Categoria: Società

A sua insaputa

  

In questo periodo particolare che stiamo vivendo, la consapevolezza è più che mai importante, ma i più consapevoli non sono quelli che dovrebbero abbondare in questo, bensì la gente normale, il popolo, tutti noi, stiamo avendo la massima consapevolezza di come siamo stati trattati nel corso degli anni.

Negli ultimi tempi siamo stati bombardati da notizie di politici fatti oggetto di strani "omaggi".

C'è chi si è ritrovato a vivere in un appartamento fronte Colosseo "a sua insaputa", poi c'è chi è andato in vacanza nei posti più belli del pianeta, "a sua insaputa" e infine, chi ha ricevuto la laurea "a sua insaputa".

Ma ci hanno preso proprio per fessi?

Comunque anche tra la gente comune c'è chi riceve grosse sorprese "a sua insaputa": quelli che al mattino vanno al lavoro e si ritrovano licenziati, a "loro insaputa", quelli che si ritrovano a pagare il conto del debito pubblico fatto "a loro insaputa" da quelli che hanno ricevuto le case e le lauree, nonché le vacanze pagate "a loro insaputa".

Quelli che vivono in macchina, perché, "a loro insaputa" da un giorno all'altro, si sono ritrovati senza lavoro e senza casa, con i figli affidati temporaneamente ad altri, a sconosciuti, che sanno che c'è chi sta lottando per poter riavere i propri figli.

Una volta scoperti hanno il coraggio di continuare a dirci che non ne sapevano niente, che prendono le distanze dai regali avuti e goduti "a loro insaputa"?

Mammut


   

  
  


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Nuove figure professionali: giurista d'impresa in grandi aziende.

  

Fino a qualche anno fa gli sbocchi per il laureato in giurisprudenza erano limitati all'attività di notaio, avvocato, giudice o lavoro all'interno della Pubblica Amministrazione.

Oggi, invece, il mercato del lavoro per i laureati in discipline giuridiche si amplia grazie al profilarsi della figura del giurista d'impresa. Ma di cosa si occupa tale figura professionale e quali sono gli ambiti lavorativi in cui può inserirsi?


LA funzione del giurista d'impresa

I tempi moderni impongono alle aziende di fornirsi di nuove figure professionali da inserire nell'organico e tra le più richieste vi è proprio il giurista d'impresa, che solitamente si inserisce stabilmente nelle aziende medio grandi mentre opera come consulente esterno nel caso di realtà di più piccole dimensioni.

La globalizzazione e la conseguente apertura dei mercati impongono infatti alle aziende di operare a livello internazionale per riuscire ad essere concorrenziali e restare quindi competitive sul mercato. Ciò impone alle imprese di avere una vasta conoscenza del diritto e delle norme per operare in mercati esterni all'Italia, e anche di conoscere le continue riforme delle norme di diritto italiano, soprattutto in ambito giuslavoristico. A tale necessità fa fronte il giurista d'impresa, che diventa un vero e proprio angelo custode delle grandi aziende tenendole lontane da problemi di tipo giuridico.

L'esperto di diritto all'interno dell'azienda svolge attività di consulenza, di studio nelle più disparate materie, può rogare contratti e intrattenere rapporti con l'esterno, deve assicurare la giusta tenuta delle scritture contabili e la corretta gestione del personale.


Le competenze che occorrono per diventare il giurista d'impresa

Non tutti gli avvocati e operatori del diritto hanno però le competenze specifiche per operare negli uffici legali delle aziende; per questa ragione vengono attivati dei master e in particolare, dei master per giurista d'impresa che hanno come finalità quella di fornire un elevato livello di preparazione nelle materie specifiche di questo tipo di attività.
 
Il master in giurista d'impresa è infatti rivolto ad operatori del diritto ed in particolare ad avvocati e laureati in giurisprudenza che vogliano acquisire conoscenze specifiche nella consulenza per imprese. Ma quali sono queste competenze?

