grazie appunto a una serie di fatture false che sarebbero intercorse tra la stessa Idlo e l'Unops, un'altra agenzia Onu in cui lavora anche il fratello di Iendi. Scoperta che il giovane cooperante romano avrebbe confidato a Stefano Siringo, di cui era amico, segnando così involontariamente la sua condanna a morte.
L'esistenza di una possibile truffa internazionale era stata scoperta anche dal pm Palamara nel corso delle sue indagini, al punto che nei mesi scorsi ha aperto un fascicolo in cui ipotizza il reato di peculato. Stranamente, però, il magistrato non collega la sparizione del milione e mezzo di dollari alla morte dei due giovani, per la quale continua infatti a chiedere l'archiviazione. Un'«incoerenza» ingiustificata, secondo il gip, che infatti respinge puntualmente ogni richiesta di archiviazione.
Ma Siringo non fu l'unico depositario delle confidenze di Iendi, che a Kabul parlò dei suoi sospetti anche con altri colleghi di lavoro ascoltati nei mesi scorsi da Palamara, anche attraverso rogatorie internazionali. Come quella che si è svolta a Città del Messico e in cui è stato sentito Samuel Gonzales Ruiz, all'epoca dei fatti incaricato dall'Idlo della formazione dei futuri pubblici ministeri afghani. Ruiz ha confermato di aver saputo di «problemi relativi alla gestione dei fondi Idlo», e di averne parlato sia con Iannelli che con il responsabile del progetto, Eduardo Buscaglia. Quest'ultimo, però, finora non è mai stato sentito dagli inquirenti.
Una lacuna che per il gip è arrivato il momento di colmare.

