Categoria: Ecologia
1° maggio e rispetto della natura
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Domani, 1° maggio, tra feste di beatificazione e concerto della festa dei lavoratori, ammesso che il tempo ci assista, sarà anche l'occasione per goderci un picnic, irrinunciabile per qualcuno, a base di fave e pecorino e chissà quali altre prelibatezze.
Ma, per evitare che i nostri parchi e giardini diventino discariche a cielo aperto, cerchiamo di mantenere un comportamento consono, nel rispetto della natura, magari approfittando proprio di questa occasione per insegnare ai più piccoli, come lasciare intatta la natura nonostante i nostri bivacchi.
Sarà una vera sfida ma bisogna tentare ed allora vi segnalerò le raccomandazioni della Coldiretti proprio sull'argomento:
"Per essere sicuri di abbinare al piacere di trascorrere il tempo libero all'aria aperta il rispetto dell'ambiente è stato presentato il primo decalogo per il picnic ecosostenibile per le 3 milioni di famiglie italiane che si stima prenderanno in mano coltello e forchetta nel verde in occasione della festa del primo maggio."
Buon picnic,
Mammut
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Inquinamento da Cibo. L'alimentazione sbagliata. Report, inchiesta "Buon Appetito".
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Le nostre strade pullulanti di "mostri" carichi di merci che, inquinando e ingombrando, vanno su e giù per l'Italia, sono spesso intasate da enormi tir contenenti prodotti che provengono da ogni angolo del pianeta, a discapito della salute dell'aria che respiriamo inconsapevolmente ogni secondo della nostra vita. Ma ben più importanza diamo al nostro stomaco, se a danno dei nostri polmoni continuiamo a prediligere cibi che una volta venivano considerati "primizie" e quindi assolutamente da evitare.
Ma ormai non ci si bada più, tranne al momento di pagare il conto, dopo aver svuotato il carrello, l'espressione del volto cambia ma solo per un attimo, alla lettura dello scontrino, ma ci si rasserena subito tirando fuori la carta di credito e così, non dovendo sommare banconota su banconota ma semplicemente digitando un codice o mettendo una firma, si dimentica in fretta ciò che si è combinato.
In effetti, a volte ci si sente veramente in colpa, e si addebita tutto questo alla mancanza di tempo da dedicare alla scelta dei prodotti, ma ci vuole così poco: un consumatore consapevole non può acquistare delle ciliegie a dicembre e dei mandarini ad agosto; fermiamoci a leggere le etichette che indicano la provenienza, ma soprattutto limitiamo il consumo di carni, largamente sconsigliato da tutti gli esperti in tema di salute. La carne fa male e inquina il pianeta.
Se pensiamo che un hamburger è responsabile del consumo di 2500 litri di acqua per la sua produzione, che un americano consuma 122 chilogrammi di carne all'anno, un italiano 87, un cinese 50 e un indiano 4, non intravvedete una certa disparità nell'alimentazione dei vari popoli della terra? Per non parlare di quelli che la carne non l'hanno mai conosciuta.
Si, forse è ora di fare qualcosa, ma non aspettiamo che siano gli altri a fare leggi che vietino questo o quello, ciascuno di noi, più o meno motivato anche dal fatto di avere figli o nipoti che potrebbero proseguire l'educazione delle future generazioni, ciascuno prenda coscienza che, nel nostro piccolo, possiamo fare molto, per cambiare le cose ed invertire la tendenza.
Il nostro corpo sarà più leggero e il portafoglio più pesante. Mi sembra un'ottimo slogan, ma dubito che vedrete spot pubblicitari di questo tipo, perciò di tanto in tanto guardiamoci questi video e divulghiamo, consapevoli di agire nel nostro interesse.
Mammut
Articoli correlati con l'alimentazione e Report
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Porte e finestre ecologiche in vendita a Roma
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Oggi recensiamo l'azienda Fenster, vendita di porte e finestre a Roma con alto isolamento e risparmio energetico. 40 anni di esperienza, e una grande capacità di comprendere le esigenze dei propri clienti si sposano con la visione sempre più predominante di fornire soluzioni ecologiche e di alta capacità isolante, per evitare la dispersione di calore e quindi l'aumento di consumo di risorse combustibili fossili.
