Archivi per: Ottobre 2010

Mafia, documentario Rai "Le mani su palermo". La cattura del boss Lo Piccolo.

  

Tra le decine di documentari sulla Mafia, ce n'è uno che si chiama "Le Mani su Palermo", documentario RAI ora disponibile su Youtube in 12 spezzoni. Il documentario, costruito con il 100% delle intercettazioni originali, sia in video che in audio, vede la presa del potere in Sicilia da parte della famiglia del boss mafioso Salvatore Lo Piccolo, e i tentativi di cattura da parte delle forze dell'ordine, che si susseguono tra colpi di scena e clamorose scoperte di collusione tra mafia e agenti di polizia.

Uno splendido documentario che racconta tutti i passi per la cattura del boss mafioso con incredibili intercettazioni video originali messe a disposizione del grande pubblico italiano.

Guarda "Le Mani su Palermo" su Youtube.

La cosa che colpisce di questo video è la chiarezza di esposizione dei metodi dei mafiosi per compiere i propri affari senza essere pedinati; da come sviare i pedinamenti degli spostamenti in motorino a come far sparire pizzini e carte segrete nel momento dell'irruzione delle forze armate nelle abitazioni dei boss. Il video è realizzato con il montaggio di moltissime intercettazioni, audio e video, originali, raccolte durante i pedinamenti e durante le indagini, rendendo questo prezioso documento video unico nel suo genere, insieme agli altri documentari sulla mafia suggeriti da noi.



   

  
  


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Come far scendere un gatto dall'albero senza pompieri.

  

Come far scendere un gatto dall'albero senza pompieri.

Vi siete mai chiesti qual'è il miglior modo di far scendere un gatto dall'albero? Noi neanche, fino al giorno in cui, in un già abbastanza affollato pomeriggio lavorativo, il miagolio di un gatto arrampicato sull'albero di fronte al nostro ufficio, ci ha distolto in massa dalla testa bassa sui monitor. In parte presi dal momento settimanale (venerdì pomeriggio inoltrato a turno lavorativo quasi ultimato), in parte dal fatto che mai riusciamo a distrarci da qualsiasi evento mondano quando si tratta del nostro lavoro, l'intero Team si è impegnato nel tentativo di risolvere un dilemma dalla provenienza arcaica e che dagli antichi romani ad oggi, non ha soluzione:

Far scendere un gatto dalla cima dell'albero.

Fase1: la ricerca di una soluzione su Google

La prima mossa è stata quella di ricercare in Google il numero di pronto intervento o trovare una soluzione già pronta al problema grazie all'esperienza di chi ci ha preceduto nell'ardua impresa. Sorpresa; solo lamentele da parte di massaie che spiegano con rammarico che quanto si vede in televisione è falso, ossia che i pompieri non ti filano assolutamente e di certo non partono armati di scala antincendio e sirena spiegata per salvare un gatto, che tra l'altro ha 9 vite, dall'albero su cui è salito di propria sponte (e forse a questo punto ne siamo anche sollevati, visto che i soldi poi sono dei contribuienti).

Fase2: la proposta per far scendere il gatto

Una volta accertata l'impossibilità di arrampicarsi fino alla vetta dell'albero, a causa dell'esilità dei rami, sufficientemente robusti per reggere un gatto ma non abbastanza da reggere un umano, si è optato per la sega. Con una scala si è raggiunta la base del ramo, con la sega si è operato un taglio bifase e il resto è nel video.


   

  
  


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Ecoidea per limitare l'accumulo di contenitori e bombolette spray

  

In questi giorni i riflettori sono accesi sull'immondizia di Napoli, l'ennesima "emergenza rifiuti" e l'ennesima protesta per impedire l'apertura di nuove discariche. Da anni ormai, a fasi alterne, si ripropone questa puzzolente questione.

Perchè non si spendono soldi per INFORMARE E FORMARE la popolazione sulla gestione dei rifiuti, invece di spenderli per far viaggiare le ecoballe che sono soprattutto "balle" e niente affatto "eco"?

Se ciascuno fosse responsabile di quello che produce in materia di rifiuti, se imparassimo a differenziare la raccolta, ma soprattutto, se evitassimo di acquistare flaconi su flaconi di prodotti assolutamente inutili, a volte persino dannosi per la salute e causa di allergie, il problema sarebbe risolto in brevissimo tempo.

