Categoria: Relax

Il cubo.

  

Un buon sistema per allenare la mente e trascorrere una serata rompicapo. Il gioco del cubo in tre dimensioni è una sfida di logica e ragionamento. Si tratta a tutti gli effetti di un browser game, che può essere giocato on-line senza installazione QUI. Dovrete riuscire a colorare le facce del cubo in modo da creare percorsi ed unire i rettangoli con lo stesso colore. Mentre nei primi livelli sembrerà una banalità, nei successivi vi metterete le mani tra i capelli nel tentativo di riuscire a capire come superare il livello. Cercate su Google "3DLogic soluzioni" e vi accorgerete di quanta gente ha avuto il vostro stesso problema in passato. Vi consigliamo vivamente di cimentarvi in questo passatempo e scoprirete una vera passione per i puzzle ed i rompicapo di qualità. Il gioco 3dlogic è disponibile gratuitamente in migliaia di siti della rete internet.

Non ve la prendete con me se non riuscite ad arrivare alla fine.

Buon divertimento !

Il cubo di xloggic


   

  
  


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Camion che attraversano il fiume. Assurdo !

  

Avete mai pensato di attraversare un fiume con la vostra automobile? Non parlo di quei piccoli rigagnoli che possono essere attraversati con un paio di buoni stivali, ma di veri e propri corsi d'acqua di ampia portata.

Ecco in Russia come trasportano materie prime con camion capaci di guadare fiumi in piena senza troppe preoccupazioni, senza allagamento e capaci anche di trainare autobus interi all'interno del corso d'acqua.

La tipologia di veicolo con cui viene affrontato questo genere di percorso è sicuramente di altro genere rispetto ai veicoli classici. Quello che gli vedrete fare ha dell'assurdo. Sarete meravigliati nello scoprire con quale tranquillità questo camion attraverserà il fiume in piena.





I camion russi che attraversano i fiumi senza allagamento.


   

  
  


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Monti e IMU - Heidi: nonno ci sorridono i Monti?

  

Ecco Heidi che chiede al nonno se "ci sorridono i monti" (dalla nota sigla aperta con la frase "Heidi ti sorridono i monti"), e il nonno che risponde sgarbato dopo aver aperto la lettera con l'importo dell'IMU da pagare (tassa reintrodotta dal governo Monti).



Heidi: nonno ci sorridono i monti? col cazzo! IMU 2012


   

  
  


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Cosa fare il sabato sera a Roma?

  

Partiamo dal presupposto che il sabato sera si può fare molto tardi, ed è per questo che discutiamo di cosa fare il sabato sera e non il venerdì sera o altro giorno della settimana.

Cosa fare il sabato sera a Roma?

Se avete un sabato sera libero e volete farvi suggerire da chi Roma l'ha vissuta in ogni suo centimetro, trovando ampio gaudio dal folleggiamento infra ed extra raccordo, eccovi i migliori intrattenimenti della capitale da godersi in compagnia.

Iperossigenarsi a piazza Santa Maria in Trastevere.

C'è una bellissima piazza a Trastevere, e particolarmente quella di Santa Maria in Trastevere, dove è possibile sedersi sugli scalini ma anche alzarsi in piedi e iperossigenarsi con ampie boccate di ossigeno, che vi faranno girare la testa al punto di cadere tramortiti (dopo due minuti di respiri profondi accade veramente). Quando è troppo caldo (vedasi estate) e l'ossigeno scarseggia, si può raggiungere lo stesso risultato roteando insieme ai propri amici su sé stessi, proprio come fanno i dervisci roteanti, perdendo i sensi e cadendo per terra. Quando ci si è stancati di cadere in terra, si può tranquillamente prendere una birra nelle tante birrerie di Roma Trastevere. Se non sapete cosa fare di sabato sera a Roma, questa è la prima delle ipotesi. Perché Santa Maria in Trastevere? Così... una piazza a caso, tanto hanno tutte la stessa durezza del pavimento.

Fare il puttan tour?

