Archivi per: Agosto 2010

Pesce fritto a Fiumicino nel ristorante in una barca ancorata sul fiume.

  

Pesce fritto a Fiumicino sul battello.

Sabato scorso, con due amici, sono andata alla ricerca di un localino caratteristico dove poter mangiare un ottimo fritto di pesce, a Fiumicino, poco distante dalla darsena, avevo già assaggiato questa pietanza servita in un cartoccio di carta paglia e l'avevo trovata gustosissima, ma sfortunatamente era chiuso per ferie.

A questo punto, non avendo altri punti di riferimenti, stavamo per tornare a casa a farci il solito piatto di spaghetti ma guardandoci intorno mi cadde l'occhio su un barcone ancorato sul canale, una scritta ci catturò: PESCE FRITTO. Siamo immediatamente saliti a bordo, nello sfavillio di luci che ne delineavano i contorni, barcollando leggermente sulla passerella ondeggiante.

A ricevere gli avventori c'era un personaggio pittoresco che ricorda il noto Braccio di Ferro, ma senza la pipa in bocca. Molto sorpresi dell'ambiente che ci circondava, abbiamo preso posto ad un tavolo e, molto semplicemente, abbiamo ordinato e gustato un ottimo fritto di paranza, innaffiato di buon vino e altre specialità quali fiori di zucca, polpette di tonno, filetti di baccalà e, dulcis in fundo, un assaggino di squisiti moscardini, sempre rigorosamente fritti.

Non so se il fegato abbia gradito ma noi si, e ci siamo ripromessi di tornare, per il cibo, l'ambiente e l'insolito dondolare dovuto al beccheggio della barca.
Il cibo ed il conto niente affatto salati, 58 euro in tre.

A volte un locale chiuso per ferie consente di fare nuove simpatiche scoperte.


   

  
  


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Zio Petros e la congettura di Goldbach, libro consigliato.

  

Zio Petros e la congettura di Goldback, copertina del libro.

La congettura di Goldback afferma che ogni numero pari maggiore di due è la somma di due numeri primi. Questa congettura, ossia teorema non dimostrata, è da centinaia di anni un vero rompicapo per i matematici, poiché malgrado sia stata empiricamente (Sperimentalmente) osservata e confermata per tutti i numeri conosciuti, non è stata prodotta una dimostrazione matematica che sia in grado di assicurare che, qualsiasi numero si decida di analizzare, esso sia sempre e comunque costituito dalla somma di due numeri primi.

Questa è la base di un romanzo matematico splendido, troppo breve per le emozioni che trasmette, e con un finale decisamente originale e degno di un grande libro. Così affascinante che appena finito viene voglia di rileggerlo, sperando di essersi scordati della sua trama per riassaporarla nuovamente.

Il libro narra la storia dello zio Petros, visto dagli occhi del nipote, che narrerà l'asocialità dello zio, che a differenza dei suoi fratelli, tutti provenienti da buona famiglia e con l'eredità della grande azienda del nonno, "sperpererà" la propria vita con l'unico scopo di immortalare il proprio nome nella storia della matematica dimostrando la congettura di Goldback.

Per chi non fosse esperto del mondo dei numeri primi, questo libro non crea alcuno scompenso. Ogni teoria matematica è spiegata in modo da essere comprensibile da qualsiasi lettore, mentre per gli appassionati della materia che cercano nuove idee per allenare la mente, questo romanzo compensa la freddezza dei numeri creando uno splendido thriller-commedia sulla propria materia preferita, che ci immerge in una storia estremamente verosimile, impreziosita dalla presenza di personaggi come Hardy e Littlewood o del grande Ramanujan, matematici famosissimi e che hanno contribuito alla crescita della materia negli ultimi secoli, e che prendono parte come personaggi nel romanzo, integrando quanto storicamente veramente accaduto all'interno del percorso che porta lo Zio Petros, dai suoi primi passi della ricerca alle fasi finali e i tumulti psicologici che rendono il personaggio un'altalena tra follia e illuminazione.

Consigliato. Bel libro ma soprattutto, troppo breve (130 pagine che scorrono via in troppo poco tempo).

Altri libri consigliati sui numeri primi sono L'enigma di Fermat e il grandioso libro di Marc du Sautoy L'enigma dei numeri primi, la vera bibbia di questa materia.


   

  
  


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Smashing Cafè a Ostia, locale bar pub estivo all'aperto e scortese.

  

Smashing Cafe Ostia, pub birreria locale SCORTESE !

Ostia è ricca di locali importanti, ristoranti e pub, in cui è possibile trascorrere una serata tra amici. Gli stabilimenti balneari la sera offrono una gran varietà di intrattenimento, dal Vittoria Beach che offre sdraio comode su cui bivaccare, al Faber Beach e ad altri luoghi di culto per i romani e per gli abitanti del lungomare di Roma.