In primo luogo per operare in tale campo è necessaria una conoscenza dettagliata ed aggiornata del diritto societario e commerciale, al fine di individuare correttamente le norme da applicare all'azienda anche in materia di scritture contabili. In secondo luogo per poter operare all'interno del mercato europeo e internazionale è necessaria una conoscenza approfondita del diritto dell'Unione Europea, delle norme del mercato comune, della disciplina della concorrenze, del diritto internazionale e delle norme di diritto processuale comunitario. Sempre per operare in modo efficiente all'interno dei mercati è necessaria la conoscenza di nozioni di micro e macro economia. Altro settore in cui le imprese sempre più hanno necessità di avere esperti in grado di tutelare l'azienda e proteggerla da problemi di natura giuridica, è il diritto tributario e finanziario. Diritto del lavoro e privato saranno invece utili al fine di rogare contratti di lavoro o fornitura e per la tutela di marchi e brevetti.

Necessaria anche una buona conoscenza dell'inglese.

Si deduce che la figura del giurista d’impresa è sempre più centrale in azienda, ed ha dunque una spendibilità sul mercato in profonda crescita, che permette a chi ha una laurea in materie giuridiche di uscire dall'ambito ristretto del lavoro in tribunale e avere ulteriori sbocchi professionali altamente remunerativi.


   

  
  


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La storia dell'acqua in bottiglia. Quando scegliere tra l'acqua in bottiglia e quella del rubinetto significa scegliere di inquinare ancora.

  

Dopo l'articolo di Mammut "E' meglio l'acqua in bottiglia o quella del rubinetto?", che termina con l'ovvia conclusione che per non inquinare, non spendere soldi inutili e soprattutto, usare la testa quando si beve, ecco un nuovo spunto di riflessione per continuare a scegliere di non comprare l'acqua in bottiglia, e se proprio vogliamo avere dell'acqua a portata di mano, in auto o sul tavolo da lavoro, utilizziamo una bottiglia di plastica da riepire con l'acqua del rubinetto.

Non è vero che l'acqua del rubinetto fa male

La paura che l'acqua del rubinetto possa fare male da dove nasce? Dal fatto che l'informazione deviata martella l'umanità con l'acqua del rubinetto sporca, da filtrare, con l'arsenico o con altre pericolose sostanze, che invece vengono depurate nelle centrali in cui si produce acqua in bottiglia.

L'acqua in bottiglia fa male? Di sicuro inquina. Altro che fotografie di ruscelli di montagna

La pubblicità ingannevole stampata sulle etichette stesse delle bottigliette d'acqua di plastica ingannano. Non vi è alcun ruscello di montagna da cui viene "estratta" la pura acqua che finisce sugli scaffali dei supermercati. Spesso, come indica il video, in America, l'acqua delle bottigliette viene presa dai rubinetti e filtrata dalle aziende, che la rivendono a circa 2000 volte il prezzo di acquisto imbottigliata in plastica inquinante.

Ecco quindi che nasce San Rubinetto

E' una follia, uno degli scherzi della rete, che ironicamente consiglia di bere solo acqua sostenibile, proveniente dalla rete idrica nazionale. Qualora per motivi di "sopravvivenza" si dovesse optare per una bottiglia di plastica, informatevi almeno sull'acqua a chilometri zero, per cercare di bere acqua proveniente da fonti vicino alla propria abitazione, evitando inquinamento.




L'acqua in bottiglia fa male all'ambiente. Preferire quella del rubinetto.


Lo Spot dell'acqua di rubinetto contro l'acqua in bottiglia



   

  
  


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La televisione fa male, il telefonino fa male e i bambini crescono soli.

  

Quando i bambini sono soli davanti alla televisione.