Avrei anche un suggerimento da dare a chi di dovere, riportare su ogni flacone o lattina, il costo del prodotto e del suo contenitore, separati, così da poterci rendere conto di quanto spreco in danaro e smaltimento ci sia dietro un bagnoschiuma o una bomboletta spray.

Potrebbe darsi che si abbia l'effetto del monito stampato sul pacchetto di sigarette, che non ha abolito il fumo, ma se anche una minima parte della cittadinanza si lasciasse convincere della necessità di trovare alternative quali quelle di andare nei negozi in cui viene fatta la distribuzione dei detersivi alla spina, beh io credo che valga la pena di tentare.

Credo che il rispetto di se stessi sia strettamente correlato al rispetto della natura che ci circonda e della quale ciascuno di noi deve sentire il dovere di prendersene cura, non possiamo aspettare che sia qualcun altro a farlo per noi e non dimentichiamo di educare i nostri figli, o si ritroveranno in un mondo che non sarà più tondo ma avrà la forma di un "cassonetto".


Ecologia Spray bombolette idea ecologica.


   

  
  


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Le IENE: come violare caselle di posta elettronica (Yahoo, Alice o Libero?)

  

Stasera abbiamo visto un filmato delle Iene su come violare le caselle di posta elettronica di un noto provider italiano, semplicemente aprendo un doppio TAB e innescando un recupero password.

Il problema è che LE IENE non informa quale provider attualmente ha questo bug (baco, o errore) e nessuno quindi sa se e come deve proteggersi.

A guardare la schermata delle IENE sembra proprio che sia il client di YAHOO, visto che viene detto che "l'hacker ci chiede di inviargli un'e-mail proprio dallo stesso provider in questione, e noi lo facciamo" (e nel fare questo si vede una schermata del client di posta web based di Yahoo.

Staremo a vedere se ci saranno evoluzioni a riguardo e, in attesa di vedere comparire il video della puntata di questa sera online su Youtube, chiunque ne sapesse un pizzico in più è cortesemente invitato a postare un commento.


   

  
  


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Aborti forzati in Cina come quello di Xiao, e tutti i cinesi in Italia.

  

Aborti in cina per contenere le nascite. Il caso Xiao.


In questi giorni di ottobre non si parla d'altro che dell'omicidio di Avetrana, tutti noi siamo rimasti incollati alla TV per seguire lo svolgersi degli avvenimenti ma ora diamoci un taglio, i programmi televisivi sono invasi di psicologi, criminologi, avvocati e "compaesani" in attesa di nuovi colpi di scena, proprio come in un reality.

Passano così, inosservate, notizie terribili che andrebbero divulgate, come quella della donna cinese incinta all'ottavo mese, costretta ad abortire perchè già madre di una bambina. Si può comprendere la preoccupazione di un paese che ha "sconfinato" demograficamente, ma non si può accettare una simile barbarie.

La povera Xiao già pregustava l'arrivo del piccolo e la sorellina di dieci anni attendeva con ansia il futuro compagno di giochi, ma si sono presentati nella loro casa gli uomini del governo che, dopo averla presa a calci nella pancia, l'hano costretta ad andare in ospedale per sottoporsi all'aborto con una iniezione letale per il bambino.

Io mi chiedo: "ma dov'è la grande, antica CIVILTA' cinese?" Fanno un gran parlare dell'economia in grande espansione e dei nuovi ricchi che stanno colonizzando mezzo mondo, ma non esiste la contraccezione in quel grande paese?
Vorrei dare allora, un consiglio a chi volesse aprire una fabbrica in Cina, perchè non una di preservativi? O in alternativa, una bella casa farmaceutica con tanti tipi di pillola anticoncezionale?

C'è bisogno di adottare questi metodi da nazisti per limitare le nascite? Ecco perchè i cinesi ormai sono tutti qui, possono fare i figli che vogliono, tanto noi al massimo ne facciamo uno per famiglia, e lo stato lì a dirci: fate più figli, per favore! Ma non vi sembra che ci sia qualcosa di stonato?