Il reportage su Iannelli Siringo assassinati, Tratto da Liberoreporter.eu

Nel 2006 due cooperanti italiani morirono in circostanze misteriose e mai chiarite a Kabul in Afghanistan. Una morte ritenuta da molti sospetta. Nel novembre del 2011, a distanza di circa sei anni, se ne torna a parlare. Dopo tanto tempo continuano le indagini relative al caso. Il motivo è che si tratta di una vicenda dai tanti risvolti oscuri e, nonostante sia trascorso tanto tempo, ancora tutta da chiarire. I protagonisti, loro malgrado, della vicenda sono Stefano Siringo e Iendi Iannelli, 31 e 26 anni. I due morirono in circostanze misteriose il 16 febbraio del 2006 a Kabul. Ancora una volta si deve alla benevole caparbietà di un magistrato l’impegno a cercare di far luce sulla vicenda. A tenere ancora accesi i riflettori, forse per l’ultima volta, il gip di Roma Rosalba Liso che il 16 giugno del 2010 aveva riaperto l’inchiesta. Il gip Liso nell’aprire le indagini aveva ipotizzato che i due potevano essere stati uccisi perché stavano per rivelare i particolari di una truffa di 1,5 mln di euro sottratti ai fondi destinati alla ricostruzione dell’Afghanistan.
Il loro dunque potrebbe essere stato un omicidio mascherato compiuto, forse, perché Stefano e Iendi erano ormai diventati dei testimoni scomodi di un giro di false fatturazioni e distrazione di fondi.
Il magistrato ha di nuovo respinto la richiesta di archiviazione presentata dal Pm Luca Palamara titolare dell’inchiesta sulla morte dei due giovani italiani. Per il gip, il pm, dovrà ancora procedere per omicidio volontario e svolgere altri accertamenti. Si allungano dunque di altri sei mesi le ‘speranze’ di far luce sulla morte dei due ragazzi di Roma.
Nel corso di questi circa 6 anni in più occasioni si è parlato della vicenda. L’ultima volta nel novembre 2010 quando il prof. Marcello Chiarotti, consulente nominato dal pm Palamara, consegnò la perizia tossicologica sui due cooperanti romani.
Una perizia che di fatto, nella sostanza, indica che la morte dei due giovani venne provocata.
Un atto di cui i responsabili finora però, non sono stati ancora identificate, anche perché forse non sono stati neppure cercati.
La perizia del prof. Chiarotti, una volta e per sempre, aveva inficiato la possibilità, se c’è ne fosse ancora stato bisogno, che i due ragazzi fossero degli eroinomani. Il prof. Chiarotti infatti, nella sua relazione, indicava che non era possibile affermare che i due giovani si fossero iniettati la droga spontaneamente e quindi lasciava spazio all’ipotesi che l’assunzione di eroina fosse stata forzata da qualcuno.
Il perito rivelava anche che la sostanza stupefacente fosse stata iniettata in vena ai due giovani non più di due ore prima del decesso e ne indicava la percentuale che era superiore del 10 per cento a quella normalmente in vendita.
Si trattava quindi di eroina pura al 89 per cento. Una percentuale ‘letalissima’.
Spazzato via ogni dubbio a questo punto viene spontaneo chiedersi, perché sono stati uccisi?
Fin dall’inizio le famiglie dei due giovani hanno sempre cercato di tenere viva l’attenzione sul caso. Un atteggiamento, quest’ultimo, legato alla convinzione che i due fossero stati uccisi e non morti per overdose come l’autopsia aveva evidenziato. E’ convinzione di molti che i due erano venuti a conoscenza di un possibile traffico di fatture false tra agenzie ONU operanti in Afghanistan. Iannelli era infatti impiegato come responsabile della logistica presso l’International Development Law Organization, Idlo. Si tratta di un organizzazione dell’ONU che si occupa di sviluppare i sistemi giudiziari nei Paesi del terzo mondo.
La vicenda richiama alla mente quella di Ilaria Alpi, giornalista Rai e inviata tg3, che insieme all’operatore Miran Hrovatin vennero uccisi in circostanze mai chiarite nel 1994 in Somalia. La loro condanna a morte venne emessa forse perché avevano scoperto un grosso traffico di armi e rifiuti tossici.
Andando a ritroso nel tempo si giunge fino al quel lontano mese di febbraio del 2006 e ci si ritrova nella capitale afghana Kabul. Sono i primi anni dell’intervento internazionale per aiutare il Paese asiatico messo in ginocchio dal regime dei Talebani e martoriato da una guerra che ancora oggi si combatte. Un fiume di aiuti, anche economici, vi giungevano da ogni parte del mondo, Italia compresa.
Si parla di circa mezzo miliardo di euro versati allora solo dalla Farnesina. Fondi destinati soprattutto alla ricostruzione, ma anche a programmi e progetti.
Uno di questi era il ‘progetto giustizia’ per la ricostruzione del sistema giudiziario afghano di cui l’Italia era uno dei principali Paesi donatori. Un progetto costato almeno 30 mln di dollari. Poter gestire questi fondi diventò un affare d’oro. Per i progetti vengono contattate Ong nazionali e internazionali, che a loro volta ne contattano altre. In genere ne vengono coinvolte tre o quattro e nel passaggio da un intermediario ad un altro avviene una ‘scrematura’ dei fondi. Una stima dell’istituto di ricerca ‘CorpWatch’ rivela che ogni passaggio comporta una ‘trattenuta’ variabile tra il 6 e il 20 per cento della somma disponibile. Una dimostrazione questa, che la solidarietà è ormai diventata un business.
Ovviamente per pochi eletti.
L’Afghanistan poi, è il luogo dove più si sono registrati gli sprechi e gli ammanchi.
Ed è in questo contesto che entrano in scena i due cooperanti italiani.
Fin dalle prime battute la vicenda si tinse di giallo circondata da un alone di mistero e strane concomitanze.
La cronaca del tempo racconta: La morte di Siringo e Iannelli venne scoperta la mattina del 16 febbraio 2006, ed è a quella data che ufficialmente si è fatta risalire la loro morte. Per molti però, la morte potrebbe risalire al 15 febbraio 2006, tra le 20,15 e le 21,33.
