Categoria: Folk e feste paesane

L'ambulante dal cuore tenero.

da squid Email

A cura di Mammut!

Vorrei portare a conoscenza dei nostri amici che ci leggono con fedele continuità, che al di fuori delle grandi città e metropoli popolate dalle più variegate etnie e disseminate di enormi centri commerciali, c'è un mondo di piccoli venditori ambulanti che, nonostante la globalizzazione e la grande distribuzione, si prendono cura degli abitanti sperduti nei piccoli paesi di montagna.

Questi minuscoli agglomerati di case antiche o ricostruite a seguito dei terremoti che purtroppo sconvolgono il territorio italiano, continuano ad essere popolati in minima parte principalmente da persone anziane, che non sono autosufficienti in fatto di trasporto con autovettura propria ed allora, periodicamente, si vedono arrivare dei furgoncini con i prodotti freschi e addirittura surgelati, per soddisfare le esigenze di tutti.

C'è il venditore di detersivi, di frutta e verdura, e soprattutto, di pane. A volte, dopo aver percorso molti chilometri per raggiungere il paesino isolato, non riescono a vendere nulla e se ne tornano a casa con le tasche vuote. Ma poi ritornano la volta successiva, quasi fosse una missione da portare a termine ed allora, quando mi capita di essere sul posto, faccio acquisti anche se non ho bisogno di nulla.

Il timore che, stanchi di fare viaggi a vuoto, possano chiudere i battenti e dedicarsi ad altro, induce ad acquistare comunque qualche prodotto. Si instaura così un rapporto umano di valore al di là del denaro, di simpatia reciproca e di stima che va avanti nel tempo.

Una volta al mese arriva anche il negozio di abbigliamento e biancheria per la casa, un grosso camion che, una volta aperti gli sportelloni, diventano stand enormi, ci si può trovare di tutto, e si trascorrono anche ore a curiosare nella grande pancia del grande contenitore. E' proprio una festa!
Spero quindi, che non si scoraggino in questi tempi difficili ma continuino a portare la loro preziosa merce a chi non può andare a procurarsela diversamente.

Grazie ambulanti, a nome dei residenti e anche a nome dei villeggianti.

Evviva la bancarella con le ruote!

Mangiare le noccioline iraniane (pistacchi).

da squid Email

Oggi è arrivata una splendida confezione di noccioline iraniane (pistacchi). A tutti i lettori di Neversleep questo post sui pistacchi è un test strutturale dell'applicazione di blogghing.

Locked, pissed, legless in Irlanda. I sinonimi di ubriaco.

da squid Email

Una delle più strane informazioni che questo blog possa fornire è proprio questa. Ci avviciniamo ai due anni di Neversleep e quindi ci muoviamo diversamente dal solito, fornendo news e notizie un pochino strane. Una delle informazioni più rare da trovare è il metodo usato in Irlanda per definirsi quando si è alterati dall'alcol. In poche parole quando si è alzato decisamente il gomito e si è quindi "ubriachi persi".

Legless (senza gambe).
Sinonimo di ubriaco, ma con sfumatura dell'impossibilità a mantenere una posizione eretta da primato quale l'attuale che vede l'homo sapiens ricoprire una delle più eleganti forme di passeggiata

Pissed (participio passato di "urinare")
Non ha una valenza particolare dal punto di vista della figura allegorica, ma rientra sicuramente nella più scurrile delle espressioni.

Stoned (Letteralmente "sassato")
Al punto di non capire cosa ci viene detto, quasi fossimo stati presi a sassate in testa da terzi.

Plastered (Plastificato)
Il senso è quello dell'"imbalsamato" e da un'ottima visuale sulla potura immmobile e rigida della persona che ha decisamente bevuto male.
Dalla canzone del disco "la grande famiglia" dei Modena City Ramblers, proviene il grande testo della canzone "Il bicchiere dell'addio" in cui Bob Geldof fa una comparsa d'eccezione, rilasciando un pezzo inedito in lingua inglese che recita:

"I came on Alitalia in the middle of the night I got stociuos drinking free booze on the plane I was drunk in immigration when they tried to search my bags for the drugs already swallowed on the way. I was drunk again in Florence, Reggio Emilia I was pissed Iwas flutered, plastered, legless when in Rome and I can't remember Italy, the Ramblers or the girls and I can't remember how I'm getting home. But my nose has gotten redder, so I must have seen the sun and my dick is fucking sore, so I must have had some fun."

Traduzione:

"Sono arrivato con Alitalia nel bel mezzo della notte, mi sono sbronzato a bere gratis scroccando vino sull'aereo. Sono arrivato in dogana alla frontiera totalmente ubriaco quando mi hanno perquisito la valigia ma la droga era già finita durante il viaggio. Ero ubriaco a Firenze, ero fattissimo a Reggio Emilia. Ero ciucco, cotto, devastato anche a Roma e non ricordo niente dell'Italia, i Ramblers (suonatori) e le ragazze e non ho idea neanche di come sia tornato a casa. Ma ho il naso un po' più rosso quindi deve esserci stato il sole e il mio ca**o è un decisamente dolorante quindi devo essermi divertito."