Evviva la libertà!


   

  
  


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Come usare il pane raffermo per cucinare crostini con la mozzarella.

  

Crostini con pane raffermo e mozzarella.


L'ecologia è alla base della nostra permanenza sul pianeta terra.

In tempo di crisi c'è ancora chi getta tonnellate di alimenti nei rifiuti e questo, oltre a creare problemi nello smaltimento degli stessi (è proprio di questi giorni la tumultuosa protesta nella città di Napoli per la costruzione della nuova discarica) finisce per aumentare il dissesto economico nazionale e familiare.

Parliamo del pane: quando se ne acquista troppo rispetto al consumo si può ovviare riponendolo in freezer, in bustine di due o tre fette ciascuna, ed all'occorrenza tirarlo fuori e scongelarlo a temperatura ambiente o in forno.

Un altro modo di impiego del pane, soprattutto quando è ormai troppo duro, è quello di tagliarlo a pezzetti e riporlo in una busta di carta mantenuta aperta, in modo che si asciughi del tutto e poi grattugiarlo per panare la carne o altro.

C'è poi una ricetta molto gustosa con il pane raffermo, che piace anche ai bambini; sono i crostini con la mozzarella ed il prosciutto, io li preferisco mozzarella ed alici. Si mettono le fette di pane in una teglia e si bagnano con un pò di latte per ammorbidirle, poi si mettono sopra le fette di mozzarella e si fanno cuocere in forno caldo dopo averle condite con un filo di olio.

Quando si colorano e la mozzarella si scioglie, aggiungere le alici a pezzetti o il prosciutto cotto, finire di cuocere per altri cinque minuti e togliere dal forno. A piacere si possono usare anche altri ingredienti quali funghi trifolati o salmone affumicato, in questo caso però, il salmone va messo senza poi cuocerlo.

E' questo un modo per risparmiare e inquinare meno. E tutto questo con gusto!

Ricordiamoci di ridurre al massimo il latte ed i latticini dalla nostra dieta, quindi anche dell'olio di semi di girasole spremuto a freddo e del sale rosa dell'Himalaya possono rendere un gustoso piatto senza l'aggravio della digestione del latticino.


   

  
  


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Articolo di prova per installare Networkedblog sul proprio blog.

  

Stiamo provvedendo ad installare networkedblog su NeverSleep. Prova di TEST per la pubblicazione per comprendere se lavora tramite RSS o tramite altro sistema di lettura dei dati.

Immagine di test per vederne il funzionamento su Facebook.

Installare sul proprio blog networkedblog

La prima esperienza fatta ci porta a pensare che sia molto più funzionale di TwitterFeed, considerando che importa anche le fotografie dei post, cosa che prima con TwitterFeed era assente. Il sistema di Networked funziona come segue: ci si logga con account di Facebook, si imposta il feed RSS del blog (lo riconosce in automatico il sistema) e poi lo si configura. Il refresh iniziale è lentissimo si può essere indotti a pensare che non funziona o che vada installato un sistema di push sul blog. Non è così. Legge i feed RSS esattamente come fa Twitterfeed.

Funziona e a prima vista sembra ottimo.


   

  
  


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Dentifricio negli occhi. Pizzica e vedo opaco.

  

Cosa è. successo stamattina? Mi è schizzato del dentifricio nell'occhio destro. Bruciore tanto e a nulla è servito il tuffo in acqua o del collirio per diluire il dentifricio nell'occhio. 10 minuti di dolore. Ad un'ora dall'accaduto ho ancora qualche doloretto e puncicata ma il problema è che vedo appannato.

Ho cercato su Google ma non ho trovato nulla a riguardo. Secondo VOI? Vedrò correttamente da oggi in poi?

Attendo commenti da chi ha già avuto esperienze simili e soprattutto sapere da qualcuno come mai il dentifricio brucia così tanto e rende l'occhio così indolenzito per tutto questo tempo. So che è difficile trovare altre persone che come me abbiano avuto una simile sfortuna appena alzati, quando gli occhi sono anche socchiusi e le probabilità di incorrere in uno schizzo di dentifricio sono decisamente basse, ma è successo e quindi cerco compagni di sventura.