Tra i tanti, lungo la strada principale del lungomare, all'altezza dello storico Invisible Sun, locale principalmente invernale di Ostia, c'è anche lo Smashing Cafè, un "locale" all'aperto ricavato su di un'aiuola che costeggia la strada principale.

Nulla di male, una piccola band, che suona all'angoletto (piacevolmente acustica), ampi tavolini con ombrelloni che recano il brand di una nota birra. Niente da dire neanche sul servizio al bar, lento ma economico (un drink 7 euro mentre il resto del mondo si muove intorno ai 10).

La sconcertante successione di eventi ci ha portato a considerare però questo luogo come "scortese"; 12 persone sedute al nostro tavolo, 6 drink sul tavolo (presi al bancone poiché l'unica frase che la cameriera è stata in grado di dire per un'ora circa è stata "arrivo subito"), e la scena più bella...

...Girarsi di colpo per sentire uno sgarbato signore sui 50 gridare "O ORDINATE O ME LASCIATE ER TAVOLO E' !!!", e successivamente scoprirlo essere il titolare.

Ovviamente non lasciamo né indirizzo, né numero di telefono, né altro che possa portarVi allo scortese cafè di Ostia (dal quale siamo scappati, spostandoci in massa al Vittoria Beach per una bella partita a calcio balilla sulla spiaggia).


   

  
  


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I ristoranti turistici in centro città, sempre da evitare. Fregature e qualità scadente.

  

Tutti noi prima o poi siamo vittime della terribile categoria dei "ristoranti turistici", quella cerchia di ristoranti scadenti e incapaci di proporre piatti di qualità e che hanno fatto della loro pessima cucina il modo migliore per abbattere i costi, poiché tanto, i malcapitati turisti, ignari della scarsa qualità del cucinato, finiscono sempre nella tela del ragno.

Il ragionamento è semplice e confermato nel 99% dei casi (la percentuale in questo caso è d'enfasi e non rappresenta di certo una misurazione statistica basata su grandi numeri); per quale motivo, io ristoratore del centro storico di Roma, Gallipoli, Firenze, dovrei spendere molti soldi per produrre cucina di qualità quando tanto i turisti "e chi li rivede più?"

E "tanto se hanno mangiato male il problema è il loro".

Questo ragionamento ci porta a preferire di gran lunga i posti di periferia, che invece devono lottare quotidianamente contro il mercato per conquistare e mantenere una clientela che ritorni periodicamente nel luogo a pranzo o cena. In questi posti la sopravvivenza del locale passa attraverso più qualità e maggiore cortesia, prezzi più onesti (e non da rapina, come i reportage delle Iene ci mostrano nei ristoranti turistici).

Ogni volta che, per necessità o presi dall'estro di qualche tavola esteticamente ben imbandita, ci siamo recati a mangiare nei ristoranti de centro storico di borghi turistici spinti come Gallipoli o i centri città storici italiani, la fregatura non si è fatta attendere.

Il consiglio è quindi sempre quello di girare la periferia e soprattutto di chiedere agli abitanti del posto dov'è che veramente si mangia bene. La risposta sarà quasi sempre "fuori porta".


   

  
  


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McDonald's o McPuddu's (De Puddus) ?

  

Si dice spesso che i giovani non hanno idee imprenditoriali, ma fortunatamente spesso questo pregiudizio viene smentito dai fatti.
Ho appreso recentemente che in Sardegna il giovane imprenditore Puddu di Baunei nell'Ogliastra ha aperto un fast food a base di prodotti tipici sardi.

Ora, a causa del nome di questo esercizio "McPUDDU's, si trova impelagato in situazioni legali a causa del nome, che a dire della multinazionale McDonald's, non sarebbe corretto.

A parte il fatto che il signor Puddu offre ai suoi avventori prodotti esclusivamente facenti parte della tradizione culinaria sarda, non vedo come l'aggiunta di un suffisso Mc possa danneggiare la fama mondiale del grande colosso alimentare.

Personalmente non ho mai avuto la curiosità di provare i famosi cheeseburgers ma confesso che se mi capitasse di passare davanti ad un fast food dove si servono "culurgiones" come accade in Sardegna, non ci penserei due volte, nell'attesa di questo evento invito tutti ad appoggiare la battaglia legale del giovane coraggioso imprenditore sardo.

Quando si dice che non tutto il male viene per nuocere: ora mi è venuta una gran voglia di provare a fare i culurgiones, ho visto che sulla rete ci sono ricette di questa specialità. Un grazie agli avvocati di McDonald's.

Evviva la cucina tradizionale!


   

  
  


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Portare il VOIP sul proprio cellulare, ricevere chiamate e rispondere dal telefonino al proprio interno di centralino.

