Categoria: Società

Vanno a dormire anche le cornetterie notturne di Roma ?

  

Uno degli appuntamenti immancabili delle ronde notturne della Capitale è segnato e si ipotizza che rimanerà soltanto un ricordo di chi ha avuto la fortuna di vivere negli anni in cui a fine corsa, dopo qualche birra con gli amici, si poteva non solo fare la scorta da portare a casa per la "robusta colazione della mattina dopo", ma assaporare cornetteria fresca appena sfornata.
A partire dalla metà di marzo 2009 tutti i "laboratori artigianali" (definizione che abbraccia pasticcerie, gelaterie e cornetterie che vendono al dettaglio materiale di produzione propria) dovranno tirare giu le serrande all'una di notte. Lo obbliga un'ordinanza del comune di Roma che "deve disciplinare la concorrenza".
L'assessore al Commercio afferma: "I tempi di chiusura dei laboratori artigianali non erano mai stati regolamentati."
Alcune associazioni proponevano il copriguoco per le ore 22, altre per le ore 24.
"Abbiamo dato la possibilità di chiudere all'una".
E' un orario ragionevole che accontenta esercenti e residenti nelle zone limitrofe, che spesso si trovano a dover dormire tra schiamazzi notturni e viavai delle automobili.
Scontenti i clienti; resteranno aperti gli esercizi pubblici, ossia quei bar che vendono cornetti e bombe a prezzo superiore e che acquistano i prodotti da tali laboratori anziché produrli.
Per i circoli privati ed associazioni culturali, il termine è fissato alle ore 02.00.
Sempre a metà marzo, e in tutta la città, non sarabbo più reperibili alcolici all'interno dei distributori automatici.


   

  
  


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Il bigliettaio dell'autobus ritorna.

  

A cura di Elisa Terzoni.

Per le persone che, come me, hanno superato una "certa" età, venire a conoscenza di certi provvedimenti adottati da amministratori solerti, può causare nostalgia per il tempo che fu, non solo per la notizia in sè ma per l'inevitabile confronto che ne scaturisce con i cosiddetti "tempi moderni".

Ho sentito dal telegiornale che si vuole ripristinare, a bordo degli autobus di linea, la figura del bigliettaio, nonché controllore, per evitare che i furbi viaggino gratuitamente. Questa idea mi fa tornare indietro nel tempo; ricordo che una volta salita sull'autobus ci si rivolgeva al bigliettaio seduto sul suo "trono" sovrastante le teste dei passeggeri, si riceveva il biglietto in cambio degli spiccioli e, dopo aver scambiato qualche parola, ci si sedeva o, in mancanza di posto, si restava in piedi.

Credo che questo personaggio possa risultare molto utile, non solo nella riscossione dei soldi del biglietto, ma potrebbe fungere da deterrente per tutti quei malintenzionati che infilano le mani nelle borse o nelle tasche dei viaggiatori inconsapevoli, per non parlare delle molestie verso le donne.


Il bigliettaio sull'autobus di Roma.

A dimostrazione che non tutto ciò che è vecchio è inutile, spero proprio che questa iniziativa venga promossa e sostenuta, oltretutto si creerebbero nuovi posti di lavoro.

Mammut


   

  
  


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Dov'è finita la carità cristiana?

  

In queste giornate dense di avvenimenti disastrosi e ribellioni verso i governi dittatoriali africani, non credo di essere sola a pensare che viviamo in un brutto mondo. L'aver attraversato i secoli e le guerre non ha insegnato molto all'uomo, semmai ha fatto sì che si radicasse il culto dell'ego. Ciascuno pensi a se stesso, ad arricchirsi quanto più sia possibile, a danno di chiunque, calpestando valori a fatica tramandati dai nostri avi.