RETTIFICO (o meglio aggiorno):

Dopo circa 6 ore la vista è tornata normale e tutto si è sistemato (sperando di essere utile a coloro che si sparano del dentifricio nell'occhio e vanno in cerca in rete delle possibili conseguenze del gesto di scarsa balistica e di basso karma).


   

  
  


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Ricetta di cucina macrobiotica di Petto di pollo al sesamo.

  

Da quando ho iniziato a seguire le linee guida della cucina macrobiotica, pur non essendo una seguace al cento per cento, vado spentolando ogni giorno per creare nuove pietanze, che abbiano come costante la genuinità e la semplicità, ma soprattutto l'assenza di grassi animali.

Ma, condividendo il pasto con un'altra persona, non ancora "addomesticata" completamente, devo qualche volta, scendere a compromessi e concedermi una fettina di petto di pollo. Rovistando tra le mie scorte macro ho trovato i semi di sesamo, il Tamari, l'olio di sesamo ed ho preparato un'ottimo piatto.

Ho scaldato l'olio in una padella ed ho fatto rosolare i petti di pollo che avevo passato in un piatto dove c'erano i semi di sesamo.
Una volta rosolati, ho versato due cucchiai di vino bianco e portato a cottura. Ho aggiunto un poco di salsa tamari al posto del sale ed ho servito con un contorno di funghi trifolati con prezzemolo ed aglio.

Riepilogando:

. fettine di petto di pollo
. olio di sesamo
. semi di sesamo
. salsa tamari
. funghi champignon
. aglio e prezzemolo

Provare per credere.


   

  
  


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Comprare Ipad a prezzi bassi online?

  

Comprare un ipad in Italia è possibile principalmente negli applestore, ossia quei luoghi in cui l'atmosfera di adulazione ecclesiastica per il marchio della mela marcia, studiati nei minimi dettagli dagli architetti della Apple, che a Londra, hanno ideato una copertura in vetri che lascia entrare la luce soffusa, i cui raggi di luce sono resi visibili da pulviscolo artificiale immesso nell'aria da appositi diffusori elettronici, rendendo l'atmosfera mistica aumentando le endorfine nei malcapitati portandoli all'acquisto (tratto da studi scientifici di Neuromarketing).


Ma DOVE Comprare un ipad a prezzi bassi?

Non è facile come comprare un nexus one, un iphone o un Samsung Galaxy S. L'ipad al momento è reperibile nei grandi megastore come mediaworld, saturn, euronics, e ovunque al medesimo prezzo imposto da Apple. Non è quindi possibile acquistare ipad a prezzi bassi, se non usato o da rivenditori poco seri.

Inutile arrovellarsi il cervello, al momento non esiste luogo in cui acquistare un ipad a prezzi bassi o con vantaggi rispetto al pacchetto di offerta tradizionale.


Sicuri di voler comprare un ipad, indipendentemente dal prezzo?

Siete comunque sicuri che ipad sia utile? Spendere settecento euro per avere cosa? Un computer portatile senza tastiera, con il quale vi stancherete presto di scrivere a causa della scomodità della tastiera, dell'impossibilità di usare l'altra mano (una scrive ma l'altra lo deve reggere).

  • Non è un telefono
  • Non è una cornice digitale
  • Non è un navigatore satellitare (provate a usarlo guidando... vi servirà un autista)
  • Non supporta Adobe Flash
  • Non è un portatile, né un netbook (assenza della tastiera e dei dispositivi di connessione esterna, come il cavo LAN o la presa USB).

Sono validi motivi per dire "non comprerò mai un ipad"?
A quanto pare no. Ne vengono venduti uno ogni tre secondi, a conferma che, compromessi a parte, la strategia commerciale di Apple questa volta (come per iPhone ma non per Apple TV o MacBook) ha funzionato.

SEI MOTIVI PER NON COMPRARE IPAD


1) Manca il multitasking.

Se l'impossibilità di avere attive più applicazioni si fa sentire come un grande limite già su un prodotto di punta di Apple come iPhone e l'iPod touch, in questo caso diventa fondamentale e non avere il multitasking assume un ruolo determinante. Non è una pecca indetta dalla volontà di avere contemporaneamente in funzione decine di applicazioni tra quelle installate, ma potere ad esempio gestire due o tre finestre aperte, magari per fare anche un semplice copia e incolla sembra essere il minimo per un prodotto che sostiene di sostituirsi ai netbook. Questa mancanza importante lo colloca decisamente più nella categoria degli smartphone che in quella dei computer.

