Categoria: Filosofia e metafisica
Come fare i soldi rubando i carrelli della spesa.
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Come fare i soldi rubando i carrelli della spesa?
(questo articolo è ovviamente a scopo didattico e metafisico e non vuole né incitare né consigliare il rapimento dei veicoli da trasporto in ferro e alluminio)
L'euro che si mette nel carrello della spesa è un deterrente per evitare che la gente li abbandoni in giro per le aree del supermercato (parcheggi ecc...) e per far sì che la gente possa ordinatamente riporli nella fila dei carrelli, recuperando l'euro inserito.
Trattasi veramente di un furto?
Se il fatto di aver lasciato 1 euro per avere un carrello significa poter fare del carrello quel che si vuol (non vi è nessun contratto che vi vieta a restituirlo ad esempio entro le 24 ore) e, allora a quel punto il carrello potrebbe essere considerato "di proprietà", poiché il supermercato ha incassato l'euro. Il problema è che l'euro rimane dentro il carrello asportato (per la precisione nel meccanismo alloggiato in prossimità della barra arancione di spinta del carrello), quindi la disquisizione sulla proprietà del carrello in cui si è inserita la moneta, dobbiamo rimandarla ad altro momento.
Ma quanto vale un carrello della spesa?
Siamo di fronte ad un grossolano errore di calcolo da parte dei gestori del supermercato?
Gli zingari ci insegnano che si può possedere un'auto di lusso semplicemente riciclando il ferro delle lavatrici e degli altri rifiuti che gli esseri umani abbandonano in prossimità dei secchioni dell'immondizia.
Un carrello della spesa pesa in media 30 chilogrammi.
Uno zingaro in media guadagna uno stipendio normale riciclando il ferro. Se il carrello della spesa valesse meno di un euro, per poter avere uno stipendio accettabile dovrebbe rubare 1200 chili di lega metallica al giorno (cosa impossibile). Considerando che per possedere un'auto di lusso dei livelli di quelle possedute dagli zingari è necessario uno stipendio ben più alto, e che non è possibile portare a casa una tonnellata e duecento chili di ferro a giorno, per l'equazione matematica che lega questi valori, il nostro carrello della spesa dovrebbe valere molto più di un euro (fino a 15 euro almeno).
Se i conti tornano, ma anche qualora non tornassero con la precisione auspicata, il nostro fantastico carrello della spesa, acquisito con un solo euro, potrebbe portare a margini interessanti se rivenduto agli zingari o ai loro acquirenti.
Come sempre, commenti e idee migliorative del sistema ragionato, sono bene accetti!
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La chiesa cattolica è vecchia e i suoi membri un reparto geriatrico. I giovani vanno per fratte.
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Non non mi ritengo un cristiano. Sono abbastanza convinto del fatto che la Chiesa sia più simile a un'azienda con obiettivi di fatturato e di business piuttosto che un'associazione umanitaria, anche se sono profondamente convinto che i valori morali professati dalla religione cristiana siano eticamente validi e applicabili alla razza umana indipendentemente dal fatto che essi siano inscatolati in un libro chiamato bibbia o che siano invece distribuiti senza griff.
Anche se le politiche economiche e commerciali della chiesa italiana non sono condivisibili e non sono oneste (vedasi l'ipocrisia dell'installare di un albero di Natale in Piazza San Pietro durante le festività natalizie, simbolo pagano e in precedenza fortemente criticato dalla chiesa stessa), i valori di bene universale professati dalla chiesa cattolica non sono poi così male.
L'ipocrisia di questi giorni in cui il vaticano si dice allucinato dallo scandalo che tutti conosciamo non fa scopa con le decine di preti pedofili mai radiati dalla chiesa ma semplicemente trasferiti da una parrocchia all'altra, anche nei casi peggiori confermati dalle indagini e dalle copiose testimonianze.
E' una chiesa che toppa su tutta la linea. Come migliorarla?
Quello che a mio avviso va migliorato nella Chiesa italiana, oltre al fatto che sembra sempre di più un bordello che una congrega votata al bene, è il fatto che l'intero insegnamento dei valori positivi di amore e rispetto, sia promulgato attraverso una triste storia di un uomo crocifisso e tramite la sofferenza e la rappresentazione artistica deprimente e sfigata adottata dalla Chiesa cattolica nel corso dei secoli.
Per quale motivo un giovane dovrebbe riconoscersi nei suoi valori, quando il messaggio di purezza, correttezza, amore verso il prossimo, felicità per la certezza della vita ultraterrena, passano attraverso scene di cristi inchiodati, atmosfere austere come quelle delle chiese italiane, in cui non si può tenere un cellulare acceso, in cui non si può entrare con un cappello in testa, in cui trovi decine di vecchiette sedute intente a pregare che sembrano più morte che vive, in cui non si può alzare la voce, ma soprattutto, quando tali valori vengono professati attraverso delle mummie di 90 anni con la papalina vestiti da carnevale tutto l'anno, che faticano a tenersi in piedi e che ti fanno venire voglia di toccarti quando li vedi parlare in televisione piuttosto che dargli ascolto?
La Chiesa cattolica deve rinnovarsi, deve mostrarsi fica, divertente, gioiosa, propensa all'incontro, al chiasso, alla felicità. Non si può pensare di "governare" un gregge di pecore con l'austerità medievale, necessaria quando si doveva imporre con il terrore la decima ai contadini, quando vigeva il terrore di finire all'inferno o di finire sotto inquisizione e condannato a morte.
Il Gospell è un buon metodo di proporre i valori etici che, chiesa o non chiesa, non possiamo non condividere. Non c'è bisogno della tristezza di Cristo morto per far passare il messaggio che aiutarci è bene, e comportarsi male e in modo disonesto conduce solo al peggio.
Una chiesa diversa, una chiesa che spara.
Come diceva giustamente Corrado Guzzanti ne "il caso Scafroglia", i ragazzi vogliono una religione interessante, una religione che spara, una religione diversa, che sia in grado di acchiapparli".
L'alternativa è continuare con quel deprimente reparto geriatrico che altro non è che il Vaticano, che non si ricorda più se il preservativo serve o no, e che è corredato dalla banca più losca (IOR) della storia bancaria mondiale, che ha disseminato e protegge ancora oggi i preti pedofili, e che per millenni ha fatto porcate costringendo il popolo in una schiavitù psicologica degna del film Matrix.
Poco credibili non concordate?
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Quanto è piccola la nostra stella e quanto siamo insulsi nell'universo?
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Tratto da "Tra grandi numeri e la scala del cosmo" dal blog dei numeri primi.
Quanto siamo piccoli e insulsi nell'universo?
Domanda retorica. Poniamola quindi sotto un altro punto di vista: "quanto è grosso il nostro pianeta e il nostro sistema solare rispetto alle altre stelle dell'universo?", per poi comprendere quindi quanto siamo piccoli e insulsi nell'universo? ![]()
Ecco quindi un video in scala, che passa in rassegna i seguenti pianeti del sistema solare e successivamente, quando la scala sale al punto in cui non c'è più pianeta a soddisfare la crescita, passa in rassegna le stelle dell'universo secondo le loro presunte dimensioni a noi oggi note:
- Mercurio
- Marte
- Venere
- Terra
- Nettuno
- saturno
- Giove
- Sole
- Sirio
- Polluce
- Arturo
- Rigel
- Betelgeuze
- Antares
- MY CEPHEI
- VV CEPHEI
Questo potrebbe suscitare in voi una riflessione, oppure lasciarvi indifferenti. A noi piace e quindi vi proponiamo comunque il video.

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