Nell'ottica etica, si collocano professionalità e qualità dei materiali offerti da Fenster, sia per quanto riguarda la vendita di porte scorrevoli a Roma e provincia, sia in quanto a soluzioni di verande in alluminio, porte e finestre in legno, e grate di sicurezza.
Ottima anche la vasta gamma di finestre antieffrazione in grado di proteggere la vostra abitazione da visite indesiderate.
Quello che ci ha convinti nel recensire Fenster è stata l'esperienza avuta di recente con il reparto vendite, e il loro modo di proporre i prodotti con focus costante sul risparmio energetico e quindi della famosa "carbon footprint" a livello mondiale, focalizzando la scelta dei prodotti anche in base al loro ciclo produttivo dei materiali di basso impatto ambientale.
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Centro di raccolta materiali di scarto ISOLA ECOLOGICA dell'AMA di Roma
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L'isola ecologica del Tuscolano (Viale Palmiro Togliatti) a Roma.
Oggi ci siamo recati a consegnare antichi elettrodomestici, ombrelli rotti, televisori e diversi materiali oramai da buttare via per malfunzionamento o impossibilità di riparazione.
Per materiali che inquinano, si deve necessariamente abbandonare il cassonetto tradizionale dell'immondizia in strada, e recarci alle "isole ecologiche" che sono sorte sul territorio di Roma, e a quanto pare, anche molto frequentate (c'è un piacevole via-vai di automobili cariche di ogni materiale riciclabile e di scarto).
L'isola ecologica è composta da una serie di container di grandi dimensioni (che ricordano i cassoni dei camion che trasportano ghiaia, ma adagiati in terra), e numerati. All'entrata si chiede al vigilante "televisori dove vanno?" e lui vi risponderà "Al container 6" ecc...
In questo modo, si vanno a colmare i vari reparti legati alle materie prime che poi saranno recuperate dagli addetti ai lavori.
La lista delle isole ecologiche a Roma e dintorni
Roma offre una decina di isole ecologiche, fino ad arrivare a Ostia.
E' possibile consultare, sia la lista dei materiali e le modalità di deposito e scarico, sia la lista dei punti su Roma e relativi indirizzi, per raggiungere l'isola ecologica più vicina alla propria abitazone:
http://www.amaroma.it/raccolta-differenziata/centri-di-raccolta/

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Riciclare gli elettrodomestici usati, cellulari, lavatrici, forni ricondizionati.
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Oggi è uno di quei giorni in cui mi viene da pensare che forse non è vero che tutto va a rotoli. Fortunatamente c'è qualcuno in giro che, complice la crisi economica, trova il modo di dare anche una mano all'ambiente e alle nostre tasche sempre più verdi.
Intendo parlare della notizia che ho letto sul riuso degli elettrodomestici in America, questa volta devo proprio fare i miei complimenti a quelle multinazionali che fabbricano grandi e piccoli elettrodomestici, compresi i telefonini cellulari, che se non ne cambiamo almeno uno all'anno la gente ci ride dietro.
Ebbene, queste grosse ditte hanno iniziato la "ri-manifattura" degli apparecchi usati e con problemi di funzionamento. Vengono rimessi a nuovo e reimmessi sul mercato a prezzi molto ridotti, l'anno scorso sono stati venduti dalla ReCellular oltre 5 milioni di cellulari rifatti, con grande sollievo per le discariche e lo smaltimento dei materiali tossici.
Questo si, è un esempio da seguire, non quello dei fast food o delle bibite gasate, cerchiamo di prendere ed apprendere da chi mostra di voler fare la propria parte nel "tornare" a spese più oculate e sensate.
Ma ci vorrà del tempo, bisogna educare le nuove generazioni alla cultura del riuso, magari tirando fuori il caro vecchio uovo di legno che usavano le nostre nonne per rammendare i calzini bucati.
La natura ringrazia!
Mammut
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Gli scontrini si riciclano? No, la carta dello scontrino non si ricicla.
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La carta degli scontrini si ricicla?
Gli scontrini degli acquisti sono fatti di carta termica e assolutamente NON vanno inseriti nel bidone della carta da riciclare.
Oltre il 90% degli italiani amanti della differenziata e che separano i rifiuti non lo sanno, e continuano ad inserire gli scontrini nella carta da riciclare. Sotto il periodo di Natale, insieme all'aumento delle vendite di prodotti e beni di consumo, aumenta quindi anche la produzione di scontrini creati con carta termica, impiegata nei registratori di cassa. Purtroppo questa carta non potrà essere inserita nella raccolta differenziata.
