Festa a Perticano per l'inaugurazione della nuova chiesa della Madonnella.

  

Giorno 01.11.2009.

Chiesetta di perticano all'inaugurazione del suo restauro del 2009.

Il luogo dell'evento è stavolta Perticano, paesino di circa 20 abitanti in inverno e che tocca punte di 250 teste l'estate, adagiato in una piccola valle solcata dal torrente Rio Freddo, che divide il paese in due metà, delineando anche il confine tra la regione Umbria e la regione Marche, area di elevato interesse paesaggistico, grazie alla presenza delle Grotte di Monte cucco, dell'Eremo di San Girolamo e della Valle delle Prigioni.

Proprio questa combinazione ha richiesto, per la celebrazione del rifacimento della facciata della chiesa di Perticano, la presenza dei due sindaci dei comuni di Scheggia(PG) e di Sassoferrato(AN).

Presenti anche la banda di Scheggia e l'arma dei carabinieri, che per l'occasione ha deposto la corona ai caduti sull'altare della piccola chiesa.
Dalle ore 12.00 in poi si è tenuta prima la suonata dell'orchestra locale, composta da una decina di individui tra cui anche 3 piccoli suonatori, poi il discorso del sindaco, e successivamente la benedizione del Prete, seguita dall'intervento del Dott Bartolini, che ha sottolineato che la ricostruzione della facciata e dell'interno della chiesa è stata possibile solo grazie alla volontà dei paesani, che con colletta hanno provveduto ad ingaggiare il compaesano Nello, che si è quindi messo all'opera per restituire al paese una chiesetta in ordine e ripulita nella facciata, negli interni e nel piccolo ma grazioso campanile. L'intervento di Bartolini si è concluso con il monito ai due sindaci di risolvere questo problema di incapacità organizzativa dei due comuni che giocano a scarica barile da troppo tempo su questioni ritenute importanti per il bene della comunità.

La chicca storica ci viene da Emiliano Terzoni "Miliano", uno degli abitanti più longevi e dalla ferrea memoria del limitrofo paese di San Felice, sempre nel comune di Sassoferrato.
Il vegliardo ha fatto la guerra ed è uno dei pochi che ricorda tutti gli avvenimenti dei giorni duri che hanno coinvolto personaggi, strutture e aree geografiche della zona (campi, fiumi, monti, valli e colline).

Racconta che la chiesetta di Perticano, durante la seconda guerra mondiale fu rifugio/nascondiglio per di una ventina di paesani fuggiti tempo addietro su al pian del Cerreto (località sopra la Badia, a nemmeno due chilometri da Perticano), per scappare ai fascisti/nazisti, e tornati in paese per cercare riparo dalle forti piogge e dal freddo che rendeva impossibile la permanenza sulle colline.

Nascosti e compressi nel monolocale, in attesa della fine della guerra (le dimensioni dell'unica sala della chiesa non superano i 20 metri quadri), furono stanati dai soldati grazie al contributo di una spia, a tutt'oggi ignota. Fatti immediatamente prigionieri furono messi in fila per la fucilazione di rito, proprio davanti alla chiesa. Alla domanda di uno dei soldati fascisti rivolta al proprio caporale, in merito a da dove iniziare a fucilare, se da destra o da sinistra, alla risposta "da destra" Imolo, l'ultimo della fila e primo a dover lasciare la pelle si gettò a terra per la disperazione, con tanta di quella foga da rimanere stordito dall'impatto (o forse, racconta Miliano, è caduto proprio perchè svenuto dalla paura).

Intervenne a quel punto Don Checco, che si mise a gridare al morto al morto e così facendo, ai fascisti Don checco "gli ha levato l'idea". A quel punto alcuni furono caricati e portati ai campi di concentramento, altri lasciati liberi.

Non sappiamo realmente come andò la storia, anche perchè il racconto degli avvenimenti è giunto a Miliano sotto forma di racconto, ma ci piace pensare che la piccola chiesa oggi restaurata e che porta sulla sua facciata i nomi dei caduti alla resistenza, insieme al suo custode, siano serviti a qualcosa di più che alle messe domenicali.


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