Chi non ha assistito, in questi giorni, all'arrivo incessante dei migranti dai paesi africani verso il nostro paese? Ciascuno di noi ha negli occhi la visione di quei più o meno disperati che cercano "un'altra vita", intraprendendo viaggi rischiosi e spesso fatali, gli occhi impauriti, a volte, per gli orrori appena lasciati. Toccando il suolo italiano credono nella salvezza e, malgrado i moltissimi volontari che dedicano tutte le loro forze nelle cure mediche e assistenziali, ai massimi livelli governativi si studiano i mezzi per poterli ricacciare indietro o trasferirli in altri paesi.


Dove è finita la carità cristiana?

E' certamente un fenomeno preoccupante da gestire, la "civilissima" Francia ha risposto NO. I profughi vengono lasciati alla frontiera e a nessuno è permesso attraversare il confine. Ma anche in Italia vi sono regioni che si oppongono all'ospitalità, e che dire dei partiti facenti parte della coalizione di governo? I cosiddetti cattolici non dovrebbero praticare l'accoglienza, non dovrebbero aprire le loro case e dividere il loro cibo con il viandante?

E il Papa che nella liturgia del giovedì santo si inginocchia davanti al mendicante e gli lava i piedi, che cosa significherà mai? A quale scopo inscenare tutto questo teatrino se poi è l'abitante di Lampedusa a doversi fare carico di tutte le conseguenze delle guerre di petrolio, rinunciando alla loro vita e al loro unico mezzo di sostentamento cioè al turismo? Eppure li vedi lì, in prima fila, a portare coperte e vestitini per i neonati, mentre i cattolici osservanti dopo aver (forse) detto una preghierina si sentono sollevati e continuano a seguire Grande Fratello.

Allora mi viene da pensare che c'è qualcosa di profondamente sbagliato nella politica e nella religione. Perché per quanto ne so io i partiti di centro destra che si definiscono cristiani, rifiutano i profughi e i partiti del centrosinistra, dove ci sono quelli che una volta si diceva, mangiassero i bambini, sono per l'accoglienza. Se qualcuno vuole aiutarmi a capire, si accomodi pure.

Grazie in anticipo

Mammut

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CAF INPS e problemi con la legge 104

  

Stavolta sono qui a indignarmi per la lentezza dell'amministrazione pubblica. Voi direte: "che novità!". Lo so, in Italia funziona così, è ormai noto, ma se chiudiamo gli occhi e facciamo finta che tutto va bene, allora va tutto a scatafascio.

Se vado in un ufficio CAF per istruire una pratica che mi consenta di far usufruire mia figlia della legge 104, legge secondo cui un parente prossimo per tre giorni al mese può assentarsi dal lavoro per assistere un familiare con gravi problemi fisici, si presume che dopo un paio di mesi al massimo si possa arrivare ad avere questo servizio.

Magari!

Dopo aver fatto la domanda, non avendo avuto nessuna comunicazione da parte dell'INPS, ho mandato un'amica al CAF presso il quale avevo inoltrato la domanda e questi mi mandarono a dire che avrebbero fatto un sollecito all'istituto di previdenza e comunque era strano che ancora non chiamassero.

Trascorsi altri giorni senza notizie mandai una mail al CAF per sollecitare di nuovo la pratica e mi fu risposto che avrei dovuto provvedere io a fare il sollecito al numero verde INPS, così mi sono armata di pazienza ma a tutt'oggi mi è stato impossibile contattarli.

Ora io dico: se devo andare in ospedale a fare delle visite mediche, come posso fare se non ho nessuno che mi possa accompagnare? Devo prendere un taxi e questo lo potrei fare, ma poi, all'interno dell'ospedale chi mi aiuta a raggiungere i vari piani e le stanze, dal momento che devo camminare con le stampelle?

Ma perchè fanno leggi che poi non rispettano? Sono cinque mesi che è stata presentata la domanda, ma dove stanno tutti gli impiegati INPS? Secondo un servizio che ho visto in TV potrebbero essere nel supermercato all'interno del complesso INPS dell'Anagnina, dove il mercoledì c'è la porchetta calda che arriva da Ariccia.