Lo storico evento del sabato sera, che comporta passeggiare con l'automobile a ritmo rallentato su viali come Via Cristoforo Colombo, e chiedere a ogni prostituta quanto prende, e segnare su un foglio di carta il punteggio estetico ed il rapporto qualità prezzo, per poi stendere la classifica delle vie più convenienti. Ovviamente, per un buon puttan tour, non si deve andare con le prostitute, ma solo fermarsi con l'auto a domandare con gli amici, fingendo interesse e non facendo vedere che scrivete sul taccuino, altrimenti si incazzano. Attenzione alle borsettate in faccia da parte dei travestiti (che in zona EUR rappresentano una percentuale dominante).

Restare a casa a fare giochi divertenti?

Un risiko non va mai sottovalutato, mentre un gioco di qualsiasi altro genere, da monopoli in giù rischia di rompervi le palle a oltranza, anche se ci mettete in mezzo dell'alcol. Ci vuole dell'energia alternativa. Prendere le barbie e segargli le gambe e riattaccarle al corpo fondendole con la fiamma dei fornelli unendo l'anca alla schiena può essere una valida alternativa; l'alternativa è prendere delle uova in frigorifero, sodarne la metà e lasciare l'altra metà liquida, e successivamente giocarsi i soldi in scommesse in cui a turno ciascun partecipante si sbatte l'uovo in fronte. Gli altri puntano liberamente qualsiasi somma sul sodo o sul crudo. Volendo, se volete fare entrambe le cose va bene, ma la plastica bollente delle gambe squagliate delle barbie sulla fronte dei vostri amici può lasciare segni indelebili, quindi fate prima un gioco, e poi l'altro.

Andare a pippare la roccia al lago di Albano.

E per finire, per raggiungere il nervo principale è necessario recarsi sulle sponde del lago di Castel Gandolfo, sbucando dal tunnell e girando a sinistra, dove troverete in fondo alla strada un ristorante albergo chiamato La Culla del Lago. Lasciate la macchina e scendete verso le sponde del lago per raggiungere la vecchia sorgente di acqua minerale esaurita, da cui esce solo il gas. Si và quindi a PIPPARE LA ROCCIA, ossia a tirar di naso il gas che esce dal buco della parete in cemento, costruita per incanalare il gas. L'effetto è quello del tramortito andante; dura circa 40 secondi e per ogni tirata ci vuole qualcuno pronto a raccogliervi per non farvi batter la testa in terra. E' tutto legale, e naturale come l'acqua minerale.
Se andate al lago in motorino, approfittate del fatto che avete il casco già indosso, e non levatevelo per tutta la permanenza alla sorgente. Anche delle ginocchiere da pallavolo possono tornare utili.

Cosa fare il sabato sera a Roma per divertirsi?


   

  
  


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La bambina entusiasta della visita a Disneyland per il proprio compleanno.

  


Ogni tanto qualcosa che fa ridere.

Si sa che per molti bambini una giornata nei parchi giochi, e precisamente a Disneyland può rappresentare un vero e proprio sogno. Una di quelle cose che mamma e papà ti dicono sempre "ci andremo ci andremo".
A quanto sembra anche per la tenera e piccola Lily, giovanissima star di questo video che sta facendo il giro del mondo con diversi milioni di visualizzazioni, andare un giorno al parco divertimenti Disneyland, il parco più famoso del mondo è un desiderio che da diverso tempo attende di avverarsi.

La bambina scarta i regali, e quando Lilly scopre che si va a Disneyland si commuove.

Nel video la piccola impazzisce alla fine dello scartamento dei regali di compleanno, in cui si dimostra smart e simpatica dicendo alla madre "COME FACEVI A SAPERE CHE VOLEVO QUESTO?". Lo scatto di pianto/entusiasmo arriva quando dopo la sequenza di regali (film e cartoni animati, zaino, t-shirt, pigiami, libro da colorare, e maglietta I love Disney), la mamma chiede a Lilly dove ci vorrebbe andare con tutti quei regali. E la bambina risponde, senza troppe esitazioni... Disneyland!

Quando la mamma gli dice "Dai, partiamo oggi", lei risponde "stai scherzando?".