Ho letto la notizia di Repubblica riguardante la solitudine dei bambini, supertecnologici e super accessoriati, ma comunque soli. Vivono in appartamenti, inscatolati ed esiliati, magari con un solo genitore, al massimo con un fratello, con nelle orecchie le cuffiette musicali e tra le mani telefonini, giochi elettronici e via dicendo.

Allora il mio pensiero va all'infanzia dei bambini di una volta, quelli che avevano una famiglia "normale" composta da un padre, una madre e qualche fratello. Molto spesso nella stessa casa vivevano anche dei nonni, inesauribile fonte di saggezza e di storielle, sempre pronti a sfornare qualche dolcetto fatto con ricette d'altri tempi.

Quando i bambini non avevano telefonini e televisioni

Ricordo, quando non c'era la televisione, le serate trascorse ad ascoltare i racconti dei vecchi, magari attorno al camino acceso, noi bambini assonnati ma incantati dalle storie tramandate dai grandi, tra loro vi erano veri e propri poeti, grandi appassionati di antichi scritti, conoscitori di brani della Divina Commedia a memoria, vecchi che al massimo avevano frequentato la quarta elementare.

Quanta magia scaturiva dalla voce del narratore e più il sonno si impadroniva degli occhi, più le orecchie restavano vigili e una volta sotto le coperte, proseguiva nel sogno il finale della storia, cosicché al risveglio tutto si confondeva, tra sogno e realtà.

All'arrivo del giorno, in estate si viveva all'aperto, si saliva sugli alberi, si raccoglievano i frutti selvatici, magari si tornava a casa con le ginocchia sbucciate, ma l'allegria era genuina e prodotta da cose semplici, come tirare i sassi in uno stagno, o sfidare i compagni ad una improvvisa corsa fino al prossimo albero.

Tornando a casa si poteva incorrere in qualche rimprovero per aver rotto il pantalone o per essersi sporcati i vestiti, ma poi tutto veniva perdonato e la vita scorreva, naturalmente, con la certezza che il domani sarebbe stato ancora meraviglioso.

Ora i nostri bambini sono costretti alla solitudine e, in alternativa a questa, a stressanti impegni forzatamente imposti, in nome dell'attività fisica a tutti i costi, anche contro la loro volontà, nel nome del culto del corpo, piccoli emuli di giovani Narcisi che trascorrono un terzo della loro giornata a fare dei loro muscoli un'attrazione.

Che tristezza!

Mammut


   

  
  


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Fabrizio Corona e Belen alle Maldive

  

Le foto di Fabrizio Corona e Belen Rodriguez nudi. Esempio ai giovani.

Ci mancavano!

Ma proprio tanto, così hanno trovato il modo per tenerci al corrente dello stato della loro relazione e delle loro nudità. Questo, del resto, è il loro lavoro, farsi fotografare per poi vendere il tutto ai giornali di gossip, non ci venissero a dire che non sono autorizzati a pubblicare le foto, ci sono molti modi per non farsi scoprire, quando si vuole vivere nell'intimità. Teniamo presente, inoltre, che le Maldive non sono proprio alla periferia di Milano e quindi chi li ha immortalati ha seguito un itinerario suggerito, da chi?.......

Le foto nude di Belen e Fabrizio Corona alle Maldive

Per chi volesse vederle può farlo cliccando QUI.

Tutto questo quando il giovane Corona è consenziente, perché poi, in periodi di particolari difficoltà (economiche) "sente" il bisogno irrefrenabile di denunciare il mal o ben capitato paparazzo, in modo da poter alzare il prezzo, magari per l'acquisto di una nuova fuoriserie. Lui sa bene come fare, è il suo mestiere.

Penso inoltre, a quel povero figlio, cosa che evidentemente non fa lui, quando verrà deriso dai compagni di scuola per il modo "disinvolto" di mostrarsi. Ma che esempio diamo ai nostri giovani?
Lo sappiamo purtroppo, lo abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, basta accendere la televisione per capire cosa fa girare il mondo oggi.

