Storia di medicinali ritirati dal mercato dopo 40 anni di commercializzazione

E INVECE FACEVA MALE…
 
Settembre 2015: La Food And Drug Administration emana un documento che mette in guardia il mondo sulla pericolosità di tutti gli antidolorifici della categoria NSAIDS.
 
La FDA è l’ente controllo farmaci più importante al mondo.
 
La FDA ha dichiarato che recentemente è stato scoperto che i “non-aspirin nonsteroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs)” provocano attacchi cardiaci e infarto mortale, anche nei casi di uso moderato.
 
Farmaci che per decenni sono stati somministrati e pubblicizzati come “senza rischi gravi”.
 
Qui il documento originale
 
“NSAIDs can increase the risk of heart attack or stroke in patients with or without heart disease or risk factors for heart disease. A large number of studies support this finding, with varying estimates of how much the risk is increased, depending on the drugs and the doses studied.”
 
“un gran numero di studi supporta questa scoperta. La stima del rischio aumenta in funzione del tipo di medicinale, e del tempo di utilizzo”.
 
In altri passaggi del documento della Food and drug administration si può leggere del fatto che gli studi condotti evidenzino attacchi cardiaci e infarti anche in persone con un perfetto stato di salute e senza patologie cardiache pregresse.
 
Viene affermato che tutti i farmaci (farmaco più farmaco meno), contribuiscono all’aumento di infarti e patologie cardiache.
 
In italia i NSAIDS li chiamiamo FANS (farmaci antidolorifici non steroidei).
 
Ma di quali farmaci si tratta?
 
Ecco l’elenco dei principali FANS presenti nel prontuario farmaceutico nazionale.
 
Acido acetisalicilico: Asprina (Bayer);
Cemirit (Bayer)
Celecoxib: Celebrex (Pfizer)
Diclofenac: Voltaren (Novartis)
Etoricoxib: Arcoxia (Merck Sharp & Dohme)
Fluriprofene: Froben (Abbott)
Ibuprofene: Antalgil (McNeil);
Moment 200 (Angelini)
Indometacina: Indoxen (Sigma-Tau);
Liometacen (Promedica)
Ketorolac: Toradol (Recordati)
Ketoprofene: Artosilene (Dompé Farmaceutici); Oki (Dompé)
Naprossene: Aleve (Bayer); Synflex (Recordati)
Nimesulide: Aulin (Recordati)
Paracetamolo: Efferalgan (Bristol Myers Squibb-F);
Parecoxib: Dynastat (Pfizer Healt-S)
 
Tutti questi farmaci hanno effetti collaterali gravi come mostrato nell’immagine ricavata da una delle slide dell’università di Napoli (info presenti anche in molti altri centri nazionali di ricerca).
 
 
La maggior parte dei farmaci sopra indicati hanno il nuovo effetto collaterale 2015 inserito correttamente nel bugiardino.
 
Questa è l’ennesima dimostrazione che la scienza farmaceutica mondiale anche nel recente passato (2015) commette errori grossolani sulla valutazione dei danni da medicinali che ha prima ritenuto “sicuri” per decenni.
 
Nel 2004 il farmaco NSAIDs noto con il nome Vioxx è stato ritirato dal mercato dopo 5 anni di impiego, per aver causato, si stima, 500.000 morti.
 
Si tratta di pazienti cui era somministrato “senza rischi”.
 
Il farmaco era infatti declamato come “ultra-sperimentato” sia dalle istituzioni che dalla stessa farmaceutica Merck (la stessa che produce molti farmaci di uso comune, nonché ovviamente vaccini pediatrici e per adulti dichiarati ancora una volta “iper-sicuri”).
 
 
Il documentario “Prescription for a Disaster”, narra del fallimento totale di tutti gli enti regolatori dei farmaci e di come sia una prassi consolidata quella di dichiarare i farmaci sicuri per poi invece sperimentarli sulla popolazione con esiti devastanti.
 
 
E allora proseguiamo con le inciampate della scienza che ancora nel 2017, si accorge di aver fatto gli stessi errori di valutazione dei tempi lontani, quando medici e scienziati suggerivano i sigari per curare l’asma, l’eroina per curare la tosse dei bambini, e i cancerogeni raggi X per curare le infezioni batteriche.
 