Stefano e Iendi erano due ragazzi di Roma e si erano trovati a Kabul; erano diventati subito dei buoni amici. Stefano era esile, mentre Iendi era invece alto e forte, ex giocatore di rugby. Il primo era un impiegato del ministero degli Esteri presso l’ufficio italiano giustizia e si trovava nel Paese asiatico da circa un anno, mentre l’altro era a Kabul da circa 5 mesi, e lavorava presso l’Organizzazione internazionale di diritto per lo sviluppo, Idlo. Iendi era contabile e si occupava del settore logistico. Vennero ritrovati entrambi morti nella camera che Iannelli aveva in uso presso la Guesthouse dell’Idlo. I due erano morti per avvelenamento. I corpi ne mostravano tutti i sintomi fisici, mentre non mostravano segni di violenza. Questa circostanza, fin dall’inizio, fece escludere una morte violenta.
La prima ipotesi per spiegare il doppio decesso, fu che la morte era sopravvenuta per esalazioni da monossido di carbonio fuoriuscite da una stufa a gas. Ipotesi che venne poi scartata in quanto la stufa nella stanza era elettrica. I medici dell’ospedale di Kabul però, confermarono la morte per avvelenamento, ma senza specificarne le cause.
A questo punto si fece strada l’ipotesi della droga. Alla fine risulterà proprio che entrambi sono stati stroncati da una dose letale di eroina. Una conclusione a cui si era giunti per il fatto che i due avevano nel loro sangue tracce di eroina. Questo venne affermato nonostante tutti siano stati concordi nel ribadire che essi non facessero uso di droghe.
La versione ufficiale della morte non ha mai convinto nessuno, specie chi li conosceva bene, anche perchè non trovò mai riscontri validi.
Per quanto riguarda il luogo del ritrovamento dei corpi, quando giunsero i soccorsi, la stanza si presentò loro talmente perfetta, al punto da sembrare una scena costruita ad hoc.
Dopo aver abbattuto la porta della stanza, la chiave non venne trovata o almeno non subito e stranamente venne trovata al di fuori della stanza stessa, i soccorritori trovano i corpi di Stefano e Iendi distesi in maniera ordinata sul letto con la testa sul cuscino. I due cadaveri, entrambi vestiti, si trovavano in una posizione quasi innaturale, come se li avessero adagiati. Nella stanza vi erano gli oggetti personali, come cellulari, computer, sigarette, sembrava tutto in ordine. Quello che invece, era fuori dall’ordinarietà, erano le evidenti tracce di eroina sparse per tutta la stanza. Questo, come a voler fa ‘credere’ che in quel luogo vi fosse un uso continuo di stupefacenti. Un fatto questo, però, poco plausibile in quanto le stanze del Guesthouse, che ospitano i cooperanti, oltre ad essere praticamente accessibili a tutti, non sono mai chiuse a chiave. Accessibili soprattutto al personale delle pulizie che provvedono quotidianamente a tenerle in ordine. Un fatto questo che non giustificherebbe la presenza di tracce di eroina sparse in giro per la stanza.
Inoltre, analizzando il Pc di Iendi non vi venne trovata alcuna traccia di attività, come se non fosse mai stato usato nei mesi che il giovane aveva lavorato per la Idlo nel Paese asiatico. Cosa questa del tutto impossibile e quindi sospetta. Manomesso? Ancora non si sa.
Una prima autopsia effettuata sui loro corpi, eseguita a Roma, confermò che il decesso era avvenuto per un’overdose. I due presentavano una sola puntura da siringa sul braccio. Cosa questa impossibile per un drogato “cronico” che ne presenta diverse. Inoltre l’autopsia eseguita sui cadaveri condusse alla scoperta di un altro buco sospetto, provocato da una ago: un buco che per entrambi era sull’inguine e da cui potrebbe essere stata proprio iniettata da qualcuno la droga. Inoltre, i valori chimici rinvenuti nel sangue dei due ragazzi non indicava un uso abituale di droghe.
Dati quindi che confermerebbero la tesi sostenuta finora da chi li conosceva bene ossia che non erano dei tossici.
Per il fatto che Stefano e Iendi avevano dei fisici notevolmente differenti, la loro reazione ad un’iniezione letale di eroina sarebbe dovuta essere stata differente. Nel senso che almeno Iendi, avrebbe potuto resistere di più all’effetto della micidiale dose e quindi forse avere il tempo di dare l’allarme o per lo meno muoversi, scuotersi cosa, che da come sono stati ritrovati i corpi, non sembra essere stato.
Fatto ancora più strano, i corpi dei due cooperanti sembra siano stati cremati dopo il loro arrivo in Italia e questo contrariamente alla volontà delle famiglie. Perché?
Il motivo potrebbe essere facile pensare quale sia.
Tantissimi dunque i misteri e i dubbi che ruotano intorno a questa intricata vicenda e a cui finora non si è riuscito a dare una spiegazione plausibile.
A cercare di fare chiarezza in merito è l’interrogazioni a risposta scritta presentata alla Camera nella seduta n. 376 del 30/9/2010 a firma degli On Antonio Rugghia e Francesco Tempestini del Pd. La risposta scritta all’interrogazione è giunta il 3 novembre 2010 a firma dell’allora sottosegretario agli esteri, Alfredo Mantica.
Ancora una volta non è stata fatta però, chiarezza anzi si è cercato di minimizzare l’accaduto.
Eppure si legge nell’interrogazione che: “Marcello Rossano, collega e amico di Iannelli, ha dichiarato ai Carabinieri del nucleo investigativo di Roma che il responsabile del progetto Idlo a Kabul, all’epoca dei fatti, gli aveva riferito che Iannelli, pochi giorni prima del decesso, gli aveva confidato l’esistenza di false fatturazioni tra organizzazioni ONU: la Idlo e la Unops, United Nations Office for Project Services, quest’ultima si occupa di fornire servizi e offrire assistenza alle Nazioni per la realizzazione di progetti di sviluppo; sempre Rossano aveva riferito che a seguito di un controllo di bilancio, eseguito unitamente al successore di Iannelli, emersero doppie o false fatturazioni per un valore di circa 1,5 milioni di dollari. Tali circostanze sarebbero state confermate da Samuel Gonzales, un magistrato messicano anche lui a Kabul nel 2006 impegnato nel progetto dell’Idlo”.
Finora la Idlo non ha mai collaborato alle indagini e si è sempre appellata all’immunità diplomatica rifiutandosi di fatto di mostrare i bilanci sospetti alla magistratura.
Se si è in buona fede, perché assumere un simile atteggiamento?
Alla fine una sola cosa è certa. Questa tragica vicenda non deve essere dimenticata e si deve fare in modo di arrivare alla verità anche se inconfessabile.