Tutto il resto è noia.

Approfondimenti su Belen Rodriguez e Fabrizio Corona


   

  
  


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Puntate di Indietro Tutta, con Renzo Arbore.

  

In tempi come questi, di oscurantismo televisivo, la Rai deve faticare non poco per tenere incollati quegli ultimi spettatori che le sono rimasti, ma che importa, la cacciata dei personaggi di maggior spicco è gradita e da sempre auspicata dai giochi di potere chi "comanda" nel nostro povero, defraudato paese.

Ma questa mattina, causa insonnia, accesa la tv ho avuto una graditissima sorpresa; su Rai 2 c'era una delle divertentissime puntate di "INDIETRO TUTTA" con il grande Renzo Arbore, Nino Frassica, Mario Marenco e tutta la sgangherata, simpaticissima compagnia.

Questo, ho appreso, avviene ogni mattina alle ore 6, tutti i giorni, tranne il sabato e la domenica e, a costo di mettere la sveglia, non ne perderò neanche una; potrei magari registrarle e vederle in orari più acconci.

Consiglio di fare altrettanto agli appassionati di questo genere, che solitamente conta un pubblico over 60, ma credo che divertirebbe anche i più giovani, non fosse altro che per imparare che ci si può divertire anche senza usare le parolacce volgari che sono entrate a far parte del nostro linguaggio usuale.

Colgo l'occasione per far giungere al grande Arbore un grazie sentito e un apprezzamento sincero per il bagaglio di risate che ci ha dato e continua a darci, anche se relegato in un orario buio e insolito come quello delle 6 di mattina.

Chissà che, proprio a causa dell'incosciente modo di gestire i palinsesti, la Rai non debba attingere al passato per poter sopravvivere, ed allora potremo rivedere questi programmi anche in prima serata.

Mammut


   

  
  


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Furto di identità dai rifiuti gettati nel cassonetto dell'immondizia. Documenti rubati!

  

Furto di identità dal cassonetto dell'immondizia.

Non si finisce mai d'imparare! Magari con ritardo ma sono venuta a conoscenza di un altro modo per essere derubati. Lo so, Antonello Venditti ci aveva avvertito che questo è un mondo di ladri ma sapere che qualcuno va rovistando nel cassonetto dell'immondizia alla ricerca dei nostri dati personali per "fregarci", questa no, ancora non la sapevo.

Guardando il Telegiornale bisogna essere molto attenti a scrutare tra le varie notizie più ridicole, come il vestito da sposa della principessa tal dei tali o il nuovo amore già finito della squinzia di turno, per riuscire ad individuare delle informazioni così preziose come quella riguardante il furto d'identità o dei dati personali.

Ed allora, per nostro tramite, voglio mettere al corrente quelle persone che ancora non lo sapessero, che il cassonetto dell'immondizia può essere un tesoretto per il ladro esperto, o per colui che viene "incaricato" per conto terzi, a cercare codici, numeri e date nell'immondo contenitore. Molto spesso il clochard non è soltanto un senzatetto in cerca di pane ma nasconde un "manovale" del crimine.

Vi sono persino delle tariffe, per quanto emerge dalle carte gettate semplicemente e ingenuamente, scontrini con pagamenti a mezzo carte di credito, vecchi documenti, estratti conto della banca e persino buste con indirizzo. Tutte cose preziose e con un valore ben prestabilito, un vero e proprio preziario.

Potremmo ritrovarci, nella migliore delle ipotesi, a pagare rate di elettrodomestici mai acquistati.

Un'altra modalità, a mio avviso, ma anche a detta delle forze dell'ordine, è anche la pubblicazione via internet (facebook) dei propri dati, una vera manna per chi ha voglia di compiere atti criminosi appropriandosi dell'altrui identità

Facciamoci furbi! Al posto della macchinetta del caffè, acquistiamo un distruggi documenti oppure usiamo la nostra carta "straccia" per accendere il barbecue, rendiamo ai ladri il "lavoro" più difficile.

