Ricetta fluidi non newtoniani

Un fluido non newtoniano è un fluido (non un liquido, badate bene) in cui gli sforzi sono direttamente proporzionali alla velocità di deformazione applicatagli.

Si tratta più propriamente di fluidi dove la viscosità è costante indipendentemente dalla velocità con cui viene misurata. Per tradurla in un linguaggio ancora più semplice da comprendere: si tratta di fluidi che continuano a scorrere indipendentemente dalla forza che agisce su di essi.

Per meglio capire è sufficiente l’esempio dell’acqua: se la versate in un contenitore, e la girate rapidamente con un cucchiaio, l’acqua non varierà la sua resistenza con l’aumentare della velocità con cui la girate. Un fluido, invece, si definisce non newtoniano quando la sua viscosità varia col variare dello sforzo ad esso applicato. Per conoscere meglio questo tipo di fluidi, vi rimandiamo alla pagina cosa sono i fluidi non newtoniani, video e dimostrazioni.

Fluidi non newtoniani.

come realizzare i fluidi non newtoniani, la ricetta e gli ingredienti

Eccovi una rapida guida in italiano per realizzare, in cucina, un fluido non newtoniano, per divertirsi con i propri figli e/o fidanzati!

Ricetta per fluidi non newtoniani, un gioco da ragazzi

  • Una scatola di Maizena (amido di mais) da 250 grammi, anche la fecola di patate andrà benissimo se non trovate l’amido di mais. Prezzo: 0.90€
  • Una bacinella capiente
  • Due bicchieri di acqua tiepida
  • Un cucchiaio

Versate 1/3 dell’amido di mais (o della fecola di patate se non avete trovato la Maizena) nel contenitore, fino ad ottenere una piccola montagna. Aggiungete pian piano l’acqua tiepida e mescolate lentamente, perché gli amidi normalmente sono composti che assorbiranno velocemente l’acqua.

Non appena otterrete una morbida pastella è il momento di aggiungere un altro 1/3 di amido e potete a questo punto proseguire fino a svuotare tutta la scatola di Maizena.

Giunti a questo punto dovrete provare e collaudare il risultato ottenuto, in molto semplice. Provate a dare un pugno forte alla melma: se il liquido schizza e si disperde avete messo troppa acqua, se invece resta nella bacinella senza neanche macchiarvi le mani, allora avete dosato bene gli ingredienti.
Attenzione, perché, trattandosi di una sospensione di particelle di Maizena nell’acqua, dopo qualche tempo il fluido perderà le sue proprietà non newtoniane e l’amido si depositerà sul fondo e l’acqua resterà nella parte alta del contenitore. Sarà tuttavia sufficiente rimescolare il tutto per riprodurre nuovamente la melma non newtoniana con le proprietà non lineari di cui godeva in precedenza.

Come scrivere una lettera formale corretta

A volte si rende necessario saper scrivere in modo corretto una lettera da inviare a destinatari particolari, a cui si vuole dare impressione di massima professionalità.

Come scrivere una lettera formale impeccabile?

Prima di passare alla stesura è fondamentale comprendere gli standard linguistici formali, ma soprattutto, capire quando va impiegata la corrispondenza formale:

  • Lettere destinate al mondo lavorativo, al mondo commerciale (rapporto fornitori – clienti)
  • Lettere indirizzate ad enti statali
  • Lettere destinate a fornitori domestici (Acea, Enel, Gestori telefonici)
  • Tutte le comunicazioni in cui non si conosca di persona il destinatario

Di quali parte è composta una lettera formale?

Prima di tutto è importante capire che c’è struttura tecnica e formale ma che osservarla può non essere sufficiente, se il contenuto non viene sviluppato in modo corretto e chiaro, quindi occhio alla qualità dei contenuti che vi accingete a scrivere (corpo del testo), e in particolare, attenzione agli errori ortografici!

Ciascuna zona della lettera deve essere utilizzata per lo scopo in cui è stata penata, dall’intestazione alla zona di firma.

Vediamo quali sono le aree e il loro perimetro all’interno di una lettera.

Lettera formale e spazi di delimitazione.

Va detto che queste zone devono essere ben spaziate e separate per dare subito leggibilità massima al primo colpo d’occhio permettendo al destinatario di trovare subito ciò che cerca (come nella scrittura dei curriculum Vitae).

Vediamo insieme di quali aree è composta una lettera formale:

Mittente

Il mittente è costituito dal nome di chi sta inviando la lettera. In alcuni casi può essere rappresentato dal nome dell’azienda rappresentata, in altri casi il nome della persona per conto dell’azienda (esempio: “Mario Rossi per conto di Enel S.p.A.”). In alcuni casi vi trova spazio anche il logo dell’azienda mittente. Non sempre invece vi sono riportati i contatti dell’azienda, che spesso vengono aggiunti in fondo a tutta la lettera, su carta intestata preformata, che contiene una riga di dati sociali e contatti societari in fondo a tutto. La buona norma, qualora non si trattasse di troppi dati, vorrebbe che Nome e Cognome, Azienda, E-mail, Numero di telefono, fossero inseriti in questa zona in alto a sinistra della lettera formale.