Gli italiani non sanno che gli scontrini non si riciclano.
Il COMIECO(consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica) continua ad avvisare la popolazione italiana che questa tipologia di rifiuto non è destinata ad essere raccolta nella carta, e che è invece destinata al cassonetto dell'immondizia indifferenziata, insieme alla carta sporca, come ad esempio il cartone della pizza consegnata a domicilio, che nel 99% dei casi è sporca e non riciclabile.
La carta termica degli scontrini è facile da riconoscere; è più lucida di quella tradizionale e avvicinandola ad una fonte di calore si scurisce (provate con un accendino voi stessi).
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Addio ai sacchetti di plastica. Buste di plastica vietate dal 2011.
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L'ecologia tira un sospiro di sollievo.
Addio sacchetti di plastica. Finalmente saranno messi al bando e eliminati. Da oggi le BUSTE DI PLASTICA saranno dimenticate una volta per tutte. La natura ringrazia. Per fortuna l'Italia ha ancora qualche piccolo onore da vantare all'estero.
Questa normativa che, prima in Europa, vieta l'utilizzo delle buste inquinanti e non riciclabili negli esercizi commerciali vedrà il 2011 come il primo anno senza sacchetti di plastica in tutta la nazione, dopo un trentennio di dominio incontrastato e di inquinamento con un prodotto non smaltibile. Ma soprattutto: è possibile che l'Italia, più volte sanzionata dall'unione europea a causa dell'emergenza rifiuti, per una volta sorprenda tutti con un provvedimento finora unico in Europa?
Così pare. Il ministero dell'Ambiente ha confermato che il divieto di commercializzare sacchetti di plastica entrerà in vigore dal 1° gennaio 2011 e i dettagli della messa al bando si troveranno all'interno del decreto Milleproroghe, la cui approvazione è prevista nei prossimi giorni.
Staremo a vedere...
Aggiornamento del 22 dicembre 2010
Addio sacchetti di plastica un paio di palle. Una volta che il governo "del fare..." riesce a farne una minimamente sensata, ritratta e tutto finisce in vacca ancora una volta. A quanto pare tutto slitterà ancora... Staremo a vedere se il ministro prestigiacomo si dimetterà a riguardo, come anticipato oggi o se è solo scena per far credere che lei come sempre non c'entra nulla... Ministero all'inutilità.
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Tonno ecosostenibile. GreenPeace e il mix DNA dei tonni in scatola.
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Riceviamo la seguente notizia tramite la newsletter di GreenPeace:
Gentile NeverSleep,
a novembre abbiamo condotto dei test DNA sul tonno contenuto in 165 scatolette provenienti da 12 Paesi, europei e non, tra cui l'Italia. Risultati? Una su tre non contiene quello che dovrebbe. Spesso due specie diverse di tonno sono mescolate insieme nella stessa scatoletta, oppure in diverse scatolette di uno stesso prodotto se ne possono trovare di differenti. Alcune, inoltre, contengono specie diverse da quanto indicato in etichetta, e tra le specie inscatolate finiscono anche quelle sovrasfruttate come il tonno obeso.
Questo avviene a causa dell’utilizzo di metodi di pesca poco sostenibili, come le reti a circuizione con FAD (oggetti galleggianti che attirano esemplari giovani di tonno ma anche specie minacciate). È ora che l'industria del tonno in scatola e le grandi catene di distribuzione garantiscano piena trasparenza ai propri consumatori, ripuliscano i loro prodotti e si impegnino a vendere solo tonno pescato in maniera sostenibile.
Leggi l'inchiesta Green Peace sul Tonno ecosostenibile come il Tonno As Do Mar, il primo in cima alla lista dei migliori tonni pescati in modo etico e con la massima disponibilità da parte dell'azienda che li confeziona a rendere pubblici numeri, metodi della pesca al tonno destinata al consumo di massa.
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Acqua con arsenico - Scopri se il tuo comune ha l'acqua avvelenata.
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SCARICA LA LISTA DEI COMUNI CON L'ACQUA ALL'ARSENICO (Documento presentato alla UE con la lista dei comuni).
L'acqua dei rubinetti italiani è avvelenata dall'arsenico, l'Unione Europea blocca l'Italia che aveva richiesto deroghe ai limiti per le acque di 128 comuni.