Stefano Siringo e Iendi Iannelli.

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Conoscevo Iendi da molto vicino, e in questo momento di "rivelazione" sono felice nell'apprendere che il mio amico non ha sbagliato. Per il resto, ecco che emerge il vero significato delle missioni di pace. Una presa per il culo.

Fabio


   

  
  


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Enzo Iacchetti "Vaffanculo La Russa" e "Vaffanculo Brunetta".

  

Enzo Iacchetti "Vaffanculo Brunetta"

Uno spettacolo, l'uomo di Striscia la notizia che manda a quel paese il ministro Brunetta per avere assunto nuove persone (nuovi dipendenti) in parlamento e manda a quel paese il ministro La Russa, per avere acquistato nuove 19 auto blindate Maserati per scortare i generali della finanza.

Ecco quello che avviene, alle spalle della popolazione, quando i politici predicano bene e poi razzolano male. E' giunto il momento di incazzarsi e iniziare a mandare a quel paese chi se lo merita, anche pubblicamente. E a poche ore dalla messa online del video, oltre 40.000 visite dimostrano l'apprezzamento per le poche e semplici parole dello scapigliato Iacchetti.

Aggiornamento News smentita del giorno dopo

Ecco puntuale che dal parlamento arriva la smentita, ma purtroppo non convincente, in quanto, come si legge su Repubblica, le 19 Maserati esistono eccome, mentre i 33 nuovi assunti non sono stati assunti direttamente dal parlamento ma da ente esterno (quindi alla fine cosa cambia se i soldi sono sempre i nostri?)

Leggi l'approfondimento su Repubblica tra Iacchetti e il parlamento


   

  
  


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