Luogo e data

Il luogo è quello di scrittura della lettera, così come la data di scrittura. Attenzione perché non si tratta mai né di luogo da cui parte la missiva (spedizione), né della data di spedizione. Queste due informazioni sono invece la data di scrittura e il luogo in cui viene scritta la lettera. La locazione corretta, come mostrato dalla foto, è in alto a destra, anche se è a volte inserita anche in alto a sinistra, a seguito del nome. Le due informazioni vengono sempre poste nella stessa riga. Il formato della data può essere sia quello standard in informatica gg/mm/aaaa (esempio “11/09/2008”) oppure nel formato 11 settembre 2008 (per assicurare la certa comprensione di quale sia il mese e quale il giorno. Nel formato americano infatti scrivere 11/09/2008 significa dire nove novembre 2008, quindi nelle lettere formali in lingua inglese, conviene sempre specificare il formato del mese in testo esteso.

Destinatario

Il destinatario rappresenta ovviamente il nome o nome e azienda a cui è destinata la lettera formale. Questi dati possono essere scritti in alto a destra, immediatamente a seguire la riga della data e luogo di scrittura. In alcuni casi, si può anteporre al nome del destinatario l’acronimo CA (cortese attenzione), anche se per meglio assicurarci che venga compreso tale termine, qualora vi sia spazio a sufficienza, si può scrivere in maniera estesa “Alla cortese attenzione di”, seguito dal nome del destinatario.

Riferimenti

Alcuni template di lettere formali che si trovano in rete, inserisco questa voce come zona separata, indicando di utilizzarla per agganciare il testo della lettera formale a eventuali precedenti comunicazioni. E’ quindi un riferimento a precedenti lettere o argomenti, a cui la presente lettera da seguito. La cosa migliore non è citare i riferimenti in una zona apposita, ma introdurli nel testo della lettera, per semplificare il layout della missiva e per fare in modo che eventuali più riferimenti, e commenti agli stessi, trovino il giusto spazio nel testo della lettera. Per meglio intenderci, la lettera contenente i riferimenti potrebbe essere ad esempio la seguente:
“Gentile Dott. Bianchi,
in riferimento alla Vostra precedente del 12/08/2008, in cui mi informava della presenza di possibili problemi ecc…”

Oggetto

L’oggetto, come nelle e-mail, ha lo scopo di riassumere il contenuto della lettera formale. Va inserito in alto a sinistra, prima del corpo della lettera formale. Qualora si stesse scrivendo la lettera al computer, conviene utilizzare il font grassetto per dare risalto a questa parte della lettera, che rappresenta una zona estremamente importante della comunicazione L’oggetto è quello che una volta letto ci fa proseguire o meno nel leggere il resto. Probabilmente non perdereste tempo a leggere una lettera ricevuta nella vostra cassetta postale che abbia per oggetto “Vuoi i capelli viola? Compra lo Spray PinkHair!”.

Formula di apertura

La formula di apertura è l’inizio della missiva e va scritta subito sotto all’oggetto e allineata a sinistra. La tradizionale formula più impiegata è rappresentata da “Gentile”, seguito dal nome del destinatario, che nella maggior parte dei casi viene scritto con il titolo e il cognome (“Dott. Bianchi”). Qualora si fosse inserito precedentemente nell’area del destinatario il testo “Alla cortese attenzione di”, si può evitare di ripetere la formula di apertura, in quanto il nome e cognome della persona con cui si vuole dialogare è stata già specificata in precedenza.

Corpo della lettera formale

Siamo giunti al contenuto vero e proprio della lettera formale, che se scritta con il computer deve essere sviluppata con allineamento giustificato e con tutte le buone norme della scrittura di un testo, quindi introduzioni, paragrafi, spaziature interlinea tra paragrafi e conclusioni (ovviamente il contenuto può essere di qualsiasi genere e non necessariamente deve seguire uno standard predefinito).

Formula di chiusura

In questa parte di lettera formale si possono scrivere ringraziamenti e i saluti di fine lettera. L’espressione usata, che può essere scelta dalla lista seguente, deve essere seguita dal punto.

Esempi per la chiusura della lettera formale.

  • Cordiali saluti.
  • Cordialità.
  • Distinti saluti.
  • In attesa di un Suo (cortese, gentile, puntuale) riscontro, Le invio i miei più cordiali saluti.
  • Nel ringraziarLa per la cortese attenzione Le invio i miei più cordiali saluti.