2) Non c'è una videocamera (webcam).

Gli utenti sono rimasti a bocca aperta nello scoprire che ipad non ha una webcam. L'esperienza di internet tanto decantata da Jobs senza una parte fondamentale dell'esperienza stessa: il video. Era davvero una delle aspettative forti di molti utenti, che invece Apple ha tradito pesantemente, innescando anche voci di considerazioni di natura commerciale, ossia tenere la webcam nel cassetto per le prossime release, e motivo per rivendere ipad2 agli utenti apple-dipendenti. Di nuovo, ci sembra una decisione piuttosto strana e contro logica, trattandosi di un prodotto con le ambizioni che ha l'iPad in termini di comunicazione e comunicabilità. Per altro si sta parlando di una funzione basilare ormai presente in tutti i dispositivi mobili e gli smartphone. Dovrebbe essere comunque disponibile come accessorio opzionale. I sospetti della volontà di tenerlo come opzione per costringere gli apple dipendenti a comprare la versione 2 di ipad sembrano sempre più fondati.


Comprare ipad a prezzi bassi.


3) Assenza del supporto di Flash.

Sembra proprio che da questo orecchio ad Apple non ci voglia sentire, almeno per quanto concerne i suoi dispositivi mobili. E per poter avere realmente "Internet in mano", come ha coloritamente annunciato Jobs durante la presentazione di ipad, non riteniamo si possa prescindere dal supporto di Flash.

Per quanto possa essere corretto affermare che riprodurre un filmato swf può richiedere un impiego rilevante delle risorse di calcolo dei dispositivi hardware, tuttavia crediamo che un prodotto come l'iPad non possa far mancare l'applicazione che eroga la maggior parte dei video e delle animazioni sul Web di oggi; permettere all'utente di attivare e disattivare il supporto flash a propria scelta potrebbe ad esempio essere una scelta eticamente corretta per lasciare la scelta all'utente. Bloccarla ed inibirla alla fonte sembra l'ennesima trovata commerciale per vendere più apps dall'appstore (i giochi costituiscono la maggiore entrata economica per Apple dal suo Appstore, e il principale concorrente è sicuramente Flash e i milioni di giochi online gratis disponibili in rete).

Certo è che messe assieme la mancanza del multitasking, di una videocamera e di Flash può indurre in più di una occasione a riporre l'iPad e ricorrere al computer.

4) Manca una porta Usb.

Come nel caso di iPhone e iPod, anche l'iPad si collega e opera la sincronizzazione con il computer tramite il cavo connettore Apple standard a 30 pin. Ogni altro tipo di connessione avviene in modalità wireless. E' possibile acquistare come opzione un accessorio che dota l'iPad di una porta Usb addizionale (accrocco con cavo penzolante), ma questa può essere usata solo ed esclusivamente per scaricare le foto presenti all'interno di una fotocamera digitale e non per connettere device di alcun tipo, poiché non sarebbero riconosciute da un sistema operativo chiuso su se stesso.

5) Manca uno schermo widescreen 16:9.

Andando contro ogni tendenza del mondo dei prodotti che vogliono erogare servizi video, nell'iPad Apple ha optato per il formato 4:3, oramai fuori ogni standard, proponendo una risoluzione di 1024 x 768 pixel. Inoltre, pur potendo riprodurre filmati in formato 720p, il dispositivo consente di avere in "uscita" un segnale solo di 576p x 480p.

6) Il prezzo di ipad.

Se si desidera disporre di 64 GB di memoria (che possono non essere moltissimi se si devono gestire foto, musica, film e documenti) e il GPS, si devono spendere in america ben 829 dollari, perché il sistema GPS è presento esclusivamente sui modelli con il 3G, che costano 130 dollari in più delle equivalenti versioni solo wi-fi. A questa cifra, la lista delle carenze sopra menzionate ci sembrano assumere rilevanza ancor più marcata.


   

  
  


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