Ed il resto è un pianto lagnoso di gioia per tutto il resto del video in cui la bambina si commuove per il viaggio a Disneyland.


Bambina che si commuove per il regalo di compleanno viaggio a Disneyland.


   

  
  


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I senso doppio, nuovo duo di Zelig per canzoni e mimi senza pari.

  

I senso doppio, nuovo duo di Zelig per canzoni e mimi senza pari. Uno spettacolo nuovo ed originale in cui è possibile non tanto ridere, quanto stupirsi per le figure strane che questi due artisti/atleti così diversi tra loro riescono a creare.



Una nuova coppia originale che parte dall'eredità di Miba, il grande doppiatore di films che debuttò a Zelig nel 2008.

Complimenti a questa coppia che ravviva un programma in declino a causa della stantia figura della Paola Cortellesi, che tutto sa fare tranne che vestire i panni della signora.


   

  
  


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Voleva un iPhone, ma Babbo Natale gli ha portato un iPhon...

  

Voleva un iphone ma babbo natale gli ha portato un iPhon.

Una produzione grafica Stefano Civalleri. Recensione a cura di NeverSleep.it

Per la serie, "A natale voleva un iPhone..."

Poco male. I malati del brand Apple acquisteranno anche l'asciugacapelli con la mela, il superbo iPhon. Accensione con bottone rettangolare, scocca in vetro avanti e dietro, costo 798,00 € nella versione 64 Giga.


Funzionalità e vantaggi di iPhon.

Permette di accedere ad App Store e di installare pacchetti aggiuntivi per il multitasking, permettendovi oltre di asciugare i capelli, anche di utilizzare il cavo di alimentazione come filo appendi panni da asciugare.


Pecche di iPhon e svantaggi.

Non supporta Flash.


   

  
  


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Cucito creativo, dalla coniglietta Tilda all'Oca di stoffa e la lumaca di tessuto.

  

Tutorial di cucito creativo, dalla coniglietta Tilda all'Oca di stoffa e la lumaca di tessuto.


Oggi ci rilassiamo con un'arte antica, il cucito, rivisitata secondo le logiche del cucito creativo, ossia la realizzazione di pupazzi di pezza e stoffa per la gioia dei piccoli e dei grandi. Di recente ho appreso, vivendo accanto ad una cucitrice creativa, quanto possano essere carine le realizzazioni di pupazzi di pezza, dalle leprottine, alle oche, alle lumache di stoffa. Cuori, pannelli e coni e chi più ne ha più ne metta. Tutto con tessuti country e stoffe americane.

Inizialmente ho storto il naso pensando di trovare casa invasa da coniglietti e cuori di stoffa; successivamente mi sono divertito a vedere spuntare simpatiche creature e ben fatte in alcune parti dell'abitazione.


Leprottine e coniglietti basati sui modelli di Tone Finnanger.

Sto parlando di simpatici coniglietti come la Leprottina TILDA qui sotto riportata in foto, partendo dal modello di Tone Finnanger.

Leprottina Tilda cucito creativo.

In rete non è semplice trovare tutorial per fare questi modelli, ma piano piano alcuni siti web stanno iniziando a pubblicare informazioni su come cucire questi splendidi pupazzi. Presto ne riveleremo qualcuno :)


   

  
  


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Ogni quanto va cambiata l'acqua ai pesci rossi ?

  

La domanda di oggi nel folleggio e relax è:

Ogni quanto va cambiata l'acqua ai pesci rossi?

Avete una vaschetta di pesci rossi e non volete che muoiano? Vi interessa principalmente sapere ogni quanto svuotare completamente la vaschetta e colmarla con nuova acqua pulita? Eccovi la soluzione al quesito; non è possibile dire quanto tempo durerà il pesce vivo nella vaschetta senza fare calcoli complicati che tengano conto delle seguenti variabili:

  • Quantità di pesci nella vaschetta
  • Capacità in litri della vaschetta
  • posizione della vaschetta all'interno dell'appartamento (vicino a fonti di calore...)
  • Temperatura e periodo dell'anno (l'inverno l'acqua si "consuma" più lentamente)
  • Quantità di sporcizia in sospensione


La soluzione? Ogni quanto si cambia l'acqua al pesce?