Io non vorrei disturbare mentre sono intenti a far la spesa ma qualche volta potrebbero svolgere le pratiche così vitali per le persone che oltre alla sofferenza devono subire questi incomprensibili colpevoli ritardi.

Mammut


   

  
  


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Il Vino e le Viole: nuovo sito su scrittura e comunicazione. Dall'uso del "piuttosto che", a come si scrive un Curriculum Vitae.

  

Il sito, seppur relativamente giovane, ha già un pagerank di 3 punti su 10. Un risultato ottimale per un sito ancora acerbo ed in via di sviluppo.

Forse tra gli algoritmi segretissimi di Google c’è anche quello della creatività e dell’entusiasmo che vede le sue giovani creatrici ed ideatrici sempre attive con nuovi post e contenuti di spessore e divertenti.

Il sito ha una chiave di interpretazione: la parola. Le categorie sono “Parole creative”, “Parole a lavoro”, “Parole&Psiche”, “Dillo con parole tue” e il blog vero e proprio, che si chiama “In altre parole”, in cui le due riflettono sull’evolversi del blog e dove postano temi marginali. Attraverso il filo conduttore delle parole le due autrici, Helios e Petra - nomi d’arte ispirati alle viole – riescono a parlare in maniera trasversale di lingua, usi scorretti, varietà dialettiche, comunicazione, pubblicità e linguaggi. Ne il Vino e le Viole non mancano né spazi “creativi” dedicati alla poesia, all’analisi dei sogni, a monologhi interiori, né spazi dedicati a tematiche più empiriche: la differenza tra viaggio e vacanza, il mestiere di scrivere, l’analisi del curriculum vitae e dell’uso scorretto del piuttosto che con valore disgiuntivo.
I consigli su come si scrive un Curriculum Vitae proposti da Petra vengono resi chiaramente ed in maniera frizzante e divertente. I 10 consigli utili per scrivere un Curriculum Vitae offrono, da un lato, il supporto a chi vuole apprendere a scrivere un Cv, dall’altro, una lettura gradevole per chiunque.

Il vino e le viole

Esilarante anche la guerra che le due fanno all’uso improprio del piuttosto che. Un’analisi linguistica ed una profonda riflessione sulla normale evoluzione linguistica sono utilizzate come supporto per rispondere e contrastare l’uso invalso nelle classi agiate e medio alte del settentrione: l’uso del piuttosto che con valore disgiuntivo, appunto. Le due con ironia riportano esempi e discutono con i lettori sulle motivazioni che le spingono a contrastarlo. Non escludo che, se mai l’uso del piuttosto che improprio sarà sconfitto definitivamente, non sia anche merito delle due peperine autrici e amiche.

Il sito non è mai noioso, ripetitivo o lento, ma sempre pieno di energia e positività. Lascia uno sguardo aperto alle nuove idee, alle nuove proposte e alle riflessioni che continuamente le due autrici lanciano ai lettori e a loro stesse. Come citato nella Homepage la ricetta è sempre “leggerezza, ironia ed appena un pizzico di serietà! ”, l’unica formula per “ condividere anni di pensieri e riflessioni sul tema della scrittura, sul testo (scritto o parlato) e sul modo in cui comunichiamo con noi stessi e con gli altri”.
Interessantissima anche la (non)spiegazione che danno del nome. Perché il Vino e le Viole? Perché è un’etichetta, un nome che suonava bene.

Ai lettori più acuti però si lascia intuire quel sottile parallelismo con il famoso slogan femminista degli anni 70: “vogliamo il pane e anche le rose!”.


