LHC, Large Hadron Collider riparte a novembre a Ginevra.
Al via i test con risultati positivi per la riparazione del Large Hadron Collider di Ginevra, che è pronto, dopo un anno di stop imprevisto a riprendere le attività. A Novembre si potranno scontrare i protoni ed inizierà l'iniezione dei fasci di protoni nei condotti del Large Hadron Collider di Ginevra (LHC).
Benché non ci sia una data precisa dell'inizio delle attività, Roberto Petronzio, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) esprime un bilancio dei lavori in corso che porteranno alla risoluzione del problema che ha fermato inaspettatamente per oltre un anno il più potente acceleratore di particelle mai costruito, dal costo di 6 miliardi di euro.
Il guasto si era manifestato nel primo tentativo di accensione nel settembre 2008; una saldatura mal eseguita ha generato un arco elettrico che ha letteralmente bucato la guaina di contenimento del liquido di raffreddamento, l'elio superfluido che diventando gassoso ha prodotto un'esplosione all'interno della galleria, danneggiando i magneti superconduttori, che sono stati sostituiti e ricontrollati in 56 esemplari.
I ricercatori dicono ora di essere pronti a dare l'avvio ai test che punteranno a scoprire la "particella di Dio", nota come il Bosone di Higgs, che spiega la massa della materia nei protoni elettroni e neutroni.
Il ritardo ha pesato molto nella vera e propria corsa a cui partecipa l' LHC per conquistare prima di tutti la scoperta della "particella di Dio", in concorrenza con il laboratorio Fermilab di Chicago e il Cern di Ginevra.
"Noi abbiamo borsisti di studio che hanno lavorato molto tempo a Chicago, e che poi sono andati a lavorare al Cern di Ginevra, e questo aiuterà lo staff del Large Hadron Collider a raggiungere l'obbiettivo", conclude il presidente dell'Infn.
Ma ancora una volta Einstein da lontano reverbera nell'aere, con la sua frase che ricorda che due cose sono sicuramente infinite: l'universo e la stupidità umana... non essendo così certo della prima, ma definitivamente sicuro della seconda.
Dove voglio arrivare? Alle polemiche taciute dall'informazione, sorte dalle affermazioni di molti studiosi in materia, che affermano che si sta facendo il passo più lungo della gamba e che l'impiego di macchinari così complessi, considerando l'incertezza dei risultati che si potranno produrre con scontri tra particelle così violenti (e mai testati o osservati in natura fino ad oggi) potranno generare effetti distruttivi e che non possiamo neanche immaginare o prevedere minimamente, data la complessità dell'operazione, dimostrata da un'esplosione che di fatto DICHIARA l'umanità non pronta a mettere in gioco il pianeta terra per una speculazione filosofica sulle particelle.
Siamo certi che se chiedessero un referendum mondiale a cittadini ben informati, mettendo le popolazioni a conoscienza del fatto che c'è una minima possibilità che l'esperimento generi un buco nero che inghiottirà la terra intera nell'arco di poco tempo, la risposta sarebbe sicuramente no. anche se si trattasse dello 0,5 % di probabilità.
Purtroppo questo è quello che è stato detto, ossia che le possibilità che un evento simile accada sono decisamente basse.
Il titanic, la nave più grande e costosa di sempre, è affondata non per mancanza di sfoggio di tecnologia (ben presente nella vicenda LHC) ma per la stupidità umana nel non considerare una banale rotta e la possibilità remota dell'incontro con un iceberg.
Qui dicono che la possibilità che si generi un buco nero è "TROPPO REMOTA PER ESSERE PRESA IN CONSIDERAZIONE", e noi ci beviamo le loro idiozie.
A seguito delle proteste e delle denunce avanzate da molti ricercatori al tribunale dei diritti umani non è stato risposto con la certezza matematica dell'impossibilità che tale evento possa verificarsi.
A chi giova tutto questo? Agli investitori dei 6 miliardi di euro, pronti a brevettare nuove tecnologie e ad accaparrarsi il brevetto del millennio?
Alle masse, preoccupate già a sufficienza dai problemi quotidiani per sobbarcarsi anche un tale peso psicologico, non di certo.
L'intervista di Report
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90020,00.html
che svela quanto a benefici zero corrisponda una possibilità di distruggere il pianeta.

10.08.09 20:42:49, 