Il miglior modo di far sopravvivere i pesci è quello di osservare quando l'acqua diventa torbida. In quel momento si può cambiare l'acqua ai pesci. Di acquari, laghetti, ampolle, persino taniche d'acqua con i pesci, ne ho avute personalmente molte, e mai un pesce è morto perché l'acqua era diventata torbida. Un pesce riesce a vivere in una caraffa d'acqua anche per venti giorni. Questo non significa che li si debba far soffrire con poco ossigeno o con il rischio di servirli a tavola ai vostri ospiti. Non vi arrovellate il cervello a capire quanto dura l'acqua della vostra vaschetta. Quando diventa torbida di escrementi e residui di cibo, allora è il caso di cambiarla.


Ogni quanto si cambia l'acqua ai pesci rossi nella vaschetta?

Ritenete che questo articolo sia inutile? Bene. Concordiamo con Voi, ma il gusto di vederlo sui motori di ricerca per le parole chiave "Ogni quanto si cambia l'acqua ai pesci rossi" è valso la pena scriverlo.

AGGIUNTA ETICA ALL'ARTICOLO:

"Rinchiuso in una boccia, che brutto destino avrà. Se l'uomo avrà un po fame, il pesce si papperà".

Tenere un pesce rosso in una boccia o in una vaschetta è cosa poco carina e poco delicata. Che fareste al posto suo, rinchiusi a vita in una casa con pareti che ingrandiscono quel che c'è al di là del vetro? TUTTA LA VITA? I pesci rossi servono solo ai bambini per capire che significa libertà. Regalateli ai bambini, ma con l'obbligo morale di liberarli entro 10 giorni. Questo insegnerà ai bambini come imparare a distaccarsi dalle cose che amano e a rinunciarvi per motivi moralmente importanti.


   

  
  


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Dio è una gomma.

  

Nessuno ce ne voglia per l'affermazione che segue. E' una battuta di spirito che niente ha a che vedere con il Dio dei cristiani. E' generica e ovviamente scherzosa e contiene una componente geniale di sillogismo che la rende simpatica.

"Dio cancella i peccati.
I peccati sono errori.
La gomma cancella gli errori.


ergo

Dio è una gomma.
Dio Gomma."

Per riparare dal torto fatto a Dio, ecco di seguito una fantastica storiella riparatrice.

La gomma di Dio, storia di Franco Colizzi.


C'era una volta, in una graziosa cittadina dell'Italia meridionale, le cui bianche e antiche case erano dipinte a calce, una bambina il cui nome era Ivana. Aveva appena compiuto otto anni, era piuttosto alta, con dorati e lunghi capelli, slanciata e gentile nel portamento, quasi sempre sorridente.

Come tutte le altre bambine, coltivava tante idee e tante fantasie. Spesso, cercava di dar corpo alle idee e vita concreta alle fantasie. Questi tentativi,come potete anche voi certamente immaginare, destavano stupore negli adulti e producevano effetti che talora si propagavano oltre le mura domestiche arrivando a contagiare le amiche e le compagne di scuola.

Ma la volta di cui sto per raccontarvi, miei piccoli ascoltatori e lettori, il risultato dell'ennesima, per quanto semplice, fantasia fu una scoperta così mirabolante, ma così mirabolante che sicuramente stenterete a crederci. Se pensate che io sia un racconta balle, beh, fuochino!, eppure in questo caso dovete sapere che alcuni scienziati, dopo anni e anni di laboriose ricerche su antichi libri e dopo essersi spremute le meningi fino a farsi venire il mal di testa, hanno fatto esattamente la stessa scoperta.

Insomma, mi crediate o no, ormai ho deciso di narrarvi comunque questa incredibile storia, questa quasi favola affinchè tutti possiate conoscere - fate bene attenzione - da dove viene la bellezza del mondo. Grazie a questo sapere, che non si insegna a scuola, potrete provare un briciolo di gioia quotidiana in più e perfino, talvolta, profondi sentimenti di gratitudine e di beatitudine.