  

A che punto siamo con la tecnologia mobile applicata ai centralini?

La risposta è entusiasmante. Con la tecnologia VOIP è possibile portare il proprio numero fisso sul proprio cellulare, rispondendo ai vostri Clienti che vi contattano al vostro numero fisso di ufficio, direttamente dal vostro telefono cellulare.

In pratica?

Il cliente chiama il vostro numero geografico di telefonia fissa, e la chiamata vi squilla sul cellulare. Il bello è che non si tratta di un inoltro di chiamata o di un trasferimento di chiamata (Che di norma prevede il costo a vostro carico di trasferimento della chiamata dal fisso al cellulare), ma si tratta proprio di configurare il vostro telefonino con i parametri del vostro numero interno, ricevendo la chiamata dal cellulare connesso ad internet.

In presenza quindi di una rete wi-fi, o di una connessione ad internet sempre attiva (vedasi i piani H3G che permettono da smartphone o da iPhone di essere connessi 24 ore al giorno) è possibile trasportare il proprio interno telefonico fisso legato al centralino VOIP, sul proprio telefono cellulare, chiamando e ricevendo come se foste in ufficio, godendo quindi del vantaggio di simulare la vostra presenza in postazione anche se siete in montagna o al mare o in mezzo al traffico. Questo permette di spostarsi e trasportare il proprio mondo commerciale senza che nessuno se ne accorga.

Come farlo?

La soluzione è OpenVOIP, il servizio di fonia VOIP che con pochi euro al mese consente di possedere un vero e proprio centralino telefonico, con fonia fissa e numero geografico e di configurare sul dispositivo di fonia cellulare, il proprio numero interno (o la reception a cui arrivano le chiamate in entrata al numero geografico in questione).

La configurazione è semplice, e si può effettuare, per tutti gli smartphone Symbian via FRING (software gratuito da installare sul proprio telefono cellulare) o con il software Whistle (per iPhone, software gratuito). Con tre semplici parametri di configurazione, in tempo reale, si è connessi alla propria rete fissa e ci si può spostare in tutto il mondo ricevendo le chiamate al proprio numero fisso sul proprio cellulare o telefonare a qualsiasi destinatario che visualizzerà il nostro numero come quello dell'ufficio, usufruendo delle vantaggiose tariffe telefoniche VOIP.


   

  
  


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"Sono stata Alice" di Melanie Benjamin: la vita (romanzata) di Alice Pleasance Liddell, la bambina che ispirò "Alice nel paese delle meraviglie"

  

Sono stata Alice di Melanie Benjamin.

Lo scorso marzo è uscita nelle sale cinematografiche l'attesissima versione di Tim Burton di "Alice in wonderland". Il risultato? Un enorme flop, almeno per me (e per molti critici!). Il film si è rivelato un'operazione palesemente commerciale e senza pathos. Rendere scontata e scadente una storia UNICA nel suo genere era un'impresa davvero dura e LUI c'è riuscito. La sensazione che ho provato è stata di inganno e tradimento; la firma di Burton alla regia è infatti servita come specchio per le allodole ed io sono stata una di queste.

Insieme al film sono usciti gadget di ogni genere,dal merchandising a libri rispolverati e ripresentati in nuove edizioni.

Lo scorso luglio, intenta nella spesa settimanale, vengo attirata dallo scaffale libreria del mitico Carrefour e cosa ci trovo? "Sono stata Alice". Non una biografia ma un "racconto" sulla vita di Alice Pleasance Liddell, l'amica-bambina di Charles Dodgson (Lewis Carroll) alla quale lui dedicò il suo libro più famoso. La tentazione iniziale è stata quella di ignorare il richiamo: non volevo essere di nuovo un'allodola! Ma poi lo sconto di €3 mi ha convinta!

Il libro ha accompagnato la mia estate con grande piacere.

Partendo dalle vere notizie riguardo la protagonista, l'autrice descrive la storia di una donna in epoca vittoriana, dall'infanzia più o meno spensierata, passando all'adolescenza, ai primi amori fino allo scontro con la dura realtà: il libro che renderà Alice immortale sarà, infatti, la sua condanna.

Ciò che rende questo libro speciale, è il fatto che l'autrice azzarda (e lo fa davvero, verso la fine, quando ormai non ci speravo più) nel descrivere un episodio che possa aver portato alla rottura nel rapporto della famiglia del decano di Oxford (padre di Alice) con mr Dodgson, insegnante di matematica ed amico intimo della famiglia. Oxford era allora, un piccolo paese e durante l'epoca vittoriana era davvero facile creare scandali.