   

  
  


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Negata comunione a disabile

  

Cristo non è uguale per tutti, o meglio, il corpo di Cristo, l'ostia che lo rappresenta e che viene elargita con il nome di eucarestia. Per chi ha ancora la voglia di frequentare la chiesa e di ottemperare alle funzioni che questa espleta, mettendo da parte gli scandali sessuali di cui spesso siamo messi a conoscenza, e gli intrallazzi economici alla stregua di ogni altro gruppuscolo criminale, chi resiste a tutto ciò e vuole continuare a fare la comunione, bisogna che faccia attenzione.

Si, perché non tutti possono pretendere di accedere a questo sacramento, infatti sono esclusi i divorziati ma anche i disabili. E' di oggi la notizia di un bambino con ritardo mentale che si è visto negare l'ostia perché secondo il sacerdote non sapeva distinguerla dal pane. E se anche fosse?

Parliamo del Battesimo, perché quel sacramento deve essere somministrato, come i vaccini, nei primi giorni di vita del neonato? Forse perché crescendo, quel bambino, non si assoggetterebbe tanto facilmente alla "scelta" di diventare cristiano? In questo caso non serve la consapevolezza, ma l'imposizione. Questa è la chiesa cattolica, libera e indipendente, che viene in aiuto ai poveri ed ai diseredati.

Ma come si permettono!?

Mammut


   

  
  


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Corsi Barman Flair a Roma

  

Benvenuti nel mondo del Flair. Guardate questo video sviluppato direttamente da alcuni esperti Flair e ditemi se non è un vero spettacolo:

Quest'arte si chiama Flair, e più precisamente "Flair art", proprio come il nome del portale che eroga corsi da barman a Roma e provincia.

Le evoluzioni sviluppate sono tra le più complesse al mondo, e la grande esperienza dei maestri dell'accademia di bartender Flairart forma ogni anno centinaia di barman che puntualmente vengono "rapiti" dai migliori locali italiani per mettere in pratica quello che hanno imparato nei corsi.

I servizi offerti sono molti, dal corso caffetteria al corso barman, con i quali è possibile specializzarsi in modo abbastanza rapido ed economico, avendo la certezza di affidarsi a dei veri maestri della formazione.

Quando un drink diventa un'opera d'arte

Va sempre più affermandosi, soprattutto nelle grandi città, il concetto che un drink ben fatto passa attraverso anche la sua presentazione. Per questo motivo, anche nella caffetteria la presentazione della tazzina è fondamentale. Proporre al Cliente un'innovazione forte, anche su un prodotto standard come il caffè ed il cappuccino fa pendere notevolmente l'ago della bilancia verso il proprio bar, incrementando la soddisfazione dei Clienti, che si sentono "coccolati" in un gesto freddo come quello della consegna della tazzina di caffè sul bancone, che nella maggior parte dei bar avviene in modo freddo.




L'innovazione portata dalla Flair Art e dai suoi specialisti passa necessariamente attraverso la riscrittura del rapporto estetico tra il bar e il suo Cliente, con stile italiano e ricercatezza.

Approfondimento: Flair Photo Gallery



Flair Art, il barman acrobatico.


   

  
  


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Stop all'uso del corpo femminile nella pubblicità

  

Il presidente della Camera Laura Boldrini vuole mettere un freno alla pubblicità che usa il corpo delle donne per qualsiasi prodotto.

Da molti anni, ormai, per pubblicizzare un dentifricio, un'autovettura, una vernice o un semplice aperitivo, sembra indispensabile che lo spot comprenda una o più parti, del corpo femminile.

Purtroppo anche in questo siamo diversi dagli altri paesi europei, in peggio naturalmente, non aiuta neanche il fatto di essere un paese cattolico, con annesso Vaticano e clero, che in tante altre occasioni si batte per non permetterci di progredire al pari degli altri paesi.

Nelle nostre città i nostri occhi sono costantemente colpiti da immagini di corpi femminili, corpi perfettamente modellati tanto da far fare paragoni a chiunque voglia mettere in discussione la bellezza della propria compagna.