Mammut


   

  
  


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Emma La Spina, vita in collegio e IL SUONO DI MILLE SILENZI.

  

Emma la spina, il suono dei mille silenzi, vita in collegio e torture.

Quando provo a spiegare a qualcuno la ragione per la quale sono diventata atea, nonostante la mia infanzia vissuta in un collegio, non posso dire altro che la verità pura: proprio il fatto di essere stata in un collegio, educata dalle suore, preziosi angeli in terra, che a suon di schiaffi e punizioni più o meno corporali, cercavano di inculcare in noi, teneri esserini così già duramente provati, il "senso della vita".

Come si può continuare a pregare dopo aver subito l'ave maria ogni mattino, alle cinque e quarantacinque, ascoltando l'invocazione con le orecchie e contemporaneamente ricevendo uno schiaffo sui minuscoli piedi di una bambina profondamente addormentata nel sonno, unico nascondiglio e rifugio in una vita che non è vita? Questo era il loro sistema per svegliarci e, per non subire il tremendo risveglio bisognava darsi da fare per riuscire a scendere dal letto ed inginocchiarsi a pregare prima che arrivasse il proprio turno e la propria dose.

Leggendo qualche brano del libro di EMMA LA SPINA, sono ripiombata nell'incubo del racconto della sua triste fanciullezza, sebbene il mio non sia stato così altrettanto colmo di crudeltà, molto ho ritrovato dell'ambiente in cui io stessa ho vissuto. Nel suo libro intitolato IL SUONO DI MILLE SILENZI Emma racconta le torture mentali e fisiche a cui una bambina può essere sottoposta, dalla crudeltà nel conoscere una madre che non si può chiamare tale, al rifiuto di una sorella che condivide la stessa prigionia, nonché i giochi di guerra quotidiani per non soccombere alla fame e alla vergogna.

Chi si accingerà a leggere questo libro puo' e deve credere alla sua veridicità, le "cattiverie" in esso contenute sono veramente concepibili da menti umane, io stessa ne ho fatto cenno nei miei racconti su "le due bambine....", veramente ci si sente diversi, alieni direi, messi improvvisamente a confronto con il mondo esterno. Quanto di me ho ritrovato nella sua storia! Fa bene sapere che qualcuno riesca a comprendere il proprio passato, come se fosse un copione noto a pochi ma quei pochi sfortunati si sentono meno soli, e questo è già molto.

Vorrei aggiungere un pensiero, a quelli che vanno predicando che l'infanzia dura è scuola di vita e ci "farà le ossa", rispondo che dopo un'infanzia triste e infelice si faticherà molto per riallinearsi agli altri, a quelli che noi abbiamo sempre considerato "alieni" come la stessa Emma definisce quelli che io chiamavo semplicemente gli "esterni".

Mammut


   

  
  


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Acea, l'eterna attesa di un call center fantasma! Tratto da "come diventare vecchi aspettando di parlare con un operatore..."

  

Nell'era della comunicazione mai avrei pensato di dover dedicare giornate intere a comporre un numero telefonico per riuscire a parlare ad un operatore di ACEA Energia. Sfortunato colui che deve fare una qualsiasi semplice, banale richiesta.

Dopo aver formato il numero verde ci si deve sorbire tutta una serie di comunicazioni generali sulla azienda di cui, normalmente, al povero chiamante, non interessa nulla. Poi finalmente una voce quasi umana ci fa la distinzione sui vari servizi e ci spiega cosa dobbiamo digitare per parlare con questo o quello. Allora mi dico: beh, ci siamo!, tra poco risolvo, invece c'è il capitolo sulla privacy che va approvato e finalmente mi viene richiesto il numero cliente, una volta digitato devo aggiungere il cancelletto, ed anche questo è fatto.