128 comuni in sei regioni hanno superato i limiti imposti dalla UE per la presenza di Arsenico (elemento della tavola periodica il cui elevato dosaggio porta l'essere umano a morte per avvelenamento).
Un rischio tenuto nascosto agli abitanti di oltre 120 comuni italiani, coinvolgendo oltre un milione di cittadini fino a oggi. Per fortuna Bruxelles ha detto basta. L'ennesima deroga italiana a scapito della salute dei cittadini questa volta non si farà. In una decisione datata 28 ottobre 2010, la Commissione Europea ha respinto la richiesta dell'Italia di ammettere come "normali" i valori di arsenico fino a cinque volte superiori alla norma nelle acque che escono attualmente dai rubinetti di 128 comuni in sei regioni del nostro paese. Questa negazione, scoperchia un rischio sanitario fino ad oggi offuscato e nascosto a oltre un milione di cittadini e che, da un momento all'altro, potrebbe obbligare molti sindaci a firmare ordinanze che dichiarano non potabile l'acqua in decine migliaia di abitazioni.

Tratto da Acque avvelenate de Il Fatto Quotidiano:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/23/acqua-con-arsenico-lue-blocca-litalia-aveva-richiesto-deroghe-ai-limiti/78402/
In una lettera del 2 febbraio 2010, l’Italia faceva richiesta di una terza deroga ai parametri definiti dalla direttiva 98/83 del Consiglio Ue sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, chiedendo di innalzare la soglia massima autorizzata di arsenico nell’acqua di rubinetto dai 10 μg/l consentiti dalla legge fino a a 20, 30, 40 o addirittura 50 μg/l. Seppur considerata legittima perché motivata da una contaminazione di origine naturale e dal fatto che la fornitura di acqua nei comuni coinvolti non può essere garantita con mezzi alternativi, l’eccezione italiana non può essere tollerata perché troppo pericolosa, secondo Bruxelles, per la salute dei cittadini. “Le prove scientifiche nei documenti indicati in riferimento negli orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità e nel parere del comitato scientifico dei rischi sanitari e ambientali consentono deroghe temporanee fino a 20 μg/l – si legge nel documento – mentre valori di 30, 40 e 50 μg/l determinerebbero rischi sanitari superiori, in particolare talune forme di cancro”.
Una doccia fredda per il Ministero della Salute, che ottiene la deroga solo per 8 comuni (i cui valori rientrano entro la soglia dei 20 μg/l) sui 130 oggetto della richiesta e che deve ora fare i conti con un inquinamento degli acquedotti di proporzioni inquietanti. Se Campania, Lombardia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Umbria sono le regioni che contano comuni inseriti nella lista nera di Bruxelles, la situazione più critica è nel Lazio, dove sono in totale 90 le municipalità coinvolte nelle province di Latina, Roma e Viterbo, con picchi di utenze interessate che vanno dagli oltre 66mila abitanti di Aprilia ai 115mila del capoluogo di provincia dell’agro pontino, passando per gli oltre centomila residenti della Tuscia dove l’acqua di rubinetto è considerata pericolosa in quasi tutti i comuni della zona. Otto i comuni lombardi in provincia di Mantova, Sondrio e Varese dove l’arsenico supera il valore di 30 μg/l mentre anche fra le Dolomiti non mancano le situazioni a rischio con 26mila abitazioni a Trento e centinaia di famiglie coinvolte in provincia di Bolzano. In Toscana, con 11 comuni è la provincia di Livorno ad essere più esposta ai pericoli dell’arsenico mentre in Umbria è Orvieto con 21 mila case a rischio la città più colpita.
Dopo tre settimane di silenzio da parte del Ministero della Salute e di fronte alla minaccia dell’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la mancata comunicazione alla popolazione dei pericoli legati al consumo delle acque contaminate, oggi il ministro Ferruccio Fazio ha affermato che “il ministero della Salute sta avviando alle Regioni la comunicazione che abolisce la deroga che portava a 50 milligrammi per litro la concentrazione massima di arsenico nelle acque destinate al consumo”. “L’ordinanza di deroga – ha aggiunto Fazio – era stata fatta perché si prevedeva che non ci fosse alcun parere negativo da parte della Comunità europea”.