Festa a Perticano per l'inaugurazione della nuova chiesa della Madonnella.

da squid Email

Giorno 01.11.2009.

Chiesetta di perticano all'inaugurazione del suo restauro del 2009.

Il luogo dell'evento è stavolta Perticano, paesino di circa 20 abitanti in inverno e che tocca punte di 250 teste l'estate, adagiato in una piccola valle solcata dal torrente Rio Freddo, che divide il paese in due metà, delineando anche il confine tra la regione Umbria e la regione Marche, area di elevato interesse paesaggistico, grazie alla presenza delle Grotte di Monte cucco, dell'Eremo di San Girolamo e della Valle delle Prigioni.

Proprio questa combinazione ha richiesto, per la celebrazione del rifacimento della facciata della chiesa di Perticano, la presenza dei due sindaci dei comuni di Scheggia(PG) e di Sassoferrato(AN).

Presenti anche la banda di Scheggia e l'arma dei carabinieri, che per l'occasione ha deposto la corona ai caduti sull'altare della piccola chiesa.
Dalle ore 12.00 in poi si è tenuta prima la suonata dell'orchestra locale, composta da una decina di individui tra cui anche 3 piccoli suonatori, poi il discorso del sindaco, e successivamente la benedizione del Prete, seguita dall'intervento del Dott Bartolini, che ha sottolineato che la ricostruzione della facciata e dell'interno della chiesa è stata possibile solo grazie alla volontà dei paesani, che con colletta hanno provveduto ad ingaggiare il compaesano Nello, che si è quindi messo all'opera per restituire al paese una chiesetta in ordine e ripulita nella facciata, negli interni e nel piccolo ma grazioso campanile. L'intervento di Bartolini si è concluso con il monito ai due sindaci di risolvere questo problema di incapacità organizzativa dei due comuni che giocano a scarica barile da troppo tempo su questioni ritenute importanti per il bene della comunità.

La chicca storica ci viene da Emiliano Terzoni "Miliano", uno degli abitanti più longevi e dalla ferrea memoria del limitrofo paese di San Felice, sempre nel comune di Sassoferrato.
Il vegliardo ha fatto la guerra ed è uno dei pochi che ricorda tutti gli avvenimenti dei giorni duri che hanno coinvolto personaggi, strutture e aree geografiche della zona (campi, fiumi, monti, valli e colline).

Racconta che la chiesetta di Perticano, durante la seconda guerra mondiale fu rifugio/nascondiglio per di una ventina di paesani fuggiti tempo addietro su al pian del Cerreto (località sopra la Badia, a nemmeno due chilometri da Perticano), per scappare ai fascisti/nazisti, e tornati in paese per cercare riparo dalle forti piogge e dal freddo che rendeva impossibile la permanenza sulle colline.

Nascosti e compressi nel monolocale, in attesa della fine della guerra (le dimensioni dell'unica sala della chiesa non superano i 20 metri quadri), furono stanati dai soldati grazie al contributo di una spia, a tutt'oggi ignota. Fatti immediatamente prigionieri furono messi in fila per la fucilazione di rito, proprio davanti alla chiesa. Alla domanda di uno dei soldati fascisti rivolta al proprio caporale, in merito a da dove iniziare a fucilare, se da destra o da sinistra, alla risposta "da destra" Imolo, l'ultimo della fila e primo a dover lasciare la pelle si gettò a terra per la disperazione, con tanta di quella foga da rimanere stordito dall'impatto (o forse, racconta Miliano, è caduto proprio perchè svenuto dalla paura).

Intervenne a quel punto Don Checco, che si mise a gridare al morto al morto e così facendo, ai fascisti Don checco "gli ha levato l'idea". A quel punto alcuni furono caricati e portati ai campi di concentramento, altri lasciati liberi.

Non sappiamo realmente come andò la storia, anche perchè il racconto degli avvenimenti è giunto a Miliano sotto forma di racconto, ma ci piace pensare che la piccola chiesa oggi restaurata e che porta sulla sua facciata i nomi dei caduti alla resistenza, insieme al suo custode, siano serviti a qualcosa di più che alle messe domenicali.


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Festa di San Felice 2009, comune di Sassoferrato (Marche)

da squid Email

Quest'anno è stata rimandata di qualche giorno la festa del paese di San Felice, piccola frazione del comune di Sassoferrato (provincia di Ancona), che di inverno conta 8 abitanti nelle tre aree del paese (San Felice Torre, Le Case e Le case basse).