Tanto per citarne due o tre a caso:
 
1) Il Muscoril si scopre cancerogeno dopo decenni di commercializzazione
 
2) L’IBUPROFENE può causare sterilità tra i giovani (proprio quei due giovani della pubblicità che vanno in farmacia in motorino a comprarsi il moment)
Il composto è in commercio da poco: 30 anni.
 
https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=57728
 
3) VOLTAREN
Il foglietto illustrativo recita:
 
“Sperimentazioni cliniche e dati epidemiologici indicano in modo coerente un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per
esempio, infarto miocardico o ictus) associati all’uso di diclofenac, soprattutto ad alte dosi (150 mg/dì) e al trattamento a lungo termine”
 
 
La storia di cui sopra si ripete identica per centinaia di farmaci.
 
Tutto ciò, facilmente verificabile nei bugiardini delle farmaceutiche, è oggetto di tentativo di “minimizzazione del rischio” da parte dei siti web che si auto-definidcono come “anti-bufale” (vedasi Butac e compagnia bella).
 
Questi siti sono colmi di pagine che cercano di sdrammatizzare, utilizzando titoli come “La grande bufala che il voltaren faccia venire l’infarto”.
 
Peccato che ad ammettere che lo provoca è lo stesso produttore.
 
Del resto Butac è famoso per aver assunto il ruolo di sagra della cantonata… ma “non ti curar di lor, ma guarda e passa”.
 
Tornando al Voltaren, anche per questo composto, tranquilli, è in commercio da soli 40 anni.
 
Ma vogliamo davvero criminalizzare la scienza e fare ritorno al medio-evo?
 
La realtà è che la scienza onesta e critica con sé stessa fa progressi e crea benessere.
 
Qui non siamo di fronte a scienza onesta.
 
Siamo di fronte a una politica di valutazione del profilo di sicurezza dei farmaci, che fa acqua da tutte le parti in nome del profitto o dell’incompetenza (e francamente la prima ipotesi sembra decisamente la più probabile)
 
Basti pensare ad alcune regole FOLLI della sperimentazione farmacologica.
 
Se una farmaceutica svolge un test di un nuovo composto su cavie, o sulla popolazione (clinical trials), ed il test si rivela dannoso, la farmaceutica non è obbligata da alcuna legge a pubblicare i risultati di tali test negativi relativamente al suo prodotto.
 
Questo in cosa si traduce?
 
Che se sono morte 100 persone nei trial clinici per un nuovo composto in sperimentazione, si può tacere affinché dall’altra parte del mondo, l’anno dopo, un’altra farmaceutica si trovi a sperimentare lo stesso composto provocando altri 100 morti, ignara del risultato del trial di qualche anno prima.
 
In sostanza non si impara mai dai propri errori. Il contrario del concetto di progresso scientifico che invece dovrebbe permettere agli uomini di essere “nani sulle spalle dei giganti”.
 
Alla faccia della scienza intesa come progresso dell’umanità.
 
Questa non è scienza. E’ crimine. E’ profitto commerciale. E’ nascondere gli esiti infausti sapendo che morirà altra gente per fare nuovamente da cavia qualche anno dopo, con il solo obiettivo di proteggere il marchio della casa farmaceutica dall’onta di aver sperimentato, uccidendo.
 
La regolamentazione internazionale non pone limiti a questo scempio.
 
https://www.theguardian.com/science/2013/sep/17/medical-trial-results-withheld-mps-report
 
La storia del Tamiflu, davvero uma delle tante, insegna proprio come i dati nascosti abbiano provocato una catastrofe sanitaria.
 
 
Diversi osservatori criticano il modello farmaceutico e regolatorio che consentono alle farmaceutiche di sperimentare sulla popolazione nascondendo gli studi negativi
 
 
Svariati articoli dei principali quotidiani mondiali riportano la prassi per cui gli studi negativi vengono taciuti e raramente recuperati grazie a whistleblowers, (dipendenti che sono a conoscenza di tali dati e per etica li rendono pubblici denunciando la propria azienda), cosa che poi porta a sentenze di tribunali i quali stabiliscono maxirisarcimenti tramite class-action alle vittime, e multe ingenti alle farmaceutiche criminali.
 
 
Centinaia di class-action hanno vinto risarcimenti ultra miliardari contro condotte nefaste delle farmaceutiche, ma dopo pochi anni, la storia si ripete di continuo, semplicemente per il fatto che una multa da 3 miliardi di dollari (come quella inflitta alla Glaxo nel 2012 per frode sanitaria) viene assorbita con un comunicato stampa che dice “con 2 mesi di operatività del nostro colosso, la multa è bella e pagata”.
 
Della serie: finché ci fate multe ridicole, a noi conviene infrangere le regole.
 
E per questi colossi, 3 miliardi di dollari, sono una multa ridicola in confronto a quanto gli permette di guadagnare un farmaco immesso illegalmente sul mercato.
 
Dubitare è un dovere.

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