Lewis viene descritto come un timido balbuziente pieno di fantasia; i suoi 20 anni più di Alice, non gli impediranno di subire il fascino di questa donna-bambina così sicura di sè.
Egli continuerà a cercarla sempre, in tutte le altre bambine-amiche che fotograferà per il resto della sua vita. La fotografia, in particolare con soggetti di bambine, era una passione dello scrittore: sembra che egli richiedesse sempre la presenza dei genitori durante le pose, come impaurito da qualche spaventosa pulsione.

Charles Dodgson (Lewis) rimane, quindi, sullo sfondo della storia, come un attento osservatore, un angelo custode, mentre Alice proseguirà la sua vita crescendo agli occhi di tutti, tranne ai suoi.

Una vasta gamma di emozioni può investire il lettore romantico: Alice, anche se molto (troppo?) tardi, troverà la propria felicità, quando Sir Dodgson che, senza volerlo, l'aveva maledetta, sarà la sua salvezza.

Il libro racconta una breve e passionale relazione di Alice col principe Leopold: la presenza di una spilla di diamanti regalatale dal Principe e indossata da Alice sul proprio vestito da sposa in occasione del matrimonio con Reginald Hargreaves, ne avvalora l'ipotesi. Alice e Leopold daranno, inoltre, ai propri figli (avuti con i rispettivi sposi) l'uno il nome dell'altra.

Lascio che il resto della storia venga scoperto dai tanti lettori, appassionati ed incuriositi come me, dalle origini di un capolavoro.

Dopo aver cercato a lungo un legame tra l'Alice personaggio e l'Alice persona, è stata una gioia riconoscere la MIA Alice nelle pagine di Melanie Benjamin.


   

  
  


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Prodotti per celiachi senza glutine Carrefour

  

Da Carrefour prodotti senza glutine per celiaci.

Ci risiamo, oggi, dopo aver parlato della carta igienica ecologica comprata da Carrefour (EX GS), abbiamo trovato anche uno scaffale di prodotti senza glutine per celiaci. Un altro passo avanti fatto da questa catena di supermercati.

Ovviamente, non vogliamo fare eccessiva pubblicità alla catena in questione, ma vi invitiamo a cercare prodotti ecologici ed intelligenti come il brand ECO PLANET della carta igienica, per incentivare la produzione e la concezione di un nuovo modo di fare market, e qualora il vostro punto vendita preferito ne fosse sprovvisto, consigliamo di chiedere e di diventare petulanti, così da far capire ai gestori dei supermercati che sono i Clienti a volere e scegliere i prodotti ecologici o rispondenti alle necessità di chi non può mangiare glutine.


   

  
  


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Carta igienica ecologica proveniente dalla Spagna. Carrefour che sorpresa.

  

Oggi parliamo di ecologia.

Durante una rapida ricognizione nel Carrefour dell'Infernetto (Roma), ex GS (oramai tutte le GS sono diventate Carrefour), siamo stati piacevolmente sorpresi dalla presenza di prodotti ecologici e realizzati con materiale riciclato e marchiati Carrefour. Il fatto che l'azienda stessa, con il proprio nome, abbia dato il via alla produzione di carta igienica riciclata è un gran segnale di invito ai propri clienti a spostare l'acquisto dei tradizionali prodotti per la casa e per la persona verso direzioni più ecosostenibili.

La carta igienica ECO PLANET, qui sotto in fotografia è realizzata, confezione inclusa, con materiali rigenerati.

Quanto riportato sul retro della confezione.

"Carrefour offre la gamma di prodotti Eco Planet che ha ottenuto il marchio ecologico dell'Unione Europea. Con l'intento di limitare l'inquinamento ambientale la gamma di articoli in carta è costituita da prodotti compatti che permettono di ridurre la quantità di imballaggi e di ottimizzare il trasporto. Prodotta al 100% con fibre riciclate, la carta igienica Carrefour è veramente morbida e confortevole e rispetta l'ambiente."


Carta igienica riciclata Carrefour.


   

  
  


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Esaurite le risorse della terra il 21 agosto 2010.

  

Esaurite le risorse della terra il 21 agosto 2010. Questa data segna il giorno dal quale, ogni risorsa prelevata dal pianeta terra, è a debito. Il 21 agosto la terra avrà fornito tutte le energie di cui si può ricaricare entro il 31 dicembre. Per i più duri a comprendere, stiamo consumando più di quanto la natura possa produrre.

La tendenza è all'estinzione.

Consigliamo la lettura

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/16/la-terra-va-in-rosso/50711/

e consigliamo di supportare qualsiasi associazione che metta a disposizione le proprie risorse per divulgare e documentare i fatti e i gruppi ecologisti impegnati a disturbare i governi proponendo a oltranza una seria rivisitazione dell'attuale stile di vita occidentale.

Approfondimento sull'OverShoot Day

http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/earth_overshoot_day/


   

  
  


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