La festa, che si tiene da sempre nella seconda domenica di agosto, quest'anno non è stata celebrata nella seconda domenica ma il martedì successivo, a causa di un temporale che ha oscurato il cielo e non ha permesso a suonatori e danzatori di godere appieno dell'evento mondano che ha catalizzato ben 55 individui di varia provenienza (paesi limitrofi e residenti estivi di San Felice).

Sono lontani i tempi in cui si portava in spalla la santa Eurosia (donna di balsa pittata a simulare ceramica che riposa nella piccola chiesa del 1333); i vecchi infatti sono oramai o tutti andati o troppo vecchi per andarsi a cimentare nella "tenuta in spalla" della simil-madonna su e giù per il paese, considerando che da un decennio, causa anche il terremoto del 1997 di Foligno, il paese non ha più neanche un parroco; l'ultimo che si è visto è stato uno Slavo proveniente da Col di Peccio e Pascelupo, due paesi limitrofi leggermente più popolati.

Allora cosa si fa?

Si chiama una banda e si organizza una festicciola nel cortile della chiesa, cucinando quel che si preferisce (panini con salame e formaggio) e portando tutti quel pò di vino che si tiene in casa.



Nessuno si aspettava una riuscita della festa tale da avere 55 individui presenti (si stimavano i partecipanti in circa 20-25 unità). Questo ha significato un ritorno alle abitazioni a preparare altri panini e allo spolvero della cucina della chiesa (oramai adibita a punto ritrovo dei cacciatori) per la cottura di qualche chilogrammo di spaghetti in più per saziare il numeroso branco.


Alla festa San Felice (sassoferrato) se manca da mangiare si fa la pasta nella cambusa della chiesa.

La riuscita è stata totale, e la festa di San Felice 2009 è stato il segno che c'è ancora qualcuno che può dire "We can", e radunare ampie masse (vedasi il video) in balli scatenati over 70.




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La sagra della ranocchia e dello gnocco di Molina Aterno rinviata.

da squid Email

L'elevata solidarietà degli abbruzzesi per i terremotati aquilani ha spinto il sindaco di Molina Aterno a rinviare all'anno prossimo la sagra e festa della ranocchia e dello gnocco che ogni anno, i primi giorni d'agosto, si tiene a Molina Aterno. Non possiamo che rattristarci per la notizia e contemporaneamente esprimere la nostra solidarietà con le popolazioni terremotate, che speriamo potranno presto ospitarci in tutto lo splendore delle organizzazioni di paese di sagre, feste e manifestazioni.

Sagra e festa della ranocchia di molina aterno 2008

Ci vorrebbe 'na zitella di Beppe Junior a Molina Aterno

da squid Email

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Artista scoperto alla Sagra festa dello Gnocco e della Ranocchia di Molina Aterno (Abruzzo) in data 3 Agosto 2008 durante la cena in piazza. Attenzione alle movenze del ballerino cantautore Beppe Junior. Zitella sta in dialetto per "ragazza", e soprattutto in Italia se Beppe Junior avesse lasciato lo sportello aperto per mettersi a fare il ballerino sul marciapiede (minuto 00:34) se la sarebbe vista fregare sotto il naso.

Testo integrale di Ci vorrebbe na zitella di Beppe Junior.

L'acqua di la funtana
è amara amara
ca cì nun era amara
ca cì nun era amara
L'acqua di la funtana
è amara amara
ca cì nu era amara
ammori miu me la bivia

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
ci vorrebbe 'na zitella

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
accussì va la gioventù

------------------------

1.
Comu si porta beni
'sta vignanella
cusì sarà la donna
cusì sarà la donna
Comu si porta beni
'sta vignanella
cusì sarà la donna
ammore miu quann'è zitella

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
ci vorrebbe 'na zitella

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
accussì va la gioventù

----------------------------------

3.
E mama m'è mandatu
a li zanguni
m'è dittu ca stasera
m'è dittu ca stasera
E mama m'è mandatu
a li zanguni
m'è dittu ca stasera
ammori miu so' maccarruni

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
ci vorrebbe 'na zitella
Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
accussì va la gioventù

--------------------------------------

4.
Marangia marangella
com'è 'ngiallita
forzi ca t'è culpita
forzi ca t'è culpita
Marangia marangella
com'è 'ngiallita
forzi ca t'è culpita
ammori miu la giratura

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
ci vorrebbe 'na zitella
Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
accussì va la gioventù

--------------------------------------...

Qund'era zitu iu
tuttu durmisi
mo ca m'aggiu 'nzuratu
mo ca m'aggiu 'nzuratu
Qund'era zitu iu
tuttu durmisi
mo ca m'aggiu 'nzuratu
ammori miu so' senza quasi

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
ci vorrebbe 'na zitella
Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
accussì va la gioventù