Arriva una voce, questa volta umana a tutti gli effetti, o forse no, perchè sembra un aliena quando mi dice che, dato l'intenso traffico telefonico, sarebbe meglio che io lasciassi il mio numero telefonico per essere contattata al più presto. Mi sono permessa di chiedere cosa significasse "al più presto" e lei mi risponde: "domani o dopodomani". A questo punto comincia a salirmi una certa irritazione e le dico che non posso stare sempre in casa ad aspettare la loro chiamata.

La gentile signora mi risponde che qualora non mi trovassero, dovrei essere di nuovo io a chiamare. Ringrazio cortesemente e riaggancio. Dopo qualche ora rifaccio la stessa trafila, stesso copione ma questa volta non lascio il mio numero, le dico che forse cambierò gestore, lei candidamente risponde "ok".

La mattina dopo, alle ore 8,30 ricomincio, armata di santa pazienza, tutta la filastrocca, tutte le digitazioni, tutto liscio, mi viene quasi il sospetto che questo sia l'orario migliore e che ne verrò fuori, ma non è così, l'operatore alieno mi dice che verrò messa in comunicazione con un operatore umano ma, con mio grande disappunto risento di nuovo la voce aliena che mi comunica che il tempo di attesa sarà inferiore a 8 minuti, mi metto in paziente attesa e dopo circa due minuti, mi si dice che il tempo di attesa è di 8 minuti.

Ma non finisce qui, magari! Dopo un altro minuto l'alieno mi dice crudamente che DATO L'INTENSO TRAFFICO TELEFONICO SONO PREGATA DI CHIAMARE PIU' TARDI!.

Quando si dice "dopo il danno la beffa": in una di queste comunicazioni registrate che mi sono beccata ce n'era una che non vedo l'ora di soddisfare, diceva l'aliena: AL TERMINE DELLA TELEFONATA SIETE PREGATI DI RISPONDERE A DOMANDE DEL TIPO: "COME VI E' SEMBRATO IL SERVIZIO? DATE UN PUNTEGGIO ECC. ECC."
Io non vedo l'ora di comunicare di nuovo con l'Acea, per dire quello che penso, fosse l'ultima telefonata che faccio alla società distributrice di energia elettrica della mia città.

E poi, forse, il buio.

Mammut


   

  
  


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Pane della Caritas. Pizzerie e panifici a fine serata sfamano i poveri.

  

Di tanto in tanto mi capita di ascoltare qualche bella notizia, quanto basta per rasserenare un poco lo spirito. In un periodo come questo, in cui la crisi economica ha reso più poveri i poveri, non poteva che farci bene sapere che un esponente della Caritas raccogliesse l'invito dei panettieri romani ad utilizzare il pane invenduto per sfamare la moltitudine dei senza tetto o anche semplicemente indigenti con miserrimi stipendi.

Anzi, il Direttore della Caritas, don Enrico Feroci, ha avuto una bellissima trovata: anziché portare i circa 200 quintali di pane invenduto nelle panetterie di Roma, alle associazioni umanitarie che dovrebbero poi farsi carico di distribuirlo ai bisognosi, suggerisce di fornire una sorta di "carta del pane" agli interessati, i quali, poco prima della chiusura dei negozi, potranno recarsi muniti di tessera, a ritirare il loro pane.

In questo modo si raggiungerebbe un doppio scopo, quello di sfamare chi ha veramente fame ed evitare di intasare i cassonetti dell'immondizia, già straripanti di tutti gli scarti più o meno riciclati.
Confidiamo che questa bella iniziativa possa venire applicata anche ad altri alimenti, magari prima che siano scaduti, l'importante è cominciare.

Ringraziamo il presidente dei panificatori romani Giancarlo Giambarresi che sta provvedendo alla sensibilizzazione delle istituzioni locali affinché si possa dar corso a questa formidabile idea.

Evviva la solidarietà.

Mammut


   

  
  


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