Come tutti voi, e come me anche se non ho più la vostra meravigliosa età, Ivana era molto curiosa di tutto ciò che la vita ci squaderna dinanzi. In quel periodo della sua intensa ma ancor breve esistenza, perciò, a furia di giocare con le bambole, di lavarle, vestirle,ordinarle e renderle più belle, di farne persino dei modellini colorati quasi fosse una modista, arrivò ad odorare di nascosto i profumi della mamma, a scoprire le differenze tra i diversi saponi e dentifrici, a manipolare e spruzzare dopobarba ed acque di colonia, a tentare mescolanze di shampoo, bagnischiuma, latti per il corpo, balsami, gel e altre diavolerie del genere. Soprattutto la affascinavano le confezioni sempre nuove dei prodotti di bellezza che trovava in casa, che metteva sossopra al supermercato quando accompagnava la mamma a fare la spesa e che agognava senza ritegno dalla parrucchiera (ottenendone invariabilmente dei campioni). Le nacque così la fantasia di realizzare da sé una gamma di prodotti di bellezza da tenere in bella mostra nella propria stanza. Eh sì, sarebbe stato stupendo! Ma come fare? Questa volta era per davvero una pura fantasticheria! Ivana dovette rassegnarsi all'impossibile, ma le restò dentro un grande desiderio insoddisfatto. E forse fu proprio quell'enorme, appassionato desiderio, una mattina, in classe, a spingere un'idea semplice, ma geniale, a far capolino nella sua mente. La superficie del suo banco - era l'ora di disegno - era tutta ricoperta di residui grigi e colorati delle sue gomme per cancellare. Questo tappetino di briciole le parve come la manna dal cielo di cui parlava la Bibbia. Raccogliendolo di volta in volta si sarebbero potuti riempire vasetti, flaconi, boccette, ampolle e bottigliette.

Ivana avviò immediatamente la raccolta dei filuzzi e delle particelle di scarto che via via, in quantità ormai crescenti, andava producendo. Ma i risultati non la soddisfacevano: uffa!, ci voleva troppo tempo perché si colmasse una sola boccetta! Presto, però, con uno spirito da piccola imprenditrice, trovò il modo per ammassare grandi quantità di frammenti di gomme in breve tempo, chiedendo alle compagne di scuola di fare la sua stessa operazione di raccolta e di darle le montagnole in tal modo ricavate. L'idea si rivelò ben presto fruttuosa ma, quando le altre bambine si misero di buzzo buono per realizzare anch'esse i prodotti di bellezza di gomma riciclata, ne venne stravolto il normale funzionamento della scolaresca. Chi fosse entrato in aula in quelle ore si sarebbe trovato di fronte non tanto ad una classe di alunni quanto piuttosto ad una fabbrica in miniatura: oramai si cancellava solo con l'obiettivo di produrre materiale di risulta! Le maestre osservavano con sgomento l'imprevisto affermarsi della catena di montaggio a scuola, fortunatamente ancora con allegria e senza alcuna caratteristica di sfruttamento della manodopera. Tuttavia il loro atteggiamento saggiamente tollerante cambiò bruscamente quando qualcuno - ora nessuno ricorda più esattamente chi - introdusse una deflagrante innovazione teconologica: la grattugia. Era, in effetti, un modo semplice ma efficace di passare dalla produzione, per dir così, puramente passiva dei materiali ad una produzione attiva e praticamente su scala industriale. Anche perché ben presto qualsiasi superficie ruvida e rugosa venne adoperata per la bisogna. Il processo produttivo, per giunta, era stato perfezionato con l'utilizzo dei colori a pastello, anch'essi grattugiati al fine di ottenere miscele ben più odorose e variopinte per i prodotti di bellezza delle operose bambine. La rivoluzione industriale venne dunque, seppur a malincuore, stroncata in classe dalle maestre del modulo. Ma il lavorio proseguì indefessamente fuori della scuola, lentamente assestandosi su livelli meno ossessivi.

