Detersivi alla spina

  

http://www.detersiviallaspina.it/

Il grave problema dei rifiuti può essere affrontato attraverso azioni quotidiane concrete che ne riducano la quantità alla fonte.

Gli imballaggi sono una componente fondamentale della quantità totale di rifiuti che produciamo; per questo la proposta dei detersivi alla spina punta a ridurre i contenitori necessari, semplicemente permettendone il riutilizzo. Evitare la produzione di un gran numero di flaconi in plastica richiede un minimo impegno per un grande risultato:

risparmiare l’energia necessaria alla loro produzione ed al trasporto;

riducendo i rifiuti, evitare i costi (energetici, ambientali, sociali) della raccolta e dello smaltimento (o del riciclaggio);

ridurre infine le emissioni di anidride carbonica.


   

  
  


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Detersivo ecologico.

  

Incredibile ma vero.

Per anni i fiumi e i mari sono stati appestati dai detersivi per lavare i piatti. Detersivi che nella migliore delle ipotesi ce li siamo rimangiati sotto forma di spigola, tonno o calamaro.

Questa presentata nel video è un'interessantissima proposta per realizzare del detersivo in casa, con un semplice frullatore e qualche piccolo ingrediente domestico di comune utilizzo. Provatelo per capire se soddisfi o meno il vostro gradimento in fatto di pulizia. L'abbiamo testato e sembra funzionante. E' una bella sensazione quella di andare a dormire sapendo di aver fatto ancora una volta del bene al pianeta che ci ospita.

Fate girare quanto più possibile questo video e condividetelo con i vostri amici. Quotidianamente condividiamo sciocchezze e simpatie, dimenticando la profonda radice che ci lega con l'ecosistema in cui viviamo. Nel nostro piccolo, ognuno di noi ha modo di cambiare il mondo. Forza e coraggio!



   

  
  


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Il triste caso di Holliver Hutton

  

Il giorno di S.valentino sono andato a vedere il film con Bradd Pitt e La tipa del signore degli anelli. Avevo visto il trailer, ma senza aver ben capito quale fosse la reale emozione che tale film avrebbe trasmesso. Il risultato è stato il seguente:

L'idea di per se è carina, anche se rubata dal libro delle favole di Ligabue, in cui per la prima volta si descriveva l'ipotesi di una razza umana che nasce vecchia per morire allo stato di infante.
Quello che contesto alla produzione del film in questione, che ricordiamo è candidato a svariati oscar, è la tristezza che permea ogni scena del film. Vi siedete sulla poltrona del cinema, e dopo i primi dieci minuti di film in cui una vecchia moribonda sta in ospedale in attesa della morte, con la pioggia alla finestra e la figlia al suo capezzale, rimpiangete le pubblicità girate con videocamera personale del negozio di rubinetterie che precedeva l'inizio dell'angoscia.

Si prosegue con una storia assurda e ridicola di un vecchio orologio che gira al contrario, il che sarebbe anche interessante, se non fosse che tale guazzabuglio tramutato in storiellina romanzata dovrebbe convincere gli spettatori che cio a cui stanno per assistere può in realtà avere una motivazione realistica: un neonato vecchio.

Il resto è la solita smelanzanata cinematografica degna dei peggiori incapaci; dolore e sofferenza in ogni angolo della storia. Gente che muore continuamente, la vecchia che ricompare ogni cinque minuti rantolante, che ti ricorda che oltre all'angoscia della scena principale c'è lei, che non si capisce se muore o non muore.

Tutto poi prende la solita piega della storia dell'amore stupendo ma impossibile e quindi aumenta il fagotto di angoscia che vi portate già sulle spalle/palle a causa di un bambino che nasce con la faccia da vecchio, dell'ambientazione stessa del film, che è un ospizio di vecchi bavosi e sifilidici, dei morti di vecchiaia (uno ogni 5 minuti circa) della musica che è peggio di un trapano nell'orecchio.

A metà del film vi toccherà rivedere per la centesima volta (se siete abituè di Beautifull o Sentieri per la milionesima volta) la classica frase: "è lui tuo padre".
Banale e ridicolo, soprattutto perchè si sapeva dall'inizio del film.

Errori vari sulla logica del film, classici di un regista che sa già che la capacità cerebrale della media degli spettatori non li porterà ad individuarli; per capirci, lui nasce nel 1917 e all'età di 40 anni (1957) ci sono i beatles che suonano su una televisione in camera da letto.

La conclusione è banale, lei e lui si pensano sempre e lui muore da neonato, senza che nessuno in tutto il mondo che li circonda abbia mai esclamato o si sia insospettito, quando una tale diavoleria avrebbe richiamato curiosi e scenziati da tutto il globo.

Ovviamente la vecchia alla fine ce la fa a levarsi dalle scatole, dopo aver rantolato e scatarrato per mezz'ora e a rendere ancora tutto più ridicolo, nel caso qualche spettatore amante dei film di azione con Bruce Willis si fosse un pochino annoiato, niente paura : arriva l'uragano catrina che si abbatte sull'ospedale proprio mentre la vecchia muore.

Ah dimenticavo... Questa storiella ridicola dura circa tre ore, quindi se fate come me l'errore di andarci di pomeriggio, per poi andarvi a godere una cena fuori, disdite pure la prenotazione e assicuratevi di avere dei surgelati a casa.


   

  
  


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Fermarsi al semaforo.

  

Rettilineo.
Siamo a 400 metri o forse più dal semaforo.
E' giallo.
Fermatevi a riflettere un attimo su quante volte vi siete trovati in questa situazione.
Il 90 % dei conducenti non levano il piede dall'acceleratore, ma proseguono sparati perchè ancora mancano svariati metri.
Io invece non solo levo il piede dall'acceleratore, ma metto anche a folle.
Risultato:
- risparmio benzina
- risparmio pasticche dei freni perchè arrivo al semaforo a due all'ora.
- spesso arrivo al semaforo che il colore torna verde e se non c'è nessuna macchina davanti a me procedo senza dovermi fermare e ripartire. In questo caso non ho toccato i freni e ho risparmiato una marea di soldi in benzina, perchè partire da fermi è l'operazione che richiede più benzina all'auto.


   

  
  


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Ristorante Da Mi Socera a Vitinia, Roma

  

ATTENZIONE, IL RISTORANTE DA MI SOCERA HA CAMBIATO NOME E SI CHIAMA QUALCOSA TIPO "LA PORTA DEL SOLE". Cambiata anche la gestione. Non male!

Un ottimo luogo in cui trascorrere una serata tra amici è il ristorante pizzeria "Da mi socera" a Vitinia, a due passi da Roma. La pizza è strepitosa, classica pizza fina alla romana, di qualità sia dal punto di vista delle dimensioni, che degli ingredienti usati che anche nel prezzo. In tre persone abbiamo speso 50 euro mangiando come segue:

1 pizza margherita
1 pizza napoli
1 pizza margherita con sopra bufala a freddo e salsicce
1 pizza 50% margherita 50% farcita
6 supplì
3 birre medie
1 bottiglia di acqua naturale
1 panna e fragole
2 amaro lucano

Indipendentemente dai 50 euro spesi, prezzo veramente modico, c'è da dire che "Da mi Socera" si presenta come un luogo molto carino esteticamente e dal servizio impeccabile.

Ottima pizza, posto in cui torneremo di sicuro.

Recapiti

Via sarsina, 140 a/b
Vitinia - Roma
Tel. 06 52372730

AGGIORNAMENTO:
Il ristorante ha cambiato nome e gestione, ma non li pizzettaro, che fa sempre pizza di alta qualità.


   

  
  


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