“Dopo la decisione dell’Ue è nostra intenzione attivare una procedura sospensiva urgente dinanzi al Tar, finalizzata a ottenere il blocco immediato delle fonti d’acqua i cui parametri sulle sostanze tossiche non rispettino la normativa – è la risposta del Codacons attraverso le parole del presidente Carlo Rienzi – Ciò significa che le acque contenenti arsenico in misura superiore ai 20 microgrammi al litro dovranno essere vietate e, quindi, non potranno essere consumate dai cittadini”.
“Ci troviamo tra l’incudine e il martello – dichiarano i sindaci della Tuscia sottolineando come il problema sia noto da tempo nel viterbese -. Da un lato dobbiamo evitare gli effetti dannosi che potrebbero essere causati dall'elevata concentrazione di arsenico, come tumori alla pelle e malattie incurabili per i bambini sotto i tre anni; dall'altra dobbiamo garantire l'approvvigionamento idrico alle nostre popolazioni. Per questo chiediamo che vengano attuati provvedimenti immediati".
IN QUALI COMUNI E' PRESENTE L'ARSENICO NEGLI ACQUEDOTTI?
L'adige.it scrive:
TRENTO - C'è dell'arsenico nell'acqua che beviamo. In particolare è presente in discreta quantità nell'acquedotto Laste-Cantanghel, che serve 26.500 utenti della collina est. Nulla di allarmante nell'immediato, ma proprio questa concentrazione superiore alla media potrebbe costringere il Comune a emettere un'ordinanza di divieto dell'uso potabile dell'acqua dei rubinetti serviti da quell'acquedotto. Laste-Cantanghel è infatti una delle quattro località trentine a cui la Commissione Europea ha negato la deroga ai limiti per uso alimentare. Le altre tre sono Canal San Bovo, per un'acquedotto che serve 120 utenti, Fierozzo con 441 allacciamenti e Frassilongo con 357.
La concentrazione di arsenico in questi acquedotti raggiunge un valore di circa 40 microgrammi per litro, molto più alto del limite europeo fissato a 10. In passato però erano state concesse delle deroghe, in considerazione del fatto che si tratta di una presenza naturale. Una presenza che secondo il Ministero della salute non comporta rischi per l'uomo. L'Unione Europea, che in passato aveva sposato questa linea, alla terza richiesta di deroga ha detto «no». Il diniego porta la data del 28 ottobre scorso ma non è ancora stato trasmesso alle amministrazioni interessate. L'assessore all'ambiente di palazzo Thun, Michelangelo Marchesi, non ne sa nulla e si riserva di approfondire la questione nelle prossime ore.
F.G.
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Ecoidea per limitare l'accumulo di contenitori e bombolette spray
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In questi giorni i riflettori sono accesi sull'immondizia di Napoli, l'ennesima "emergenza rifiuti" e l'ennesima protesta per impedire l'apertura di nuove discariche. Da anni ormai, a fasi alterne, si ripropone questa puzzolente questione.
Perchè non si spendono soldi per INFORMARE E FORMARE la popolazione sulla gestione dei rifiuti, invece di spenderli per far viaggiare le ecoballe che sono soprattutto "balle" e niente affatto "eco"?
Se ciascuno fosse responsabile di quello che produce in materia di rifiuti, se imparassimo a differenziare la raccolta, ma soprattutto, se evitassimo di acquistare flaconi su flaconi di prodotti assolutamente inutili, a volte persino dannosi per la salute e causa di allergie, il problema sarebbe risolto in brevissimo tempo.
Avrei anche un suggerimento da dare a chi di dovere, riportare su ogni flacone o lattina, il costo del prodotto e del suo contenitore, separati, così da poterci rendere conto di quanto spreco in danaro e smaltimento ci sia dietro un bagnoschiuma o una bomboletta spray.
Potrebbe darsi che si abbia l'effetto del monito stampato sul pacchetto di sigarette, che non ha abolito il fumo, ma se anche una minima parte della cittadinanza si lasciasse convincere della necessità di trovare alternative quali quelle di andare nei negozi in cui viene fatta la distribuzione dei detersivi alla spina, beh io credo che valga la pena di tentare.
Credo che il rispetto di se stessi sia strettamente correlato al rispetto della natura che ci circonda e della quale ciascuno di noi deve sentire il dovere di prendersene cura, non possiamo aspettare che sia qualcun altro a farlo per noi e non dimentichiamo di educare i nostri figli, o si ritroveranno in un mondo che non sarà più tondo ma avrà la forma di un "cassonetto".

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