Alcuni mesi dopo l'inizio di tutto questo pandemonio, arrivò il periodo della prima confessione di Ivana. La bambina imparò il "Confesso" e l'"Atto di dolore" e si preparò diligentemente e con tutto il cuore a spiattellare al prete i suoi peccati. Nel cercare di immaginare bene quali mai potessero essere le sue mancanze, si interrogò a lungo su come sarebbe avvenuta poi l'annunciata cancellazione dei peccati. Il giorno fatidico, in chiesa il sacerdote illustrò per bene la faccenda e Ivana finalmente la comprese con chiarezza. Dio, spiegò il ministro di culto ai bambini (e ai genitori) convenuti per la prima confessione, fa esattamente come fate voi a scuola quando cancellate gli svarioni sul quaderno. Il Signore, però, possiede una matita grande grande e una gomma molto speciale. Con questa gomma cancella qualsiasi peccato, ogni cosa negativa di cui l'uomo si penta e con la matita scrive e disegna per noi, al posto delle cattiverie e delle brutture, tante cose belle. Ivana non potè fare a meno di pensare che con quella gomma magica i suoi prodotti di bellezza sarebbero stati veramente eccezionali, anzi divini. Ma subito si disse rispettosamente che quella era l'unica gomma che proprio non si poteva grattugiare. "Se no poi Dio come farebbe?" ammise con preoccupazione. Ciò nonostante, la notte stessa della confessione (ormai i suoi peccati erano stati tutti cassati) Ivana sognò a lungo di stare al settimo cielo estasiata a grattugiare la gomma di Dio. Che bello! Non si finiva mai... la gomma era infinita e le particole cadevano giù come stelle filanti. Quanti colori mai visti, quante boccette riempite fino all'orlo ... ormai il pulviscolo della gomma di Dio traboccava dai contenitori e si spargeva per ogni dove, lontano lontano, su tutto il mondo, e tutte le cose diventavano fascinose e splendenti, ovunque non c'era altro che luminosità e bellezza accecante, il verde era brillante, il giallo era raggiante, l'azzurro era lucente, le voci della gente suadenti, i sorrisi soavi, i dolori addolciti, la malvagità e la violenza rivestite di bontà e di tenerezza fraterna.

Il mattino dopo, Ivana si svegliò completamente rilassata, consapevole del sogno e del suo essere parte del mondo. Comprese che non è vero che la gomma di Dio non si può sbriciolare. Anzi, aveva scoperto che la gomma di Dio è l'unica che si può grattare per sempre, all'infinito, senza mai esaurirsi. Ora capiva perché il mondo è così bello, ora sapeva che per ogni atrocità, per ogni nefandezza, per ogni orrore, per ogni dolore che l'uomo mette nel mondo e per la stessa misteriosa nostra morte c'è redenzione. Perché c'è in cielo una bambina senza tempo che continua amorosa a grattugiare la gomma di Dio e a spanderne ovunque la religiosa bellezza di vita.

Oggi Ivana è cresciuta, non è più una bambina e non sa nemmeno se Dio c'è ("e se ci avessero preso in giro?"). Ma da allora ella continua a scorgere in ogni cosa, in ogni pianta, in ogni animale e in ogni persona la bellezza instillata dalle invisibili particole della gomma di Dio che una bambina in cielo, la stessa che è custodita nella sua persona adulta, non smetterà mai di grattugiare per lei.

Miei cari ascoltatori e lettori, ora sapete da dove ha origine la bellezza del mondo. Ora sapete anche che essa non si vende e non si compra ma la si ottiene gratuitamente imparando a riconoscerla ovunque.

Quando, nella vostra vita futura, vi capiterà di incontrare il male, non scoraggiatevi dunque. Ricordate che ognuno di voi ha in cielo un bambino o una bambina che sta grattugiando la gomma di Dio. Presto la bellezza del mondo tornerà a sorridervi.

Franco Colizzi

http://www.cittavivaostuni.it/creativa/gommadidio.htm


   

  
  


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