Ma la cosa più preoccupante di questo continuo bombardamento pubblicitario è che, ad un certo punto, la donna diventa un oggetto al pari del prodotto consigliato e, per certi tipi di uomini, la confusione è tale da produrre lo scempio che ogni giorno siamo costretti a vedere sui giornali e sulle televisioni.

Una volta, ormai tanto tempo fa, il corpo della donna era considerato sacro, sia per il fatto di diventare madre, sia perché fosse "visto" come l'angelo del focolare, ma tutto ciò fa ormai parte dei vecchi ricordi.

Credo che ci vogliano leggi più severe, ma anche più consapevolezza da parte delle donne, di non essere viste come oggetti, ma come esseri pensanti, come, e, a volte, più degli uomini.

Mammut


   

  
  


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Facebook lento, bloccato non funziona.

  

Che succede oggi a Facebook? Sembra lento e bloccato. Come mai? Uno strano fenomeno che dura da giorni (oggi 27 febbraio 2012), e che rende praticamente inusabile il sito web del social network più usato in Italia (e nel mondo).

Facebook non funziona ed è molto lento. Perché?

La versione ufficiale è che ci sono problemi con la nuova funzione diario che è stata da poco attivata anche per le pagine facebook, ma che a quanto pare genera problemi di lentezza.

L'Italia sembra non essere più raggiungibile da Facebook, quando da qualche giorno ha smesso di funzionare e risulta tutto molto lento da oltre 6 giorni, con plugin che non vengono caricati sui siti web (dal "mi piace" ai plugin con gli amici delle pagine). Le pagine non vengono caricate in modo completo e già su Twitter esplodono i brevi messaggi con hashtag #panic #facebook #facebookdown #fbdown e altri del genere. Al momento non sembra ufficializzata alcuna spiegazione dal team di Facebook Italia, ma tutto lascia pensare che l'update inerente il diario per le pagine abbia sconquassato l'intero sistema.

La realtà è che il sito è rallentato anche dal fatto che le funzioni AJAX sono troppo complesse per essere eseguite in modo snello dai browser internet. Si vocifera che a breve il diario sarà semplificato e si tornerà alla versione precedente. Staremo a vedere...


   

  
  


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Le Iene sui farmaci usati nelle terapie anti cancro. Farmaci per pazienti chemioterapici inefficaci o tossici

  

Per chi non avesse visto la puntata dell'8 marzo di LE IENE consiglio di guardare il video relativo al trasporto dei farmaci usati nelle terapie antitumorali.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/289208/agresti-farmaci-salvavita-inefficaci.html#tc-s1-c1-o1-p2

Un autista denuncia l'uso di furgoni inadatti al trasporto di questi medicinali che necessitano temperature tra i 2 e gli 8 gradi e, nella certezza di perdere il posto, non esita a dimostrare l'attendibilità delle sue asserzioni.

Non si dovrebbe augurare a nessuno di vivere esperienze come quelle che sono costretti a provare i malati di cancro, ma a sentire le risposte del personaggio accusato di questo "crimine" viene voglia di fargli provare un po' di quel terrore e un po' di quella disperazione che provano gli ammalati, che tanto dolorosamente e faticosamente si sottopongono alle terapie, nella speranza che queste cure facciano effetto.

La speranza è anche lì, in quelle scatolette così preziose, considerando che una di queste può costare anche 1.700 euro, ma l'effetto può venire vanificato o, addirittura diventare tossico per il già provato organismo che sta lottando contro la malattia. Tutto questo per non voler adeguare i propri automezzi adibiti al trasporto dotandoli di frigoriferi funzionanti.

Quello che indigna è l'atteggiamento spavaldo del soggetto intervistato, che minimizzando il tutto, dimostra di essere completamente privo di scrupoli. Spero che questa vicenda non venga dimenticata, oltre allo spreco di denaro pubblico, ne va della vita di pazienti già sfortunati per essere tali.

Mammut


   

  
  


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