Firma

Da apporre nella zona in basso a destra ben distanziata dal corpo del testo. In questa area è possibile aggiungere dati di contatto come numero di telefono, e-mail di chi invia la lettera formale e indirizzo. Tali informazioni aggiuntive rispetto alla firma semplice sono chiamate “antefirma”.

Allegati

Qualora la lettera avesse riferimenti ad altri documenti allegati, la lista degli allegati menzionati nella lettera, ed utili alla completa comprensione dell’argomento trattato, va indicata in fondo alla lettera formale, come mostrato nell’immagine sopra riportata.

Con queste poche e semplici regole potrete sviluppare una lettera formale completa e professionale, comprensibile a tutti e conforme agli standard di comunicazione formale.

Curiosità sui Teletubbies

Eccovi i retroscena dello show per bambini più famoso ed innovativo degli anni ’90: i teletubbies.

Per chi non ne avesse sentito parlare, si tratta di pupazzi stile “Gabibbo“, che vivono in una sorta di parco naturale futuristico e che svolgono quotidianamente operazioni basilari (da contare gli oggetti o elencare i colori) e permettendo al pubblico dei più piccoli (1-3 anni) di apprendere le nozioni di base e le prime parole.

I pupazzi sono noti per comportarsi in modo ipnotico, lentamente per far percepire i propri movimenti agli occhi lenti dei bambini, con grandi occhi e dei colori chiaramente riconoscibili dai bambini.

Di seguito vi forniremo le risposte alle domande più comuni dei genitori che si trovano a passare le serate con i teletubbies, affezionandosi a questi strani pupazzi dalle fattezze aliene, proprio per far piacere ai propri figli.

Dov’è Teletubbyland, la location in cui è ambientato il programma?

Teletubbyland (teletubbielandia) è composta dalla casa dei teletubbies, una specie di gigante tenda da campeggio a campana larga ricoperta di vegetazione.

Si percepisce chiaramente nel telefilm che tale location non è stata realizzata con il computer (negli anni 90 sarebbe stato un costo troppo alto da sostenere), e che non è all’interno di uno studio di registrazione, bensì all’aperto. Si vedono infatti molti alberi sugli sfondi e un cielo con nuvole reale.

Teletubbyland

La location in cui è stata creata Teletubbielandia è in Inghilterra, precisamente nel Warwickshire, nel centro sud dell’Inghilterra.

La location è stata costruita da zero in un campo privato negli anni ’90 e purtroppo una volta resa nota la sua locazione fisica, l’area è stata letteralmente invasa dai fan intenzionati a farsi fotografie nella casa dei teletubbies, scavalcando le reti di confine del campo.

Il proprietario ha quindi deciso di demolire la casa dei simpatici alieni, trasformandola in un lago.

Teletubbyland oggi, con il lago Teletubbyland originaria prima della distruzione

Qui di seguito trovate la mappa completa di Google che vi porterà direttamente in veduta aerea sulla location originale, in cui però è già visibile il lago artificiale che ha rimpiazzato la casa dei 4 personaggi.

Prima di essere rasa al suolo e trasformata in un laghetto, Teletubbielandia è stata per un periodo lasciata a sé stessa senza manutenzione (periodo successivo al 2001, dopo il termine delle riprese). La seguente immagine mostra una particolare visuale della landa incolta e sigillata negli accessi alla casa, proprio prima che venisse rasa al suolo per la volontà del proprietario della terra.

Teletubbyland incolta prima della demolizione

Come si vede dall’immagine, il tetto della casa è di erba sintetica (è l’unica area in cui non ricresce l’erba spontaneamente), mentre il prato esterno è oramai alla mercé delle erbe infestanti.

Come è stata costruita?

L’area è stata completamente rasa al suolo rispetto al precedente utilizzo (pascolo) ed è stata spianata e successivamente modellata con la costruzione delle famose collinette che si vedono nel telefilm sormontate da chiazze di fiori (di plastica applicati dagli arredatori secondo necessità).

Teletubbyland durante la costruzione Teletubbyland durante la costruzione

Gli attori sotto ai costumi

Un’altra grande curiosità è quella di capire chi si cela sotto alle maschere. Le piccole dimensioni dei personaggi lascia presagire a dei bambini o a dei nani alla guida di ciascun pupazzo. In realtà si tratta di un trucco da regista.

Ciascun teletubby è guidato da un adulto, che nel caso del pupazzo più alto (Tinky Winky) è vestito da un uomo alto circa 1,80 metri e nel caso più piccolino (Po), da una ragazza asiatica di circa 1,40 metri.

Qualcuno direbbe: Ma le dimensioni dei pupazzi è chiaramente ridotta, visto che gli camminano spesso intorno dei coniglietti che lasciano evincere la stazza dei costumi. In realtà la scenografia è stata molto attenta a procurarsi dei conigli giganti, noti anche con il nome di Flemis Giant Rabbits, che possono essere in alcuni casi più grandi di un labrador e pesare anche 20 chilogrammi. Un esempio è rappresentato nella fotografia qui accanto.

I conigli giganti dei Teletubbies, i Flemish Giant Rabbit.

Si racconta inoltre che molte scene sono state girate più volte a causa dei conigli, che molto spesso davano il via a pratiche di accoppiamento proprio durante le riprese. Non viene quindi difficile credere che i costumi siano di dimensioni reali, con dentro uomini di stazza anche elevata.

Simon Shelton nei panni di Tinky Winky, con il volto scoperto

Gli attori

Qui sopra possiamo vedere gli attori all’opera nei costumi e le modalità di apertura del volto con zip.
Di seguito gli attori con i loro volti svelati:

Simon Shelton
(Tinky Winky)

Simon Shelton - Attore dei teletubby (Tinky winky)
Jonny Simmit
(Dipsy)

Jonny Simmit - Attore dei teletubby (Dipsy)
Nikky Smedley
(Laa Laa)

Nikky Smedley - Attrice dei teletubby (Laa Laa)
Pui Fan Lee
(Po)

Pui Fan Lee - Attrice dei teletubby (Po)

 

In realtà nelle foto qui sopra manca l’attore Dave Thompson che per il primo anno impersonificò Tinky Winky, lasciando il posto all’attore che seguirà il ruolo per i seguenti 3 anni.

Di seguito un’immagine che ritrae gli attori con gli oggetti dei personaggi mostrati nel telefilm, con una posizione invertita rispetto alla classica scaletta Viola, Verde, Giallo, Rosso del telefilm. Qui sotto infatti gli attori sono invertiti (Dipsy, Lala, Tinky Winky, Po).

Attori dei Teletubbies con gli oggetti dei personatti (Cappello, Palla, Borsa e Monopattino)

 

I problemi con Tinky Winky

Il primo attore Dave Thompson che impersonificò il teletubby viola nella prima stagione, lasciò il ruolo a causa di importanti divergenze con la compagnia di produzione Ragdoll che gli imputò l’interpretazione errata del personaggio, che sarebbe risultata secondo la produzione “gay”. Lo stesso personaggio, negli anni seguenti, fu condannato in molti talk show americani, e non in ultimo dal reverendo Jerry Falwell, a causa della sua borsa spesso frequente negli episodi della serie e del colore viola, in quanto promotrici di omosessualità e di comportamenti non convenzionali trans-gender.

In realtà la produzione rispose giustificando la necessità di utilizzare la borsa (più grande all’interno che all’esterno) per motivi didattici, ossia per spiegare il senso del “volume” degli oggetti, così come Dipsy ha il ruolo di interpretare gli umani (cappello, ma anche chitarra ecc…), Laa Laa di riflettere il fascino dei bambini per le sfere e gli oggetti sferici (palla), e Po di esplorare le direzioni di movimento.

Come si chiama il bambino/a del sole che ride

Si tratta di una bambina, il cui nome è Jessica Smith e che ai tempi delle riprese aveva 7 mesi. Ovviamente, sono state eseguite centinaia di riprese nello stesso mese di età, per renderle disponibili negli anni a venire.

Jessica Smith, la bambina del sole che ride nel telefilm Teletubbies

 

Quanti episodi esistono?

Sono stati prodotti 365 episodi, uno per ciascun giorno dell’anno. L’intera produzione fu girata dal 1997 al 2001.

Quanto pesa un birillo da bowling?

Il peso ufficiale ammesso nel regolamento è tra 1500 grammi (un chilogrammo e mezzo) e 1600 grammi (un chilogrammo e seicento grammi).

La pesatura del birillo è infatti un’operazione molto importante per la certificazione e l’immissione sul mercato dei prodotti.

I birilli sono realizzati necessariamente in legno partendo dall’incollaggio e asciugatura per 24 ore di blocchi di legno che vengono così piallate. Il pezzo di legno delle dimensioni del birillo viene processato mediante tornitura meccanica dei prismi uniti tra loro con il collante.

Nel fondo della base del birillo viene applicato un anello di nylon dopo di ché si passa alla verniciatura mediante stampo ad iniezione di nylon liquido, raffreddato all’istante.

Si passa poi alla macchina stampatrice per l’applicazione delle due strisce orizzontali (anelli) che vengono applicate sul collo del birillo. L’asciugatura è un processo che dura solo qualche minuto.

La tornitura dura in tutto 20 secondi. Il procedimento è raccontato in una famosa puntata di “Come è fatto”, programma offerto da anni nei canali 400 di Sky. Al termine della tornitura il birillo è laccato e verniciato.